La morsa della regolamentazione sulle valute digitali

La morsa della regolamentazione sulle valute digitali

Dopo le numerose dichiarazioni d’intenti nei vari consessi internazionali, tra cui il G20, il sistema finanziario rompe gli indugi e contrattacca il settore delle valute digitali con il chiaro intento di regolamentare un mondo che, al contrario, nasce per decentralizzare e disintermediare.

I partner commerciali abbandonano Libra

Mastercard, Visa, Stripe, uno dopo l’altro i principali partner di Facebook nel progetto Libra hanno ritirato la loro disponibilità a collaborare nella realizzazione della prima criptovaluta “social”. Un vero esodo.

Qualunque sia l’opinione su Libra, uno dei meriti che le vanno indiscutibilmente riconosciuti è quello di aver sdoganato le criptovalute agli occhi della massa e un dietrofront così brutale da parte di società che fanno del profitto la loro unica ragion d’essere, dovrebbe far nascere più di un interrogativo.

Cosa ha spinto i vecchi partner di facebook ad abbandonare la nave? Ma ovviamente la pressione politica delle autorità politiche e finanziarie USA!

lettera a stripe del senato Usa

lettera senato Usa 2

Questa è la lettera intestata del Senato degli Stati Uniti che ha ricevuto Patrick Collison, Founder e CEO di Stripe, dove alcuni senatori si mostrano “preoccupati” in merito al progetto Libra e agli sviluppi della collaborazione tra la stessa Stripe e Facebook. Se questa non è una “velata minaccia” quantomeno può essere annoverata a pieno titolo come una pressione indebita.

Ovviamente, c’è da immaginare che i destinatari della missiva (a vario titolo tutte le società che avevano annunciato la partnership con Facebook) sentendo la pressione del Senato e delle autorità di controllo hanno preferito rinunciare per evitare ulteriori conseguenze.

Binance e Ali Babà: è fatta, anzi no!

Questa ha davvero del clamoroso. Il 9 ottobre Binance e CZ hanno annunciato al mondo la lodevole iniziativa portata avanti con WeChat e Alipay (l’online payment processor di Alibabà) per favorire l’acquisto di Bitcoin in Cina.

Il giorno dopo Alipay ha annunciato che bloccherà tutte le transazioni volte all’acquisto di bitcoin e criptovalute, per una non meglio precisara lotta a transazioni irregolari.

binance annuncia la partnership con Alipay

alipay annuncia blocco transazioni crypto

Anche in questo caso qualche domanda sorge spontanea, non fosse altro perche chi conosce CZ sa benissimo che gli si possono attribuire molti difetti, ma di certo non quello di parlare a caso.

In tale contesto, le dichiarazioni di Xi Jinping in merito alla necessità della Cina di accelerare lo sviluppo della blockchain da implementare nell’economia nazionale ha una doppia chiave di lettura.

Innanzitutto, le affermazioni del Presidente della Cina vanno inserite nel contesto della guerra commerciale con gli USA, ed è chiaro come le valute digitali siano un’arma estremamente potente nelle mani del colosso orientale per contrastare le mosse del proprio avversario. Nel breve termine questo scenario ha chiaramente ridato nuova linfa al mercato, che ha infatti reagito in maniera estremamente positiva, con il Bitcoin tornato prepotentemente a ridosso dei 10.000$.

Ma nel lungo periodo aspettiamoci un’ulteriore stretta dal punto di vista della regolamentazione del settore, tanto dalla Cina, che storicamente non è esattamente il portabandiera degli ideali di decentralizzazione e libertà, quanto dagli Stati Uniti, che hanno già palesato chiaramente intenti egemonici e di controllo sul settore delle valute digitali.

La SEC stronca il lancio di Gram e del Telegram Open Network

Il 12 ottobre la Sec, in pieno delirio d’onnipotenza, ha prima ottenuto un’ordinanza restrittiva contro il lancio della blockchain pubblica di Telegram (propedeutica al Telegram Open Network, che ha come fine ultimo quello di consentire l’acquisto di bitcoin e valute digitali direttamente su app telegram) e poi ha preteso di estendere la sua giurisdizione a Russia, Gran Bretagna e Dubai (quest’ultima sede legale di Telegram).

Anche Telegram, a questo punto è stata costretta a modificare la sua tabella di marcia e sospendere l’attesissimo lancio di Gram.

Guerra alle stable coins e restrizioni severe per gli exchange decentralizzati

Gli ultimi due eventi in ordine cronologico che ci segnalano una fervente attività da parte delle autorità finanziarie di controllo internazionali, sono le dichiarazioni di venerdì della Financial Action Task Force (FATF) che ha definito le stable coin addirittura un rischio mondiale (sic.)  e la chiusura dell’Exchange Bittrex in oltre 30 paesi tra cui  Afghanistan, Egitto, Bosnia and Herzegovina, Cambogia, Congo, Costa D’avorio, Tunisia, Ethiopia, Uganda e Yemen.

Dagli ultimi sviluppi è ormai chiaro come la reazione del sistema finanziario, che teme di perdere il monopolio sulla creazione di denaro e ricchezza, si stia decisamente inasprendo e nei prossimi mesi, se lo scenario macroeconomico dovesse peggiorare ulteriormente (il nuovo Quantitative Easing annunciato dalla Fed non è di buon auspicio) mi aspetto un’escalation delle iniziative volte a imbrigliare il settore delle criptovalute, che indirettamente trarranno beneficio da una recessione e la relativa crisi monetaria negli stati più deboli (l’Argentina con il suo Peso è solo l’ultima in ordine di tempo).

Il redde rationem dunque si avvicina.

La reazione del mercato

Dopo gli eventi analizzati nell’articolo, sono tornate in auge le presunte criticità del mercato di Bitcoin e delle criptovalute: l’eccessiva volatilità dei prezzi, che comprometterebbe anche le funzionalità della moneta come metodo di pagamento e riserva di valore, i temi della governance e delle regolamentazioni, nonché i presunti problemi del network dal punto di vista della scalabilità.

Ritengo che, almeno relativamente al Bitcoin, siano preoccupazioni senza fondamento.

È naturale che il sistema finanziario reagisca in questo modo scomposto contro il settore delle valute digitali, ma un conto sono Libra, Gram e le stablecoin, riconducibili a delle società dunque facilmente attaccabili, ma un altro è Bitcoin, vale a dire un network decentralizzato non riconducibile a nessuna entità, dunque molto più complicato da attaccare dal punto di vista legale (se non agendo indirettamente contro le mining farm, anche se ci sarà sempre un pool di nazioni disponibili a garantire che tale attività prosegua). Pertanto, da questo punto di vista non ravviso particolari criticità. E poi se gli USA avessero davvero l’obiettivo di distruggere il Bitcoin, avrebbero mai approvato la miriade di strumenti finanziari legati alla criptovaluta?

Relativamente all’accostamento del Bitcoin come riserva di valore, dobbiamo necessariamente allargare la nostra prospettiva. Non ragioniamo in termini di volatilità paragonando il BTC a monete forti come dollaro o euro, ma facciamolo con monete tipo il Bolivar, che per un periodo di tempo hanno viaggiato a un tasso d’inflazione giornaliero superiore al 2%! A confronto, le oscillazioni del Bitcoin sono acqua fresca (e poi consideriamo che l’inflazione distrugge potere d’acquisto, mentre il Bitcoin nel lungo periodo beneficia dalla volatilità).

Infine una considerazione sulla volatilità e sulla capitalizzazione del Bitcoin. È naturale che la volatilità sia inversamente proporzionale alla capitalizzazione, è un concetto semplice e lineare: più la massa monetaria è ampia, più le speculazioni sono difficili poiché serviranno fondi di gran lunga superiori a quelli attualmente sufficienti agli speculatori per fare il bello e il cattivo tempo (whales, fondi speculativi, chiamiamoli come ci pare ma il concetto è questo).

Le affermazioni poi relative alla problematica della scalabilità non hanno senso. Il Lightning Network infatti eliminerà il problema della scalabilità, una volta risolta completamente la questione della sicurezza delle transazioni off-chain.

Non tutti temono gli USA

Nonostante le dinamiche emerse nelle ultime settimane e analizzate nell’articolo, molte società continuano a portare avanti i loro progetti disinteressandosi dell’atteggiamento diffidente degli Stati Uniti, difendendosi con tutte le armi a propria disposizione (Binance è riuscita infatti a lanciare la sua piattaforma Binance.US e Bitfinex sta rispondendo colpo su colpo alle accuse del Procuratore generale di New York, aggiudicandosi anche round importanti in sede giudiziaria).

Inoltre colossi dell’high tech del calibro di Samsung e LG continuano a riservare ingenti investimenti nel settore delle valute digitali: Samsung ha implementato nei suoi nuovi telefoni dei wallet compatibili con le principali criptovalute e una serie di DApp riconducibili alle start-up più attive del settore, mentre LG che ha registrato un brevetto per un portafoglio di criptovalute per smartphone e possiede una divisione business che lavora con una grande banca sudcoreana su un progetto di token digitale.

Chiudo con questo grafico relativo ai miglioramenti tecnologici del Bitcoin, con la stima dei prossimi upgrade utili a perfezionare ulteriormente i temi della scalabilità e della privacy.

bitcoin upgrade

Parliamo senza dubbio del network più solido e dinamico del mercato.

 

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Bitmex-leak: le contromisure per proteggere il tuo account

Bitmex-leak: le contromisure per proteggere il tuo account

Negli ultimi giorni ha suscitato molto scalpore l’incidente occorso a Bitmex, la più grande piattaforma di derivati del settore crypto, che sostanzialmente ha commesso un banale errore in fase di invio di una comunicazione alla propria mailing list, dimenticandosi di oscurare la copia per conoscenza nascosta (CCN), di fatto rendendo pubbliche tutte le e-mail in indirizzo associate agli account dei clienti.

Dopo l’invio della mail incriminata dunque, quasi tutti gli indirizzi dei clienti di Bitmex sono diventati di dominio pubblico. Questo ovviamente genera una serie di problemi relativi alla sicurezza degli account sulla piattaforma e in questo breve articolo voglio fornire degli spunti utili a mettere in sicurezza il tuo conto.

bitmex leak

Come prima cosa se hai attivato l’autenticazione a due fattori su Bitmex tramite indirizzo e-mail, disabilità questa funzionalità e abilità la 2FA tramite l’app Google Authenticator (o altre applicazioni simili). In questo modo aggiungerai uno step di sicurezza ulteriore al tuo account. Inoltre assicurati di abilitare l’autenticazione a due fattori anche per l’accesso alla tua casella di posta elettronica.

Ora passiamo alle password: la prima regola per chi opera con il bitcoin e le valute digitali, è quella di utilizzare un indirizzo email dedicato e ovviamente una password diversa per ogni singola piattaforma del settore (wallet, exchange, etc.). Se non hai seguito queste norme basilari di sicurezza, la soluzione per prevenire problemi futuri è quella di chiudere subito il tuo conto su Bitmex e aprirne uno nuovo!

Mi rendo conto che può sembrare una misura drastica, ma ti assicuro che al contrario è una soluzione di buon senso.

Ipotizziamo infatti che tu stia usando la stessa mail per Bitmex e per altri servizi online (social network, newsletter, e quant’altro); per un hacker esperto sarà un gioco da ragazzi cercare i vari siti e servizi online a cui sei registrato con la tua mail, hackerare il server o il sito web più debole (non tutte le società possono permettersi di investire ingenti risorse nella protezione dei dati) e carpire la password associata al tuo indirizzo di posta.

Ora, dato che per pigrizia molti utenti oltre che la stessa e-mail usano anche la stessa password per più servizi (errore madornale) capisci bene come un incidente all’apparenza insignificante (la diffusione degli indirizzi mail dei clienti di Bitmex) possa trasformarsi in una Caporetto per la nostra privacy e le nostre finanze. 

La compromissione anche di un solo anello della catena (magari l’hacker riuscirà ad avere accesso alla tua casella di posta) ti esporrà a una serie di conseguenze devastanti.

Tornando a Bitmex, se per aprire il tuo account hai utilizzato un indirizzo di posta elettronica e una password associata ad altri servizi o siti web, preleva i tuoi fondi, chiudi immediatamente l’account (sarà sufficiente inoltrare una richiesta al supporto) e aprine uno nuovo. In questo caso infatti, qualsiasi malintenzionato con buone competenze informatiche potrà attaccare il tuo account e impossessarsi delle criptovalute presenti che, come sai bene, non sono recuperabili una volta sottratte.

Per questo motivo l’incidente di Bitmex ha suscitato molto clamore e diversi utenti sono spaventati, anche perchè sui social stanno giungendo alcune segnalazioni (al momento non verificate) di account hackerati. Anche secondo una nota della piattaforma stessa, la maggior parte degli indirizzi e-mail dei clienti sono compromessi.

Come proteggere i nostri portafogli di criptovalute

Una volta messo in sicurezza l’account di Bitmex, ti consiglio la lettura di questa guida che ho scritto all’inizio del 2019 subito dopo la scoperta della Collection#1, la più grande sottrazione di dati nella storia dell’informatica, e di implementare tutte le misure di protezione consigliate nell’articolo.

Nell’era digitale la sicurezza informatica è decisamente uno degli aspetti principali di cui tener conto e un investitore o holder di criptovalute non può permettersi il lusso di ignorare almeno le misure di base per proteggere i propri conti.

 

 

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Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin continua a muoversi all’interno del trading range tra la resistenza dinamica data dalla media mobile giornaliera a 200 periodi, che passa in area 8700 dollari, e il supporto a $ 7800 che ha arrestato il ribasso iniziato il 24 settembre con la rottura dei 9000 dollari. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? 

Se analizziamo da vicino l’andamento della quotazione, vediamo che già da fine settembre la pressione sulla MA 200 daily è in aumento, segnale del tentativo messo in campo dai compratori di riportare il bitcoin sopra tale livello, che storicamente rappresenta lo spartiacque tra il trend al rialzo o al ribasso della moneta (la bull run di aprile è iniziata proprio con il break-out della suddetta MA 200). 

Relativamente al supporto, dall’analisi del profilo volumetrico del bitcoin vediamo che l’area con il maggior volume di scambio negli ultimi mesi è stata proprio quella tra gli 8000 e i 7800 dollari, il che significa che per i ribassisti non sarà affatto semplice violare tale livello.

bitcoin volume range

In tale contesto, dal punto di vista operativo abbiamo diverse soluzioni, tutte estremamente valide, che andranno ponderate in base alla propria soglia di avversione al rischio:

Opzione 1

Attendere il break-out tecnico della MA 200 daily con volumi significativi e l’eventuale pull back con conferma del livello, che andrà inteso come segnale per l’apertura di una posizione long di medio termine (un po’ come avvenuto ad aprile 2019 per intenderci).

bitcoin bull run

Opzione 2

Aspettare il re-test con conferma dell’area di supporto evidenziata in precedenza per sfruttare la strategia buy the dip di breve, che già nelle ultime settimane si è rivelata estremamente profittevole.

Opzione 3

Decisamente la più aggressiva, aprire una posizione long all’interno del falling wedge cercando di anticipare il break-out della MA 200 daily e la conseguente rottura al rialzo del canale discendente. In questo caso si dovrà necessariamente prevedere l’utilizzo di uno stop loss, che andrà impostato appena sotto il minimo di breve periodo in area $ 7700 o con un approccio più “conservativo” appena sotto gli 8000 dollari.

Come stanno giocando la partita i grandi investitori?

Un ottimo modo per leggere il mercato da una prospettiva differente, è quello di analizzare l’operatività degli “istituzionali” e dei fondi d’investimento.

Se è vero che le transazioni più importanti avvengono over the counter, cioè al di fuori dei canonici spot market e dunque i volumi non sono facilmente stimabili, quella che non può esser nascosta è la dotazione patrimoniale dei singoli indirizzi bitcoin (uno dei tanti pregi della blockchain).

Se infatti andiamo ad analizzare i wallet con più di 1000 bitcoin, scopriremo che l’accumulo iniziato a fine 2018 con la moneta a 3500 $ non si è affatto concluso, anzi il numero degli indirizzi dotati di importi superiori ai 1000 btc nelle ultime settimane ha superato le 2000 unità.

Certo qualche indirizzo sarà riconducibile agli exchange del settore, ma da un’attenta analisi è chiaro come i grandi investitori stiano continuando ad accumulare bitcoin nella convinzione che nei prossimi anni il valore della moneta abbia ancora importanti margini di crescita.

wallet con più di 1000 btc

Ad avvalorare questa lettura abbiamo il grafico dell’hashrate del bitcoin, che continua la sua crescita esponenziale e segna nuovi massimi storici in successione, mostrando come la sicurezza della blockchain sia in costante miglioramento e il network goda di ottima salute.
 
bitcoin hashrate

 

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BAKKT vs ETF: quale impatto avranno sul mercato?

BAKKT vs ETF: quale impatto avranno sul mercato?

Negli ultimi mesi il lancio di strumenti finanziari regolamentati legati al bitcoin ha catalizzato l’attenzione di analisti e investitori.

Infatti, grazie ai Bitcoin Futures a replica fisica di BAKKT, piattaforma dell’Intercontinental Exchange (ICE), e all’ipotesi sempre più concreta del semaforo verde da parte della Securities and Exchange Commission (Sec) al rilascio dei primi Bitcoin ETF, tutto il settore delle valute digitali potrà beneficiare di una nuova aurea di credibilità legata a tali strumenti, che contribuiranno a sdoganare in modo definitivo il bitcoin e le criptovalute agli occhi dei grandi investitori.

Andiamo dunque ad analizzare nel dettaglio BAKKT e i Bitcoin ETF, evidenziando le principali caratteristiche, i punti in comune e le differenze.

Bitcoin Futures e servizio di custodia: Bakkt scende in campo

A inizio settembre Kelly Loeffler, Ceo di Bakkt, ha annunciato che entro la fine del mese la piattaforma dell’ICE, proprietario anche della New York Stock Exchange, una delle borse più prestigiose negli Stati Uniti, inizierà a immettere sul mercato i primi Bitcoin Futures a replica fisica.

Dopo i test di luglio andati a buon fine, infatti, Bakkt ha ricevuto luce verde dalla Commodities Futures Trading Commission (CFTC) e a questo punto non ci sono più ostacoli normativi a ritardare il lancio della piattaforma, che nei giorni scorsi ha già reso operativo il servizio di custodia.

I ritardi sulla tabella di marcia originaria (ricordo che il primo lancio di Bakkt era stato annunciato prima per dicembre 2018, poi posticipato a gennaio 2019 e infine rinviato a data da destinarsi) sono da imputare alla “collaborazione” con la CFTC tesa a sviluppare una piattaforma che potesse soddisfare le esigenze dei clienti in conformità alle stringenti normative federali statunitensi.

Il percorso in questione ha portato lo scorso luglio ai primi test UAT (User Acceptance Testing) a cui hanno partecipato attivamente anche gli utenti, utilizzati appunto per testare il modello di trading e il servizio di custodia. 

Lo stesso CEO di Bakkt ha affermato che “i nuovi contratti future sul bitcoin sono stati plasmati dopo numerosi scambi di idee con le controparti e offrono caratteristiche uniche di trading, sicurezza e gestione del rischio“.

Quali sono le particolarità dei Bitcoin Futures di Bakkt?

La caratteristica principale di questi contratti futures a replica fisica rispetto ai parenti stretti scambiati alla CME di Chicago, consiste nel fatto che il sottostante a cui i contratti sono riferiti (bitcoin) sarà acquistato fisicamente sul mercato; dunque BAKKT andrà a dotarsi di un quantitativo di bitcoin in relazione al numero di contratti che saranno rilasciati.  

Adesso andiamo ad analizzare le altre specifiche di questo nuovo strumento finanziario:

  1. Saranno fornite due tipologie di contratti, giornalieri e mensili, così da adattare l’esperienza di trading alle esigenze temporali degli utenti;
  2. la formazione del prezzo relativa all’asset di riferimento (Bitcoin) sarà fornita direttamente dall’Intercontinental Exchange Futures US e supportata da strumenti di analisi per rilevare eventuali pratiche scorrette (come il wash trading). In sostanza Bakkt avrà un proprio Benchmark di riferimento, senza affidarsi agli attuali Spot market del settore non regolamentati;
  3. i contratti futures saranno gestiti direttamente dall’ICE Clear US, compresa la raccolta e la variazione del capitale iniziale a garanzia (margine);
  4. Bakkt contribuirà con $ 35 milioni a garanzia e sicurezza di tutti gli investitori, in modo da coprire eventuali “buchi” causati da una mancata margin call, magari a causa di uno spike improvviso della quotazione;
  5. per l’acquisto e la conservazione dei Bitcoin sarà fornito un servizio di custodia integrato approvato dalle autorità USA, regolarmente assicurato e protetto da eventuali attacchi informatici, che implementerà inoltre dei software anti-riciclaggio e di analisi blockchain.

Alla luce di queste considerazioni è palese come il lavoro svolto da Bakkt per aumentare la visibilità delle valute digitali, insieme alla fattiva collaborazione tenuta con gli utenti e le autorità statunitensi, abbia contribuito a sviluppare una coscienza collettiva utile a favorire la diffusione degli asset digitali, grazie appunto alla sinergia e unità d’intenti tra le imprese e i responsabili politici, che fanno di Bakkt una delle piattaforme istituzionali più all’avanguardia del settore.

Bitcoin, febbre da ETF

Entro ottobre è attesa la decisione finale della Sec in merito all’istanza della CBOE Global Market sul rilascio dei primi Bitcoin ETF e il mercato attende con estremo interesse la pronuncia della commissione. Prima di entrare nel dettaglio vediamo velocemente cos’è un ETF. 

Gli Exchange-Traded Funds, che fanno parte della grande famiglia dei prodotti ad indice quotati (ETP), sono dei fondi negoziati in Borsa come azioni, che replicano in maniera passiva un benchmark. Gli ETF permettono agli investitori di acquisire un’esposizione a indici azionari o settori ben noti con un solo “trade off”, con la stessa facilità di acquisto di un’azione ordinaria.

Già grazie alla sua definizione, possiamo intuire come al momento del lancio dei primi Bitcoin ETF la platea di possibili investitori nel settore aumenterà significativamente. 

Ma allora, ci si potrebbe domandare, cosa sta ostacolando il rilascio di questi strumenti finanziari? 

In realtà in alcune borse europee, come l’Exchange Six che è la borsa principale in Svizzera, sono già operativi degli ETN legati a un paniere delle principali criptovalute, ma ovviamente tutti aspettano il semaforo verde della Sec per il lancio degli ETF nel mercato USA. Purtroppo la legislazione federale americana è estremamente rigida al riguardo, dunque è necessario un grande lavoro di mediazione con le autorità di controllo per arrivare a una modifica dei regolamenti che consentirà il lancio dei Bitcoin ETF.

Nel corso degli ultimi anni infatti sono state inoltrate numerose richieste di autorizzazioni relative al lancio di prodotti ETF legati al bitcoin, molte delle quali però sono state respinte.

Tra le ragioni principali che hanno indotto la Securities and Exchange Commission a cassare definitivamente queste istanze, c’è stato senza dubbio il rischio di una manipolazione del mercato con un ETF legato al prezzo del Bitcoin negli spot market (i vari exchange per intenderci), con tutte le problematiche relative alla facilità con cui queste piattaforme possono essere manipolate.

A tal proposito, l’istanza che a detta di tutti ha più chance di essere approvata dalla Sec, è proprio quella della CBOE in collaborazione con la Van Eck – Solid X, che infatti prevede un’assicurazione sui fondi investiti, oltre a basare il prodotto sull’indice MVIS Bitcoin OTC.

Per chi non lo conoscesse, Il mercato OTC (Over The Counter) è quello maggiormente utilizzato dai grandi investitori per le transazioni di un certo peso.

Si tratta di uno scambio diretto tra utenti senza passare attraverso un exchange. L’utilizzo di questo mercato consente di preservare la quotazione dell’asset scambiato, che al contrario sconterebbe evidenti ripercussioni in termini di prezzo dopo uno scambio in open market di ingenti capitali. 

L’MVIS Bitcoin OTC index, dunque, è molto meno manipolabile e volatile. Grazie a queste caratteristiche l’istanza presentata dalla CBOE è quella che ha migliori possibilità di essere approvata dalla Sec.

La deadline per la decisione finale era originariamente prevista per il 27 febbraio 2019, dopo che la Sec aveva utilizzato tutto il tempo a sua disposizione per analizzare la proposta.

Poi l’istanza è stata ritirata a metà gennaio per evitare il probabile rigetto a causa dello shutdown del governo USA, che avrebbe compromesso il lavoro di tutte le agenzie federali, compresa la Sec.

Dopo il ritiro e la nuova pubblicazione nel registro federale a fine gennaio, la procedura è partita dall’inizio e si concluderà entro ottobre 2019.

Qui puoi leggere l’istanza completa della CBOE.

Gli equilibri all’interno della Sec sono in fase di evoluzione e la Commissaria Hester Pierce (affettuosamente chiamata “crypto mamma” dalla community internazionale per le sue dichiarazioni favorevoli all’approvazione di un Bitcoin ETF) è pronta a dare battaglia in commissione.

Già nell’estare 2018 la Pierce aveva fortemente criticato la decisione di bocciare l’istanza dell’exchange Gemini, puntualizzando come fosse estremamente scorretto privare il mercato di uno strumento quale l’ETF per un asset come il bitcoin, che suscita molto interesse nel pubblico, e che per la stessa commissaria era (ed è) ormai pronto al battesimo del suo primo Exchage Traded Fund.

bitcoin etf hester peirce sec

Inoltre il 13 maggio 2019 durante la conferenza annuale Consensus a New York, la Commissaria della Sec Pierce ha ribadito la sua convinzione sul fatto che i tempi siano ormai maturi per dare il via libera al primo Bitcoin ETF, chiarendo come in passato le manipolazioni del mercato siano state tra le ragioni principali per cui la SEC ha finora respinto ogni proposta di Bitcoin ETF.

Una decisione che potrebbe stravolgere il mercato (così come lo conosciamo)

Secondo molti analisti l’approvazione di un ETF potrebbe far aumentare il prezzo del bitcoin anche del 500% a causa dell’afflusso di denaro degli investitori istituzionali. La società Capgemini, attiva nei settori della consulenza informatica e della fornitura di altri servizi professionali e quotata nell’indice CAC 40 alla Borsa di Parigi, ha stimato che oltre il 29% degli individui con un patrimonio netto elevato è entusiasta di investire in asset digitali, mentre un altro 27% è “interessato”.

Questo è uno scenario tutt’altro che irrealistico, infatti basta vedere l’enorme interesse per il comparto delle valute digitali di Wall Street e di asset manager del calibro di Black Rock (che da solo gestisce quasi 7 Trilioni di dollari, circa 30 volte la capitalizzazione attuale di tutto il settore delle criptovalute).

D’altronde ricordiamo come i Bitcoin Futures della CME di Chicago siano stati proprio il driver principale della bull run culminata con il raggiungimento dei $ 20000 nel dicembre 2017.

E, volendo fare un paragone con dei dati oggettivi, visto che il bitcoin spesso viene definito “l’oro digitale” andiamo ad analizzare l’andamento dell’oro al momento del rilascio dei primi Gold ETF alla fine del 2003.

gold etf

Il prezzo di un’oncia d’oro è passato dai $ 400 ai $1900! È vero che alla fine del 2008 la crisi ha contribuito al rialzo esponenziale dell’oro, ma anche la salita dal 2004 al 2008 lascia poco spazio a interpretazioni.

Vediamo dunque come lo studio della Capgemini che ha stimato un +500% al momento del lancio dei Bitcoin ETF, sia decisamente in linea con i dati relativi all’oro nel momento del rilascio dei Gold Exchange Traded Funds, soprattutto se consideriamo che lo scenario macroeconomico attuale presenta delle serie criticità che hanno portato molti analisti a non escludere una severa recessione da qui ai prossimi anni.

Tale scenario è avvalorato dal fatto che questo strumento finanziario, oltre ad aprire le porte agli investitori istituzionali, consente l’ingresso nel mercato delle valute digitali anche ai piccoli e medi investitori retailers (che storicamente determinano l’esplosione di un asset, perchè da soli gli istituzionali non bastano). Attualmente ci sono molte persone che vorrebbero entrare nel mercato delle criptovalute, ma per limiti tecnologici o di expertise informatica, sono tagliati fuori.

Ma grazie agli ETF, con una semplice telefonata in banca o magari attraverso la propria piattaforma di home banking, potranno acquistare bitcoin e criptovalute in tutta serenità e con la consapevolezza di avere tra le mani uno strumento finanziario sicuro e regolamentato. 

Insomma, una rivoluzione per il mercato come lo conosciamo oggi.

Qui puoi leggere l’articolo originale che ho scritto per Cointelegraph

 

Break-down del bitcoin, quale scenario ci aspetta?

Break-down del bitcoin, quale scenario ci aspetta?

Il pesante calo del 24 settembre, che in meno di un’ora ha sfiorato il -20%, dimostra ancora una volta come il bitcoin sia vulnerabile alla manipolazione da parte di un cartello di investitori (in gergo chiamate balene), che hanno gioco facile a manovrare la quotazione in un ambiante a bassa capitalizzazione. Il mercato riuscirà a smaltire le scorie del dump e a consolidarsi sopra gli 8000 dollari?

Il break down del bitcoin, favorito dalla compressione del prezzo all’interno del triangolo discendente che accompagnava la quotazione dall’estate, ha oggettivamente sorpreso tutti per l’inaudita violenza concentrata in un arco temporale inferiore all’ora.

Non dunque la rottura al ribasso della figura, più che legittima e ipotizzabile, ma la veemenza dell’impulso ci impongono una doverosa riflessione sull’atavica questione della manipolazione del mercato. Ma su questo torneremo più avanti.

In merito alla recente price action, dopo la rottura del supporto di medio periodo dato dal doppio minimo di luglio in area $ 9100, il bitcoin è andato a testare il supporto dinamico della media mobile a 200 periodo giornaliera (linea rossa nella foto di apertura) che attualmente passa a 8400 dollari, ma anche questo livello di prezzo è stato violato al ribasso. Per il mantenimento dell’attuale struttura al rialzo di lungo periodo è auspicabile che il bitcoin torni rapidamente sopra la suddetta media mobile, che storicamente è un importante spartiacque tra un trend al rialzo o al ribasso.

Ricordiamo infatti che nel 2018 tutti i rally del bitcoin si sono interrotti proprio sulla resistenza della MA 200 e la bull run del 2019 è iniziata proprio con la rottura di tale resistenza.

Se nei prossimi giorni non avremo una chiusura daily e relativo consolidamento al di sopra di tale livello, il prossimo livello di supporto è quello nell’area 7800/7600 dollari.

bitcoin

Infatti dall’analisi del profilo volumetrico, apprezzabile nella foto, vediamo che nei mesi di maggio e giugno 2019 abbiamo avuto molta action su quel livello di prezzo, che ha rappresentato prima una resistenza e poi la base su cui la quotazione ha costruito la struttura al rialzo che ha portato il bitcoin a riprendere la sua corsa fino a sfiorare i $14000 a fine giugno.

Se anche questo supporto dovesse cedere sotto la pressione delle vendite, il livello chiave di supporto su cui si accenderanno i riflettori sarà quello sui 7200 dollari, dove passa l’intervatto 0.618 dei ritracciamenti di fibonacci.

bitcoin 0.618 fibonacci

Questo intervallo in analisi tecnica rappresenta il vero e proprio spartiacque tra correzione e inversione del trend. Dunque, in caso di una rottura al ribasso anche di questo supporto, almeno graficamente il bitcoin tornerebbe in pieno bear trend.

Ovviamente utilizzare con le criptovalute i canoni dell’analisi tecnica che generalmente si applicano ai mercati tradizionali spesso può essere fuorviante, infatti sappiamo bene che siamo in presenza di un mercato che rappresenta un “unicum“, vista la sua estrema volatilità favorita da una bassa capitalizzazione. Allo stesso tempo però, è sbagliato ignorare totalmente questi segnali.

I prossimi giorni dunque saranno decisivi per il bitcoin e la tenuta dei livelli di prezzo appena descritti ci diranno molto sull’integrità della struttura al rialzo che ha accompagnato l’incredibile rally del 2019 e, dal punto di vista operativo, conviene restare alla finestra in attesa che la situazione si dipani chiaramente. In uno scenario ad alta volatilità, tentare di anticipare il mercato può essere un gioco molto pericoloso.

La piaga del mercato crypto: la manipolazione

Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, questo purtroppo è un problema che affligge il mercato da sempre e i principali attori del settore, in primis le piattaforme di scambio, dovrebbero cercare quantomeno di ridimensionare il fenomeno, per non compromettere la reputazione di tutte le persone e start up che lavorano seriamente e con passione nel campo della blockchain e delle valute digitali.

Voglio subito precisare che per manipolazione non intendo esclusivamente quella caratterizzata da ribassi, ma anche le dinamiche inverse come ho spesso evidenziato nei miei post.

Quello a cui abbiamo assistito martedì sera è stato un imponente deleveraging per colpire le “mani deboli” del mercato, cioè i margin traders e gli investitori retailers più “timidi”. Nel dubbio infatti il dump è stato spinto talmente in profondità da assicurarsi di aver spazzato via tutti gli stop loss.

Tutto è stato scientemente organizzato nella giornata del lancio di Bakkt, che ricordo ha alle spalle l’Intercontinental Exchange proprietario della New York Stock Exchange, un evento che ha sdoganato definitivamente il bitcoin agli occhi dei grandi investitori.

Uno dei principali ostacoli alla consacrazione del Bitcoin come moneta di scambio o quale asset per la riserva di valore è stato più volte indicato nella manipolazione del mercato, dunque cosa c’è di meglio di un’azione eclatante di manipolazione il giorno dell’esordio su Bakkt? A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

A tal proposito, lo studio condotto da Arcane Research è illuminante.

Analizzando i movimenti dei prezzi da gennaio 2018 ad agosto 2019 la compagnia ha scoperto che, in quasi tutte le occasioni, poco prima delle date di scadenza dei contratti future su Bitcoin presenti sul Chicago Mercantile Exchange (CME) il valore di Bitcoin è diminuito.

bitcoin manipolazione prezzi CME

Tra le altre cose, nello studio leggiamo un’osservazione che dovrebbe far riflettere seriamente: “Ad oggi, le cifre supportano l’ipotesi che il prezzo di Bitcoin venga manipolato in vista della scadenza dei contratti sul CME. Tuttavia, questi dati non svelano se si tratta o meno di una manipolazione intenzionale. Ad esempio, questi movimenti potrebbero essere semplicemente legati ad una strategia popolare fra gli investitori per proteggere i propri fondi.

Alla luce dei fatti credo che su un punto dovremmo essere tutti d’accordo, dai puristi del bitcoin che vedono come fumo negli occhi i nuovi strumenti finanziari, agli investitori che hanno un approccio più speculativo:  lo spettacolo indecente a cui abbiamo assistito il 24 settembre non deve più ripetersi e l’augurio è che i principali attori del settore si rendano conto di quanto sia importante prevenire tali dinamiche. Ne va del buon nome di tutto il mercato.

Quale scenario ci aspetta?

Negli ultimi giorni i ribassisti hanno mostrato segnali di grande forza, segnando il ritorno sulla scena di una volatilità estrema che aveva caratterizzato i mesi scorsi. La volatilità in sé non va percepita come negativa, infatti è proprio grazie ad essa che si possono realizzare ingenti guadagni con il trading del bitcoin e delle criptovalute.

Non sono mai stato influenzato dalla quotazione del bitcoin nel breve termine, e chi mi segue sa bene quanto anche nei momenti più difficili di fine 2018 abbia sempre mantenuto un approccio oggettivo ed empirico, nella consapevolezza che nel lungo termine il bitcoin ha dei margini di crescita esponenziali.

Dunque niente panico, evitiamo che le emozioni prendano il sopravvento e cerchiamo di sfruttare a nostro vantaggio la volatilità del mercato, nella consapevolezza che proprio nelle fasi di dip si creano le basi per i successivi guadagni.

A questo proposito, per gli investitori che prediligono un approccio di lungo periodo, prendo in prestito quest’immagine del buon Alberto De Luigi, dove sono rappresentati i cicli di halving del bitcoin.

Lo shake-out dei giorni scorsi si inquadra perfettamente all’interno di quella fase chiamata di “reaccumulation” che dovrebbe caratterizzare l’andamento del bitcoin fino al vero bull market dopo l’halving di maggio 2020, in quello che è stato un andamento ciclico che ha caratterizzato tutta la breve storia del bitcoin.

cicli di halving

 

 

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Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

L’ultima settimana nel mercato crypto è stata sicuramente molto interessante, infatti le principali altcoin hanno fatto registrare rialzi importanti approfittando della fase incerta del bitcoin, che continua a lateralizzare all’interno del suo trading range.

Se analizziamo l’andamento delle ultime settimane del bitcoin, sempre più benchmark di tutto il comparto, vediamo che la quotazione continua a muoversi in sostanziale ranging market all’interno del triangolo discendente che ha come base il minimo di medio periodo a 9100 dollari e come ipotenusa la trend-line che unisce i massimi decresescenti da luglio in poi.

Questa trend-line, che si sta dimostrando una resistenza statica molto solida, attualmente passa in area $ 10300 dove infatti ha respinto ancora una volta la quotazione.

Il trading range all’interno della figura si sta restringendo lentamente ma inesorabilmente e questo sta portando a una compressione del prezzo che prima o poi causerà un violento movimento impulsivo con la rottura della figura.

Stimare adesso la direzione del break-out non è semplice, anche perchè i bassi volumi che stanno accompagnando il bitcoin nelle ultime settimane lo espongono a manovre speculative da parte di quegli investitori che, pur non disponendo di risorse ingenti, hanno gioco facile a manipolare la quotazione anche con capitali medio bassi, appunto a fronte dei volumi esigui.

Dall’analisi del profilo volumetrico dell’ultimo mese vediamo che l’area con il maggior volume di scambio è passata dai 10500 ai 10300 dollari, segnale che l’equilibrio tra compratori e venditori è sceso di qualche punto percentuale.

profilo volumetrico bitcoin

Dal punto di vista dei supporti, attualmente la quotazione sta testando i $ 10000, anche se il livello chiave nel medio periodo è decisamente l’area di prezzo che va dai 9300 ai 9500 dollari.

E le altcoins?

Le principali criptovalute del mercato meritano una menzione particolare, infatti per la prima volta negli ultimi mesi hanno sovraperformato il bitcoin, come vediamo dalla comparazione dell’indice MVIS BTC Us OTC e il Crescent Crypto Alt index (quest’ultimo composto da un paniere di 8 tra le altcoin principali)

bitcoin vs altcoins

Come ho già detto nell’analisi sui flussi dei capitali, sicuramente è ancora presto per parlare di una nuova alt-season anche nella considerazione che queste ultime vengono da un’estate particolarmente difficile.

Ma questa rinnovata energia sicuramente gioverà a tutto il settore e in primis al Bitcoin, che appunto in qualità di Benchmark degli asset digitali ha bisogno di un mercato florido e dinamico per prosperare a sua volta.

Relativamente alla gestione dell’operatività, con il bitcoin prossimo a un forte movimento impulsivo è meglio muoversi con estrema prudenza, poiché in questa fase delicata sbagliare timing può rivelarsi estremamente deleterio. Nei mercati caratterizzati da estrema volatilità infatti, cercare di anticipare il mercato ci espone a dei rischi eccessivi e per questo motivo si deve evitare di operare contro trend.

La pazienza, è tra le armi migliori a disposizione del trader.

Buon trading

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Il bitcoin continua a mostrare segnali contrastanti, alternando momenti di estremo vigore a fasi di incertezza, cosa del resto naturale in un’estate caratterizzata dai volumi in deciso calo. Il ribasso iniziato nella serata di mercoledì ha riportato la moneta nella zona che in passato si è rivelata un’ottima opportunità di acquisto: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

Il bitcoin è tornato dunque in zona $ 9400, parte superiore di quel range che già a luglio avevamo individuato come opportunità di acquisto seguendo la strategia buy the dip (range che va dai 9400 ai 9100 dollari). Con l’aiuto del grafico settimanale andiamo a vedere quale scenario ci aspetta nei prossimi giorni.

Nella foto possiamo apprezzare chiaramente come il bitcoin si muova da giugno nel canale che ha come estremi i 9100 e i 12500 dollari (con l’eccezione del 26 giugno dove abbiamo avuto una chiusura sopra tale soglia).

La formazione di massimi decrescenti non è ottimale dal punto di vista della struttura grafica, ma chiaramente questo è stato determinato dal declino dei volumi delle ultime settimane, dinamica più che naturale in estate. Nonostante questo, l’acquisto nella zona evidenziata si è rivelato particolarmente premiante, infatti gli swing successivi al raggiungimento dei 9100 prima e dei 9400 poi, hanno consentito di portare a casa dei buoni profitti.

Lo scenario attuale presenta qualche rischio in più, poichè un livello di supporto perde forza ogni volta che viene ritestato, ma tutto sommato l’operazione presenta un rapporto rischio rendimento favorevole e la forza del bitcoin, sempre più benchmark del mercato crypto, fornisce una buona garanzia al riguardo, infatti dal punto di vista dei fondamentali in estate abbiamo avuto  delle news estremamente significative, dal semaforo verde della Commodities Futures Trading Commission al lancio dei Bitcoin a replica fisica di BAKKT, a Samsung che sta entrando prepotentemente nel settore.

In tale contesto un approccio conservativo sarà sufficiente a bilanciare il rischio di un cedimento dei 9000 dollari, magari utilizzando una bassa percentuale di capitale per aprire una posizione long nel range indicato nella foto in alto (9100/9400), pronti a sfruttare un eventuale rottura del supporto per mediare al ribasso sulla formazione di un nuovo minimo decrescente, con la consapevolezza che tra gli 8000 e i 7600 dollari abbiamo un supporto decisamente robusto.

grafico settimanale bitcoin

Infatti con l’aiuto delle medie mobili esponenziali, che storicamente ci aiutano a determinare se il bitcoin si trova in una fase rialzista o ribassista nel lungo termine, vediamo che il supporto dinamico fornito dalle exponential moving average va dai 9100 ai 7500 dollari.

Nel caso in cui invece il bitcoin riesca a riguadagnare velocemente i 10000 dollari, confermando che la zona dei 9400 dollari è saldamente presidiata dai compratori, si potrà valutare il consolidamento della posizione con una parte ulteriore di capitale.

A conferma ulteriore della solidità del supporto indicato in precedenza, vediamo che in area $ 7600 passa anche l’intervallo 0.618 di fibonacci, vero e proprio spartiacque tra la conferma e l’inversione di un trend.

bitcoin fibonacci

Il sell off di ieri presenta delle ottime opportunità di acquisto anche per quanto concerne le altcoin principali, ma attualmente preferisco concentrarmi sul bitcoin e attendere una ripresa del mercato prima di sfruttare la strategia buy the dip anche sulle altre criptovalute, infatti negli ultime settimane abbiamo avuto modo di segnalare più volte come attualmente non sia premiante operare sulle altcoins, che nelle fasi di forza del bitcoin fanno registrare guadagni percentuali più bassi, mentre nelle fasi di calo soffrono molto più del bitcoin stesso.

In tal senso le performance delle principali valute digitali nella prima parte di agosto è stata eloquente.

bitcoin vs altcoins

Meglio attendere dunque un segnale di inversione netto nel settore delle altcoins, anche se con un approccio aggressivo si potrebbe valutare un ingresso sulle principali criptovalute, ETH, LTC, EOS E BNB su tutte.

Buon trading

CP

 

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Dopo un secondo trimestre da record il bitcoin rallenta la corsa e cerca di consolidarsi sopra gli 11800 dollari, livello che già nel 2018 ha respinto per ben due volte la quotazione.

Negli ultimi 10 giorni il bitcoin si è mosso all’interno di un range ben definito e questo ci indica un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Nella considerazione che ci troviamo a luglio inoltrato, periodo in cui storicamente i volumi scendono sensibilmente, e che veniamo dall’incredibile bull run degli ultimi mesi che ha consentito al bitcoin di risorgere dalle sue ceneri, è del tutto naturale aspettarsi una fase di correzione e successivo consolidamento del prezzo.

Teniamo sempre ben presente che parliamo di un mercato small cap, dunque già facilmente manipolabile di suo, e che  durante il periodo estivo sconta l’assenza dei big players.

Nel grafico giornaliero in alto, osserviamo come dopo il raggiungimento del target a $ 13500 sia partito un violento movimento impulsivo al ribasso che nei giorni successivi ha portato la moneta a testare i 10000 dollari, che hanno retto bene l’urto. E’ importantissimo notare come le chiusure giornaliere siano avvenute sempre ampiamente al di sopra di tale soglia psicologica.

Voglio sottolineare come in questa fase caratterizzata da estrema volatiità gli unici timeframe che vale la pena osservare sono il giornaliero e il settimanale, poichè intraday abbiamo degli swing di prezzo che non rispecchiano l’effettiva tenuta o rottura tecnica di un livello.

Dunque dopo l’impulso al ribasso, abbiamo avuto il pullback che ha portato il bitcoin a stabilire un massimo decrescente sul giornaliero (con chiusura del 9 luglio a 12580 $). 

Se andiamo ad analizzare bene questa dinamica iniziata il 27 giugno e attualmente ancora in corso, vediamo che al netto di qualche giornata il bitcoin si è mosso all’interno di un trading range formato dall’area 10800/11300 che si sta rivelando un buon supporto per la quotazione e l’area 11900/12400 $, che fa da resistenza.

Più il prezzo continuerà a essere compresso all’interno di questo canale e più al momento della rottura avremo un importante movimento impulsivo. E’ molto difficile stabilire un arco temporale di questo ranging market, che potrebbe durare giorni, settimane come anche dei mesi (ricordiamo che il bitcoin è rimasto in ranging tra i 6000 e i 6800 dollari da settembre a metà novembre 2018, prima di rompere violentmente al ribasso il supporto.

Adesso passiamo al grafico settimanale, così da avere una visione di più ampio respiro.

bitcoin - dollaro weekly

Ho volutamente inserito tutto il periodo che ha caratterizzato la bull run dei mesi scorsi e da questa prospettiva è chiarissimo come ci troviamo ancora in pieno uptrend, infatti quasi tutte le ultime candele settimanali hanno una chiusura crescente (con l’eccezione della pin-bar sulla candela di fine giugno dove è iniziata l’ultima correzione). 

Operatività di breve

Il trading range è ben definito, dunque su ogni conferma della tenuta dei livelli indicati in precedenza è possibile implementare un’operatività di breve periodo per sfruttare il “prevedibile” movimento della quotazione.

LONG: su conferma del supporto in area 10800/11300 con take profit in prossimità della parte superiore del trading range. Stop loss su rottura tecnica del supporto (circa -2% dal punto più basso dell’area di supporto da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

SHORT: su conferma della resistenza 11900/12400 dollari con take profit in prossimità del supporto indicato in precedenza. Stop loss su rottura tecnica della resistenza (circa -2% dal punto più basso dell’area di resistenza da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

Operatività di medio lungo periodo

In caso di rottura del trading range nella parte inferiore, ragionevolmente avremo un nuovo test dei 10000 dollari (già indeboliti dal test di inizio luglio) che potrebbero cedere sotto la pressione delle prese di profitto e degli stop loss, dunque non è da escludere una discesa fino ai 9000 $, dove avermo un’ottima opportunità buy the dip in ottica long term.

Se al contrario si verificherà una rottura dalla parte superiore del trading range, una buona strategia consiste nell’attendere il pullback del bitcoin con conferma del nuovo supporto a 12400 dollari per poi prendere posizione.

E’ essenziale rispettare scrupolosamente i principi del money management, che prevedono di utilizzare al massimo il 5% del capitale per ogni singola operazione.

Buon trading

CP

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Il Bitcoin prova a tirare la volata estiva al mercato

Il Bitcoin prova a tirare la volata estiva al mercato

L’annuncio di Libra la criptovaluta di facebook, i grandi fondi di investimento che entrano massicciamente nel mercato e il Bitcoin che continua a dettar legge: il mercato delle valute digitali è tornato finalmente in salute.

Negli ultimi giorni leggo scambi di opinioni appassionati tra sostenitori e detrattori di Libra, la “criptovaluta” (parliamone) di Facebook.

Al momento non voglio entrare nel merito, anche perchè le ritengo discussioni piuttosto sterili, per due ordini di ragioni.

Credo sia inutile discutere oggi di una moneta che sarà lanciata tra un anno e presumibilmente stravolta da vari upgrade in corso d’opera.

In secondo luogo, al netto delle innumerevoli criticità riscontrate nel progetto, Libra ha avuto il merito di squarciare il velo di ipocrisia che avvolgeva il mondo delle valute digitali (e che la stessa facebook ha contribuito a creare con il suo precedente ban alle crypto ads, poi rimosso), quindi non credo sia giusto demonizzarla a prescindere.

Detto questo torniamo a parlare di cose serie, perchè nelle ultime ore c’è un’altra criptovaluta che continua a macinare terreno e prova a tirare la volata a tutto il settore: il Bitcoin!

Nelle ultime settimane è stato davvero incontenibile e ha mostrato una prova di forza impressionante. Nel grafico settimanale vediamo come sostanzialmente da aprile la quotazione vada in un’unica direzione: quella che ci piace!

bitcoin dollaro weekly

Mentre tutti aspettavano una correzione, il bitcoin ha continuato a superare tutti i livelli critici (a mio avviso la facilità con cui sono stati rotti i 6000 dollari è davvero impressionante) e attualmente punta con decisione la soglia psicologica dei $ 10000.

Gli ultimi 6 weekend hanno fatto registrare quasi sempre rialzi importanti e se la tendenza sarà confermata anche nelle prossime ore, ne vedremo delle belle.

Se anche la resistenza dei 10000 $ sarà superata di slancio, fatico davvero a trovare un target di prezzo dove ipotizzare una prima correzione importante.

Se osserviamo attentamente il grafico settimanale, scopriremo che si sta configurando un pattern davvero potente: il 3 outside up. Questo segnale tecnico viene spesso utilizzato per individuare l’inversione di un trend. ma in questo caso ci dà la conferma che la struttura del bitcoin è ancora improntata a un deciso rialzo.

bitcoin 3 outside up

Nel dettaglio in foto vediamo che dopo la correzione di inizio giugno (anticipata dal DOJI nella candela precedente) la candela rossa è stata letteralmente inglobata dalla successiva (bullish engulfing) e se anche l’attuale candela settimanale chiuderà sui livelli attuali dandoci la bullish confirmation (con la pressione degli acquisti di queste ore è molto probabile), il pattern sarà chiuso.

E se a questo affianchiamo la probabile rottura della resistenza a 10000 dollari, potremmo raggiungere dei livelli di prezzo inimmaginabili solo poche settimane fa.

La FOMO sta tornando velocemente ai livelli bull run 2017 e ricordiamo tutti a cosa ha portato.

Stay tuned

Binance sbarca in America!

Binance sbarca in America!

Brutte notizie per i cittadini americani. Tra 90 giorni per loro le funzionalità di trading saranno disabilitate (comunque sarà garantito l’accesso ai wallet e i relativi prelievi). Ma CZ ha un altro piano, sbarcare in America!

Tutto è iniziato la mattina del 14 giugno con l’aggiornamento dei termini di utilizzo dell’Exchange Binance 

termini e condizioni binance

Nell’annuncio si legge che: “Binance è impossibilitata a fornire il servizio ai cittadini statunitensi. Binance rivendica il diritto di decidere autonomamente i mercati e le giurisdizioni in cui operare e può limitare o negare a sua discrezione il servizio ad alcuni paesi.”

Nella nota si legge ancora: “Tra 90 giorni, gli utenti che non rispecchieranno più i termini di utilizzo della piattaforma continueranno ad avere accesso ai propri fondi ma non avranno più la possibilità di depositare nè di operare con il trading.”

A causa delle stringenti normative federali, i cittadini statunitensi hanno sempre più difficoltà a operare sul mercato delle criptovalute. Tuttavia gli ultimi eventi potrebbero favorire degli sviluppi molto positivi, infatti Binance dopo poche ore aver diffuso l’aggiornamento dei termini di utilizzo, ha annunciato la partnership con la società BAM Trading Service Inc. come backdoor per offrire il servizio di trading negli Stati Uniti.

tweet binance

Collaborando con BAM infatti, Binance potrà sfruttare il partner statunitense che è interamente regolamentato dalle autorità federali e concedergli in licenza l’erogazione dei suoi servizi.

CZ ha dichiarato: “Siamo entusiasti di annunciare la nascita di Binance US e di portare la sicurezza, la liquidità e la velocità di Binance in Nord America. Binance.US sarà guidato dal nostro partner locale BAM e servirà il mercato degli Stati Uniti in piena conformità alle normative.”

Questa mossa da parte di CZ, decisamente il più intraprendente e dinamico tra i CEO delle società crypto, era nell’aria già da tempo. Infatti se analizziamo i dati del traffico su Binance negli ultimi mesi, scopriremo che circa 1/4 del traffico viene proprio dagli USA.

TRAFFICO SU BINANCE

Binance coin non reagisce bene: sell the news? 

BNB dopo l’annuncio nella mattinata del 14 giugno, ha lasciato sul terreno circa un 12% prima di effettuare un rimbalzo tecnico e tornare ampiamente sopra i $ 30. 

binance coin

Credo però che nel lungo periodo questi sviluppi porteranno di certo enormi benefici a Binance e a tutto il comparto dunque non vedo particolari problemi per il token BNB, decisamente tra i più performanti del 2019.

Alcuni osservatori comunque hanno sottolineato come la mossa di CZ in realtà serva a prender tempo e a tenere buoni gli enti regolartori americani, così da potersi concentrare serenamente nello sviluppo di Binance DEX, l’exchange decentralizzato che sarà implementato sulla Binance Chain, che una volta a regime consentirà la fruizione agli utenti di tutto il mondo senza la possibilità di essere “geo-bloccati”.

Al netto delle speculazioni comunque, nessuno sa realmente cosa progettino CZ e il suo team. Di certo se Binance riuscirà a penetrare la cortina di ferro americana, darebbe vita a un interessante precedente dando modo anche ad altri exchange di sfruttare la breccia. 

Il mercato delle valute digitali è sempre più importante e il fatto che colossi del calibro di Fidelity, Black Rock e l’ICE con BAKKT stiano entrando dalla porta principale, ne è la dimostrazione plastica.

 

Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Il pesante dump di ieri sera sta minacciando la struttura al rialzo del Bitcoin che si è consolidata nelle ultime settimane. Nel corso dell’analisi faremo delle considerazioni in merito alla natura speculativa dell’accaduto, ma adesso cerchiamo di individuare il corretto trading range in cui operare.

Prima di iniziare però voglio fare una doverosa premessa. Queste analisi sono attagliate per chi effettua trading di breve. Se hai acquistato bitcoin con un’ottica di lungo periodo, non preoccuparti troppo di queste oscillazioni, tra qualche anno aver acquistato a 9000 o 8000 dollari non farà alcuna differenza.

Nella foto ho evidenziato quelli che al momento sono i livelli di prezzo da tenere sotto osservazione. Nella parte alta del range abbiamo i $ 9000, che hanno respinto pesantemente il primo assalto. la parte mediana del range a $ 8540 e la parte inferiore a $ 8200 che al momento rappresenta anche il supporto chiave per salvaguardare la struttura al rialzo nel breve termine.

Bitcoin trading range

La tenuta del supporto dunque è fondamentale e a questo punto è opportuno alzare lo stop loss subito a ridosso, nella zona evidenziata in blu (tra gli 8200 e gli 8080) così da contenere l’eventuale cedimento del livello.

In un ottica conservativa, si può valutare la chiusura dell’operazione al primo test dell’area mediana del range (8500 $) in modo da chiudere in sostanziale break even.

Una mossa più aggressiva consiste nell’aspettare un eventuale nuovo test della parte alta del range.

Tornando velocemente alla dinamica di ieri, è stato senza dubbio un long squeeze da manuale. Infatti dopo aver innescato un false break-out dei $ 9000, nel giro di pochi minuti sono stati effettuati importanti ordini di vendita a mercato su tutti i principali exchange, che hanno causato l’ovvio crollo della quotazione e la relativa liquidazione di molte posizioni long. Nel giro di poche ore, un rigetto così pesante ha indotto vari traders a chiudere le proprie posizioni così da salvaguardare i profitti delle ultime settimane e questo ha causato un ulteriore shakeout con conseguente panic selling, che ha portato il bitcoin a un -12%.

Un po’ quello che è avvenuto il 12 aprile 2018, a parti inverse. Infatti, come molti di voi ricorderanno, in quella data abbiamo avuto uno degli short squeeze più clamorosi della storia del bitcoin. In quella fase la pressione sull’area di supporto $ 6800 era fortissima e i contratti short raggiunsero il loro massimo storico.

La dinamica fu molto simile, con un false breakout al ribasso e subito dopo una serie di ordini di acquisto massicci (ricordo che la capitalizzazione del mercato aumentò di 20 miliardi in 24 ore) che spinsero la quotazione sulla soglia degli $ 8000.

Bitcoin short squeeze 12 aprile 2018

Questo è il mercato e le manovre speculative ne sono parte integrante. L’importante è adottare i giusti accorgimenti per sfruttarle a proprio favore, evitando di restarne vittime.

Un’ultima considerazione relativamente ai bitcoin futures. Ho letto in giro alcune tesi secondo cui il calo di ieri sarebbe stato generato dalla chiusura orierna dei contratti futures alla CME di Chicago. Come al solito, queste teorie non sono dimostrabili anche se non si possono escludere a priori, vista la natura speculativa del mercato.

E’ però interessante notare una cosa.

Nella foto vi ho inserito il grafico delle contrattazioni dei Bitcoin Futures alla CME. Come vedete il rialzo di domenica notte ha generato un “gap” importante alla riapertura della borsa lunedì mattina e generalmente quei gap “il mercato li chiude”.

Bitcoin futures CME

Sembrerebbe proprio che il pesante dump di ieri abbia chiuso esattamente quel Gap.

A voi le considerazioni del caso, anche perchè le teorie del complotto non mi hanno mai affascinato particolarmente.

Buon trading

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

La Guerra commerciale tra Usa e Cina si sta inasprendo a dei livelli impensabili fino a pochi mesi fa e sul terreno ci sono delle implicazioni e degli interessi che potrebbero condurre a scenari  inaspettati.

 

Lo scontro tra i due colossi tecnologici Google e Huawei all’ombra della guerra commerciale tra Cina e Usa, è l’ultimo di una serie di azioni e ritorsioni che hanno caratterizzato una stagione di tensioni sui mercati inaugurata dal Presidente Trump nel corso del 2018.

In questo articolo non voglio dilungarmi troppo sugli aspetti tecnici a cui gli utenti Huawei dovranno far fronte nel caso in cui le minacce di google prendano forma e sostanza, anche se a giudicare dalla rapida anche se parziale retromarcia degli ultimi giorni questo non è affatto scontato.

Ma questo lo analizzeremo nel corso dell’articolo.

Se sei interessato a capire gli sviluppi tecnici di questa vicenda o hai un dispositivo Huawei e sei preoccupato di eventuali limitazioni nel suo utilizzo, in questo breve video trovi tutte le indicazioni del caso.

Adesso andiamo a esaminare tutte le implicazioni dietro l’evento che ha monopolizzato l’attenzione e le cronache di tutto il mondo. Intanto la prima considerazione può esser fatta in merito alla risposta cinese, che secondo alcuni è ancora in corso di elaborazione, ma che con tutta probabilità invece è stata già “inoltrata” alla Casa Bianca.

Infatti, senza preoccuparsi di nascondere troppo il suo intento, nelle giornate successive alle prime dichiarazioni di Google il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto visita alla JL-Mag Rare Earth Co. azienda leader mondiale nel settore delle “terre rare”, cioè tutti quei materiali di vitale importanza per l’industria dell’high tech e la produzione di pc, tablet e smartphone.

guerra commerciale Usa Cina

Il Presidente Xi Jinping in visita alla JL-Mag, azienda cinese leader mondiale nel settore delle terre rare. Fonte Business Insider

La minaccia, nemmeno troppo velata, è quella di interrompere l’esportazione di terre rare verso gli Stati Uniti mettendo così seriamente in crisi l’industria Tech. Infatti la Cina al momento esporta circa l’80% delle terre rare di cui gli Usa necessitano.

terre rare

Casualmente, tra i vari dazi introdotti negli Stati Uniti sull’importazione di vari prodotti cinesi non troviamo quelli relativi alle terre rare, proprio perchè questi preziosi minerali sono stati esentati, a dimostrazione di quanto siano considerati strategici.

In sostanza, la ritorsione cinese potrebbe avere minore risonanza ma un impatto molto più sistemico e devastante.

Ma dietro il susseguirsi degli eventi appena descritti, potrebberso nascondersi delle implicazioni ancora più sorprendenti! Infatti alcuni analisti suggeriscono che l’amministrazione Trump in realtà sia proprio interessata all’incidente commerciale così da ridimensionare la bolla del settore tecnologico grazie alla mossa cinese, che potrà essere utilizzata come alibi perfetto per nascondere all’opinione pubblica i reali problemi del settore, dall’eccesso di debito fino all’abusata pratica del buyback.

Chiaramente questo scenario innescherebbe una reazione a catena di vero e proprio panico mediatico, che però darebbe al Presidente Trump altre munizioni nella sua guerra contro la Fed per ottenere il tanto desiderato taglio dei tassi d’interesse e magari ancora un po’ di politica monetaria espansiva a base di Quantitative Easing.

Nelle prossime settimane sarà certamente interessante assistere all’evoluzione dello scontro tra le due superpotenze e da tutto questo dobbiamo imparare che nei rapporti geopolitici “i livelli di pensiero” e le implicazioni dietro una determinata mossa, spesso sono da ricercare più in profondità rispetto a quanto la stampa mainstream vorrebbe farci credere e la guerra commerciale in atto non fa certo eccezione. 

 

Bitcoin ETF: prossima fermata 21 maggio

Bitcoin ETF: prossima fermata 21 maggio

Le chances di un’approvazione dei Bitcoin ETF da parte della Securities Exchange Commission continuano a crescere. Martedì 21 maggio la Commissione è chiamata a esprimersi, ma è probabile un rinvio della decisione.

La SEC infatti ha 240 giorni a disposizione per valutare le istanze presentate ed è quasi certo che per esprimere un parere su una materia nuova e complessa come il primo Bitcoin ETF, che prevede un cambio o quantomeno un aggiornamento dei regolamenti federali, utilizzerà tutto il tempo a sua disposizione.

A tal proposito, la Commissaria della Sec Hester Pierce (affettuosamente chiamata “crypto mamma” dalla community internazionale per le sue dichiarazioni favorevoli all’approvazione di un Bitcoin ETF) è pronta a dare battaglia in commissione.

Già nell’estare 2018 la Pierce aveva fortemente criticato la decisione di bocciare l’istanza dell’exchange Gemini, puntualizzando come fosse estremamente scorretto privare il mercato di uno strumento quale l’ETF per un asset come il bitcoin, che suscita molto interesse nel pubblico, e che per la stessa commissaria era (ed è) ormai pronto al battesimo del suo primo Exchage Traded Fund.

bitcoin etf hester peirce sec

Un altro aspetto che ha destato “l’attenzione” degli analisti, è stato il rinvio dell’istanza di Bitwise (sempre relativa a un bitcoin ETF) il 15 maggio scorso, mentre non c’è stata ancora la pronuncia sull’istanza della CBOE in collaborazione con le società Van Exk e Solid X (che hanno presentato l’istanza con le maggiori probabilità di approvazione, per le ragioni che ho elencato in questo articolo di qualche settimana fa). E tutto questo è sembrato molto strano, visto che la Sec stava gestendo contemporaneamente le due pratiche. 

Ciò ha dato adito a tutta una serie di speculazioni in merito a un’imminente approvazione, anche se le possibilità sono oggettivamente minime.

Una decisione che potrebbe stravolgere il mercato (così come lo conosciamo). 

Il 13 maggio durante la conferenza annuale Consensus a New York, la Commissaria della Sec Hester Pierce ha ribadito la sua convinzione sul fatto che i tempi siano ormai maturi per dare il via libera al primo Bitcoin ETF, chiarendo come in passato le manipolazioni del mercato siano state tra le ragioni principali per cui la SEC ha finora respinto ogni proposta di Bitcoin ETF.

Uno studio recente mostra che l’approvazione di un ETF  potrebbe far aumentare il prezzo del bitcoin anche del 500% a causa dell’afflusso di denaro degli investitori istituzionali. La società di consulenza Capgemini ha stimato che oltre il 29% degli individui con un patrimonio netto elevato è entusiasta di investire in asset digitali, mentre un altro 27% è “un po’ interessato”.

Questo è uno scenario tutt’altro che irrealistico, infatti basta vedere l’enorme interesse per il comparto delle valute digitali di asset manager del calibro di Black Rock (che da solo gestisce quasi 7 Trilioni di dollari, circa 30 volte la capitalizzazione attuale di tutto il settore delle criptovalute) e di Wall Street. 

D’altronde ricordiamo come i Bitcoin Futures della CME di Chicago siano stati proprio il driver principale della bull run culminata con il raggiungimento dei $ 20000 nel dicembre 2017.

E volendo fare un paragone con dei dati oggettivi, visto che il bitcoin spesso viene definito “l’oro digitale” andiamo ad analizzare l’andamento dell’oro al momento del rilascio dei primi Gold ETF alla fine del 2003. 

gold etf

Il prezzo di un’oncia d’oro è passato dai $ 400 ai $1900! Credo che questo grafico non necessiti di ulteriori commenti.

Vediamo dunque come lo studio della Capgemini che ha stimato un +500% al momento del lancio dei Bitcoin ETF, sia decisamente in linea con i dati relativi all’oro nel momento del rilascio dei Gold Exchange Traded Funds

Tale scenario è avvalorato dal fatto che questo strumento finanziario, oltre ad aprire le porte agli investitori istituzionali, consente l’ingresso nel mercato delle valute digitali anche ai piccoli e medi investitori retailers (che storicamente determinano l’esplosione di un asset, perchè da soli gli istituzionali non bastano). Attualmente ci sono molte persone che vorrebbero entrare nel mercato delle criptovalute, ma per limiti tecnologici o di expertise informatica, sono tagliati fuori.

Ma grazie agli ETF, con una semplice telefonata o magari attraverso la propria piattaforma di home banking, potranno acquistare bitcoin e criptovalute in tutta serenità e con la consapevolezza di avere tra le mani uno strumento finanziario sicuro e regolamentato. Insomma, una rivoluzione per il mercato come lo conosciamo noi oggi!   

 

Bitcoin Futures e servizio custodia: Bakkt scende in campo

Bitcoin Futures e servizio custodia: Bakkt scende in campo

I primi test per il servizio di custodia e il trading di Bitcoin Futures partiranno a Luglio.

Nell’annuncio pubblicato oggi su Medium da Kelly Loeffler, Ceo di Bakkt, sono stati svelati importanti aggiornamenti sul lancio di una delle piattaforme più attese per il trading di Bitcoin futures a replica fisica. Ricordo che dietro Bakkt c’è l’ICE (Intercontinental Exchange), proprietario della New York Stock Exchange, una delle borse più popolari negli Stati Uniti.

Intanto Loeffler ha evidenziato come negli ultimi mesi ci sia stata una strettissima collaborazione con la CFTC (Commodities Futures Trading Commission) per sviluppare una piattaforma che soddisfi le esigenze dei clienti e che al tempo stesso sia conforme alle normative federali statunitensi.

I primi test UAT (User Acceptance Testing) a cui parteciperanno attivamente anche gli utenti, avranno inizio a luglio 2019 e saranno utilizzati per testare il modello di trading e il servizio di custodia.

Secondo il Ceo di Bakkt “i nuovi contratti future sul bitcoin sono stati plasmati dopo numerosi scambi di idee con le controparti e offrono caratteristiche uniche di trading, sicurezza e gestione del rischio“.

Le caratteristiche principali dei Bitcoin futures di Bakkt

  1. Saranno fornite due tipologie di contratti, giornalieri e mensili, così da adattare l’esperienza di trading alle esigenze temporali degli utenti;
  2. la formazione del prezzo relativa all’asset di riferimento (Bitcoin) sarà fornita direttamente dall’Intercontinental Exchange Futures US e sarà supportata da tools di analisi per rilevare eventuali pratiche scorrette (come il wash trading). In sostanza Bakkt avrà un proprio Benchmark di riferimento, senza affidarsi agli attuali Spot market del settore non regolamentati.
  3. i contratti futures saranno gestiti direttamente dall’ICE Clear US, compresa la raccolta e la variazione del capitale iniziale a garanzia (margine);
  4. Bakkt contribuirà con $ 35 milioni a garanzia e sicurezza di tutti gli investitori, in modo da coprire eventuali “buchi” causati da una mancata margin call, magari a causa di uno spike improvviso della quotazione;
  5. per l’acquisto e la conservazione dei Bitcoin sarà fornito un servizio di custodia integrato approvato dalle autorità USA, regolarmente assicurato e protetto da eventuali attacchi informatici, che implementerà dei software anti-riciclaggio e di analisi blockchain.

La nota si conclude con l’auspicio che i nuovi acquisti della società (come il Consigliere generale Marc D’Annunzio) contribuirnno a rendere ancora più efficiente e competente il team di gestione della piattaforma Bakkt. 

Kelly Loeffler conclude con un’interessante considerazione, quando rivendica il lavoro svolto da Bakkt per aumentare la visibilità delle Valute Digitali rendendole più “mainstream” e la fattiva collaborazione tenuta con gli utenti e le autorità statunitensi: infatti al fine di sviluppare una coscienza collettiva utile a favorire la diffusione degli asset digitali, sarà necessaria una fattiva collaborazione tra le imprese e i responsabili politici ed è esattamente quello che sta portando avanti Bakkt.

Forse siamo davvero all’alba di una nuova era.

 

 

Reset dell’autenticazione a due fattori su Binance

Reset dell’autenticazione a due fattori su Binance

Ho ricevuto diversi messaggi in merito al reset della 2FA. Mi rendo conto che per un utente poco esperto possa sembrare qualcosa di estremamente complesso ma ti assicuro che con questa guida non avrai alcuna difficoltà a completare tutti i passaggi. Dunque niente paura e andiamo a vedere come effettuare il reset della nostra autenticazione a due fattori su Binance. 

  1. Assicurati di avere con te il telefono in cui è installata l’applicazione per l’autenticazione a due fattori (le più diffuse sono Google Authenticator e Authy). A questo punto procedi con il log in su binance e vai nella sezione “My account“.
  2. Trova la sezione dove è indicata l’applicazione che utilizzi per l’autenticazione a due fattori e clicca su “disable

reset 2FA Binance       3.  Inserisci la password che usi per loggarti su binance e il codice 2FA generato dalla tua app, poi premi “submitreset 2fa binance

      4. Adesso torna sulla pagina My Account e alla voce 2FA dovresti trovare questa situazione

reset 2fa binance

5. Una volta che ti sei assicurato che l’autenticazione a due fattori su Binance è disabilitata vai nell’app (sul telefono o su  qualsiasi dispositivo utiizzi per generare il codice 2FA) e cancella il vecchio account di binance (vai su impostazioni o settings, seleziona l’account di Binance e rimuovilo). Fai attenzione a cancellare solo quello di binance, così da non compromettere l’accesso alle altre piattaforme che hai collegato con la tua app di 2FA. 

6. Se non lo hai già fatto, a questo punto cambia la password di accesso a binance.reset 2fa binance

7. Inserisci la vecchia password, poi 2 volte quella nuova e alla fine premi su change password. Ora devi loggarti con la nuova password.reset 2fa binance

8. Una volta che hai effetuato il nuovo log in, torna sulla pagina My Account e premi suenableaccanto alla voce riferita alla tua app 2FAreset 2fa binance

9. Ora ti comparirà questa schermata e dato che l’app per la 2FA è già pronta, clicca su “next step”reset 2fa binance

10. Ora ti comparirà il QR code da scannerizzare. Vai nell’applicazione sul tuo telefono, seleziona la voce aggiungi account e segui le istruzioni per scannerizare il QR code e collegare nuovamente l’account di binance alla tua app. 

11. Ricorda di salvare la tua chiave di Backup. In caso di smarrimento del dispositivo che utilizzi per l’autenticazione a due fattori, questo codice è l’unico che ti consente di recuperare l’account. Diversamente dovrai seguire delle noiose e lunghe procedure per ripristinarlo.reset 2fa binance

reset 2fa binance

12. Ora inserisci la nuova password del tuo account binance e il codice 2FA generato dalla tua app e clicca su “enable google authenticatorreset 2fa binance

13. L’autenticazione a 2 fattori è stata riabilitata correttamente!

Come hai visto è tutto molto semplice, dunque ora non ti resta che seguire i vari step indicati nel tutorial e procedere al reset della tua autenticazione a due fattori su Binance! 

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