L’ombra di una crisi economica si fa sempre più ingombrante e la giornata di ieri è stata piuttosto indicativa in relazione agli sviluppi che potremmo avere nelle prossime settimane.

I mercati si aspettavano un sostegno delle banche centrali e infatti dopo il taglio dei tassi d’interesse della banca centrale australiana, i principali indici hanno reagito positivamente. Poi è arrivato il turno della Federal Reserve, che ha tagliato i tassi dello 0,5% e Wall Street è sprofondata al -3%. Questa potrebbe sembrare una contraddizione, infatti il taglio dei tassi d’interesse è una misura positiva nell’ottica dei mercati, poiché prelude a nuova liquidità in arrivo e crescita.

Ma se analizziamo bene il contesto in cui la decisione è maturata, in realtà c’è poco di cui rallegrarsi. Infatti la misura è stata introdotta in seguito a una riunione straordinaria e con l’unanimità del board.

Consideriamo anche come il taglio di mezzo punto dei tassi sia una misura che sottintende grande preoccupazione. Infatti l’ultima volta che si è verificata una situazione simile è stato nel 2008 in piena crisi finanziaria mondiale.

Gli investitori dunque hanno riscontrato un’analogia e si sono spaventati. Volendo fare una metafora che ben si adatta allo scenario attuale, è come se ci rivolgessimo al nostro medico perché ci sentiamo poco bene e lui decidesse di mandarci direttamente in terapia intensiva, magari allertando anche il parroco per il sacramento dell’estrema unzione, perché forse a breve ne avremo bisogno.

Un’altra tegola arriva dai rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni, con nuovi minimi storici a 1,02% e 1,64%. Per avere un metro di paragone, durante la crisi del 2008 i rendimenti dei buoni del tesoro americano a 10 e 30 anni erano rispettivamente al 2,08% e 2,53%.

rendimenti titoli del tesoro Usa

L’oro è scambiato stabilmente sopra i 1600 dollari e nelle prossime settimane potrebbe riprendere il suo rialzo, come si evince dal grafico impietoso che mostra il rapporto tra l’indice Dow Jones e l’oro.

Dow Jones - Gold ratio

 
Le prossime settimane saranno incandescenti e nelle ultime ore sta diventando chiaro che le misure messe in campo dai vari governi per contenere il coronavirus, potrebbero impattare ancora più drammaticamente sull’economia.
 
In Giappone dopo la chiusura delle scuole il governo ha annunciato che distribuirà $ 80 al giorno alle famiglie per non andare a lavoro e restare a casa con i figli. Secondo caso di Helicopter money dopo Hong Kong insomma. Anche in Italia il governo ha annunciato la chiusura delle scuole almeno fino a metà marzo.
 
In tale contesto, le politiche monetarie delle banche centrali a sostegno del sistema finanziario si faranno sempre più aggressive. Questa sembra essere l’unica soluzione per evitare il collasso del sistema (come del resto è chiaro dalla crisi del 2008 che ha evidenziato i problemi strutturali dell’economia mondiale, tutt’altro che risolti).
 
La problematica principale però, è che dopo un decennio di politiche monetarie espansive le banche centrali hanno le armi spuntate, infatti con i tassi d’interesse già ai minimi e i vari Quantitative Easing e Repo la base monetaria è già alle stelle.
 
Ma l’unica soluzione attualmente percorribile, congiuntamente a politiche fiscali più elastiche, sembra essere proprio quella di continuare a stampare denaro con l’auspicio che questa volta sia distribuito direttamente alle famiglie e ai consumatori (e non ai soliti noti banche in primis), attraverso politiche di Helicopter money.
 
La speranza è che queste politiche consentano di arginare la crisi e lo spettro della recessione. Purtroppo questo non è affatto scontato.
 

E il Bitcoin?

Nelle ultime 24 ore la situazione sul mercato crypto è sostanzialmente invariata. Il bitcoin continua a perseverare nel suo tentativo di consolidamento sopra la Daily Moving Aaverage 200, dopo aver tentato timidamente di riportarsi sopra i 9000 dollari.
 
La volatilità ai minimi da circa una settimana e il trading range che si va restringendo sempre di più, verosimilmente presto daranno luogo a un movimento impulsivo che andrà a stravolgere il quadro tecnico di breve in maniera significativa.
 
È importante sottolineare come nel momento in cui ieri la Fed ha annunciato il taglio dei tassi, il bitcoin ha registrato un picco di volatilità all’interno di una giornata sostanzialmente piatta.
Questo ci dimostra ancora una volta la forte influenza dei mercati tradizionali sul Bitcoin e più in generale su tutto il comparto crypto. Considerata l’attuale scenario, se sui mercati finanziari non avremo ulteriori movimenti estremi è ragionevole aspettarsi un nuovo tentativo del bitcoin di riguadagnare i $ 9000.
 
Consideriamo anche come la quotazione sia alle prese con il POC del 2020, area in cui compratori e venditori tendono a raggiungere l’equilibrio come si evince plasticamente dalla price action degli ultimi giorni.
 
btc usd daily
Dal punto di vista dei fondamentali abbiamo due notizie da segnalare.
 
La prima è relativa alla rimozione da parte della Corte Suprema indiana delle limitazioni e dei divieti alle società di servizi finanziari che desiderano operare nel settore delle criptovalute. Il divieto era in vigore dall’aprile del 2018, quindi questa è a pieno titolo una notizia importantissima per il settore, nella considerazione che stiamo parlando di uno dei paesi più popolati al mondo.
 
L’altra news è relativa all’incontro che c’è stato ieri tra il Segretario del tesoro Usa e i principali attori del settore crypto, per discutere della regolamentazione del settore. Da mesi gli Stati Uniti stanno producendo il massimo sforzo per stringere la morsa della regolamentazione sul mercato delle valute digitali (con scarso successo in realtà). Vedremo quali saranno gli sviluppi, ma ho la sensazione che molto presto gli yankee avranno cose più urgenti di cui occuparsi.
 

Considerazioni finali

La Federal Reserve ha operato in “stato d’emergenza” il taglio di 50 punti base ai tassi d’interesse, a circa 2 mesi dall’halving del bitcoin. Neanche il più ottimista degli investitori nel mercato delle criptovalute avrebbe potuto scrivere una sceneggiatura così “perfetta” (mi si conceda il termine), con la Fed che taglia pesantemente i tassi e avvierà ragionevolmente una politica monetaria aggressiva, nel momento esatto in cui l’offerta di bitcoin si dimezzerà a causa dell’halving.

I prossimi mesi saranno incandescenti.

Buon trading

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