Break-down del bitcoin, quale scenario ci aspetta?

Break-down del bitcoin, quale scenario ci aspetta?

Il pesante calo del 24 settembre, che in meno di un’ora ha sfiorato il -20%, dimostra ancora una volta come il bitcoin sia vulnerabile alla manipolazione da parte di un cartello di investitori (in gergo chiamate balene), che hanno gioco facile a manovrare la quotazione in un ambiante a bassa capitalizzazione. Il mercato riuscirà a smaltire le scorie del dump e a consolidarsi sopra gli 8000 dollari?

Il break down del bitcoin, favorito dalla compressione del prezzo all’interno del triangolo discendente che accompagnava la quotazione dall’estate, ha oggettivamente sorpreso tutti per l’inaudita violenza concentrata in un arco temporale inferiore all’ora.

Non dunque la rottura al ribasso della figura, più che legittima e ipotizzabile, ma la veemenza dell’impulso ci impongono una doverosa riflessione sull’atavica questione della manipolazione del mercato. Ma su questo torneremo più avanti.

In merito alla recente price action, dopo la rottura del supporto di medio periodo dato dal doppio minimo di luglio in area $ 9100, il bitcoin è andato a testare il supporto dinamico della media mobile a 200 periodo giornaliera (linea rossa nella foto di apertura) che attualmente passa a 8400 dollari, ma anche questo livello di prezzo è stato violato al ribasso. Per il mantenimento dell’attuale struttura al rialzo di lungo periodo è auspicabile che il bitcoin torni rapidamente sopra la suddetta media mobile, che storicamente è un importante spartiacque tra un trend al rialzo o al ribasso.

Ricordiamo infatti che nel 2018 tutti i rally del bitcoin si sono interrotti proprio sulla resistenza della MA 200 e la bull run del 2019 è iniziata proprio con la rottura di tale resistenza.

Se nei prossimi giorni non avremo una chiusura daily e relativo consolidamento al di sopra di tale livello, il prossimo livello di supporto è quello nell’area 7800/7600 dollari.

bitcoin

Infatti dall’analisi del profilo volumetrico, apprezzabile nella foto, vediamo che nei mesi di maggio e giugno 2019 abbiamo avuto molta action su quel livello di prezzo, che ha rappresentato prima una resistenza e poi la base su cui la quotazione ha costruito la struttura al rialzo che ha portato il bitcoin a riprendere la sua corsa fino a sfiorare i $14000 a fine giugno.

Se anche questo supporto dovesse cedere sotto la pressione delle vendite, il livello chiave di supporto su cui si accenderanno i riflettori sarà quello sui 7200 dollari, dove passa l’intervatto 0.618 dei ritracciamenti di fibonacci.

bitcoin 0.618 fibonacci

Questo intervallo in analisi tecnica rappresenta il vero e proprio spartiacque tra correzione e inversione del trend. Dunque, in caso di una rottura al ribasso anche di questo supporto, almeno graficamente il bitcoin tornerebbe in pieno bear trend.

Ovviamente utilizzare con le criptovalute i canoni dell’analisi tecnica che generalmente si applicano ai mercati tradizionali spesso può essere fuorviante, infatti sappiamo bene che siamo in presenza di un mercato che rappresenta un “unicum“, vista la sua estrema volatilità favorita da una bassa capitalizzazione. Allo stesso tempo però, è sbagliato ignorare totalmente questi segnali.

I prossimi giorni dunque saranno decisivi per il bitcoin e la tenuta dei livelli di prezzo appena descritti ci diranno molto sull’integrità della struttura al rialzo che ha accompagnato l’incredibile rally del 2019 e, dal punto di vista operativo, conviene restare alla finestra in attesa che la situazione si dipani chiaramente. In uno scenario ad alta volatilità, tentare di anticipare il mercato può essere un gioco molto pericoloso.

La piaga del mercato crypto: la manipolazione

Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, questo purtroppo è un problema che affligge il mercato da sempre e i principali attori del settore, in primis le piattaforme di scambio, dovrebbero cercare quantomeno di ridimensionare il fenomeno, per non compromettere la reputazione di tutte le persone e start up che lavorano seriamente e con passione nel campo della blockchain e delle valute digitali.

Voglio subito precisare che per manipolazione non intendo esclusivamente quella caratterizzata da ribassi, ma anche le dinamiche inverse come ho spesso evidenziato nei miei post.

Quello a cui abbiamo assistito martedì sera è stato un imponente deleveraging per colpire le “mani deboli” del mercato, cioè i margin traders e gli investitori retailers più “timidi”. Nel dubbio infatti il dump è stato spinto talmente in profondità da assicurarsi di aver spazzato via tutti gli stop loss.

Tutto è stato scientemente organizzato nella giornata del lancio di Bakkt, che ricordo ha alle spalle l’Intercontinental Exchange proprietario della New York Stock Exchange, un evento che ha sdoganato definitivamente il bitcoin agli occhi dei grandi investitori.

Uno dei principali ostacoli alla consacrazione del Bitcoin come moneta di scambio o quale asset per la riserva di valore è stato più volte indicato nella manipolazione del mercato, dunque cosa c’è di meglio di un’azione eclatante di manipolazione il giorno dell’esordio su Bakkt? A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina.

A tal proposito, lo studio condotto da Arcane Research è illuminante.

Analizzando i movimenti dei prezzi da gennaio 2018 ad agosto 2019 la compagnia ha scoperto che, in quasi tutte le occasioni, poco prima delle date di scadenza dei contratti future su Bitcoin presenti sul Chicago Mercantile Exchange (CME) il valore di Bitcoin è diminuito.

bitcoin manipolazione prezzi CME

Tra le altre cose, nello studio leggiamo un’osservazione che dovrebbe far riflettere seriamente: “Ad oggi, le cifre supportano l’ipotesi che il prezzo di Bitcoin venga manipolato in vista della scadenza dei contratti sul CME. Tuttavia, questi dati non svelano se si tratta o meno di una manipolazione intenzionale. Ad esempio, questi movimenti potrebbero essere semplicemente legati ad una strategia popolare fra gli investitori per proteggere i propri fondi.

Alla luce dei fatti credo che su un punto dovremmo essere tutti d’accordo, dai puristi del bitcoin che vedono come fumo negli occhi i nuovi strumenti finanziari, agli investitori che hanno un approccio più speculativo:  lo spettacolo indecente a cui abbiamo assistito il 24 settembre non deve più ripetersi e l’augurio è che i principali attori del settore si rendano conto di quanto sia importante prevenire tali dinamiche. Ne va del buon nome di tutto il mercato.

Quale scenario ci aspetta?

Negli ultimi giorni i ribassisti hanno mostrato segnali di grande forza, segnando il ritorno sulla scena di una volatilità estrema che aveva caratterizzato i mesi scorsi. La volatilità in sé non va percepita come negativa, infatti è proprio grazie ad essa che si possono realizzare ingenti guadagni con il trading del bitcoin e delle criptovalute.

Non sono mai stato influenzato dalla quotazione del bitcoin nel breve termine, e chi mi segue sa bene quanto anche nei momenti più difficili di fine 2018 abbia sempre mantenuto un approccio oggettivo ed empirico, nella consapevolezza che nel lungo termine il bitcoin ha dei margini di crescita esponenziali.

Dunque niente panico, evitiamo che le emozioni prendano il sopravvento e cerchiamo di sfruttare a nostro vantaggio la volatilità del mercato, nella consapevolezza che proprio nelle fasi di dip si creano le basi per i successivi guadagni.

A questo proposito, per gli investitori che prediligono un approccio di lungo periodo, prendo in prestito quest’immagine del buon Alberto De Luigi, dove sono rappresentati i cicli di halving del bitcoin.

Lo shake-out dei giorni scorsi si inquadra perfettamente all’interno di quella fase chiamata di “reaccumulation” che dovrebbe caratterizzare l’andamento del bitcoin fino al vero bull market dopo l’halving di maggio 2020, in quello che è stato un andamento ciclico che ha caratterizzato tutta la breve storia del bitcoin.

cicli di halving

 

 

Seguimi su Telegram

Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

L’ultima settimana nel mercato crypto è stata sicuramente molto interessante, infatti le principali altcoin hanno fatto registrare rialzi importanti approfittando della fase incerta del bitcoin, che continua a lateralizzare all’interno del suo trading range.

Se analizziamo l’andamento delle ultime settimane del bitcoin, sempre più benchmark di tutto il comparto, vediamo che la quotazione continua a muoversi in sostanziale ranging market all’interno del triangolo discendente che ha come base il minimo di medio periodo a 9100 dollari e come ipotenusa la trend-line che unisce i massimi decresescenti da luglio in poi.

Questa trend-line, che si sta dimostrando una resistenza statica molto solida, attualmente passa in area $ 10300 dove infatti ha respinto ancora una volta la quotazione.

Il trading range all’interno della figura si sta restringendo lentamente ma inesorabilmente e questo sta portando a una compressione del prezzo che prima o poi causerà un violento movimento impulsivo con la rottura della figura.

Stimare adesso la direzione del break-out non è semplice, anche perchè i bassi volumi che stanno accompagnando il bitcoin nelle ultime settimane lo espongono a manovre speculative da parte di quegli investitori che, pur non disponendo di risorse ingenti, hanno gioco facile a manipolare la quotazione anche con capitali medio bassi, appunto a fronte dei volumi esigui.

Dall’analisi del profilo volumetrico dell’ultimo mese vediamo che l’area con il maggior volume di scambio è passata dai 10500 ai 10300 dollari, segnale che l’equilibrio tra compratori e venditori è sceso di qualche punto percentuale.

profilo volumetrico bitcoin

Dal punto di vista dei supporti, attualmente la quotazione sta testando i $ 10000, anche se il livello chiave nel medio periodo è decisamente l’area di prezzo che va dai 9300 ai 9500 dollari.

E le altcoins?

Le principali criptovalute del mercato meritano una menzione particolare, infatti per la prima volta negli ultimi mesi hanno sovraperformato il bitcoin, come vediamo dalla comparazione dell’indice MVIS BTC Us OTC e il Crescent Crypto Alt index (quest’ultimo composto da un paniere di 8 tra le altcoin principali)

bitcoin vs altcoins

Come ho già detto nell’analisi sui flussi dei capitali, sicuramente è ancora presto per parlare di una nuova alt-season anche nella considerazione che queste ultime vengono da un’estate particolarmente difficile.

Ma questa rinnovata energia sicuramente gioverà a tutto il settore e in primis al Bitcoin, che appunto in qualità di Benchmark degli asset digitali ha bisogno di un mercato florido e dinamico per prosperare a sua volta.

Relativamente alla gestione dell’operatività, con il bitcoin prossimo a un forte movimento impulsivo è meglio muoversi con estrema prudenza, poiché in questa fase delicata sbagliare timing può rivelarsi estremamente deleterio. Nei mercati caratterizzati da estrema volatilità infatti, cercare di anticipare il mercato ci espone a dei rischi eccessivi e per questo motivo si deve evitare di operare contro trend.

La pazienza, è tra le armi migliori a disposizione del trader.

Buon trading

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Il bitcoin continua a mostrare segnali contrastanti, alternando momenti di estremo vigore a fasi di incertezza, cosa del resto naturale in un’estate caratterizzata dai volumi in deciso calo. Il ribasso iniziato nella serata di mercoledì ha riportato la moneta nella zona che in passato si è rivelata un’ottima opportunità di acquisto: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

Il bitcoin è tornato dunque in zona $ 9400, parte superiore di quel range che già a luglio avevamo individuato come opportunità di acquisto seguendo la strategia buy the dip (range che va dai 9400 ai 9100 dollari). Con l’aiuto del grafico settimanale andiamo a vedere quale scenario ci aspetta nei prossimi giorni.

Nella foto possiamo apprezzare chiaramente come il bitcoin si muova da giugno nel canale che ha come estremi i 9100 e i 12500 dollari (con l’eccezione del 26 giugno dove abbiamo avuto una chiusura sopra tale soglia).

La formazione di massimi decrescenti non è ottimale dal punto di vista della struttura grafica, ma chiaramente questo è stato determinato dal declino dei volumi delle ultime settimane, dinamica più che naturale in estate. Nonostante questo, l’acquisto nella zona evidenziata si è rivelato particolarmente premiante, infatti gli swing successivi al raggiungimento dei 9100 prima e dei 9400 poi, hanno consentito di portare a casa dei buoni profitti.

Lo scenario attuale presenta qualche rischio in più, poichè un livello di supporto perde forza ogni volta che viene ritestato, ma tutto sommato l’operazione presenta un rapporto rischio rendimento favorevole e la forza del bitcoin, sempre più benchmark del mercato crypto, fornisce una buona garanzia al riguardo, infatti dal punto di vista dei fondamentali in estate abbiamo avuto  delle news estremamente significative, dal semaforo verde della Commodities Futures Trading Commission al lancio dei Bitcoin a replica fisica di BAKKT, a Samsung che sta entrando prepotentemente nel settore.

In tale contesto un approccio conservativo sarà sufficiente a bilanciare il rischio di un cedimento dei 9000 dollari, magari utilizzando una bassa percentuale di capitale per aprire una posizione long nel range indicato nella foto in alto (9100/9400), pronti a sfruttare un eventuale rottura del supporto per mediare al ribasso sulla formazione di un nuovo minimo decrescente, con la consapevolezza che tra gli 8000 e i 7600 dollari abbiamo un supporto decisamente robusto.

grafico settimanale bitcoin

Infatti con l’aiuto delle medie mobili esponenziali, che storicamente ci aiutano a determinare se il bitcoin si trova in una fase rialzista o ribassista nel lungo termine, vediamo che il supporto dinamico fornito dalle exponential moving average va dai 9100 ai 7500 dollari.

Nel caso in cui invece il bitcoin riesca a riguadagnare velocemente i 10000 dollari, confermando che la zona dei 9400 dollari è saldamente presidiata dai compratori, si potrà valutare il consolidamento della posizione con una parte ulteriore di capitale.

A conferma ulteriore della solidità del supporto indicato in precedenza, vediamo che in area $ 7600 passa anche l’intervallo 0.618 di fibonacci, vero e proprio spartiacque tra la conferma e l’inversione di un trend.

bitcoin fibonacci

Il sell off di ieri presenta delle ottime opportunità di acquisto anche per quanto concerne le altcoin principali, ma attualmente preferisco concentrarmi sul bitcoin e attendere una ripresa del mercato prima di sfruttare la strategia buy the dip anche sulle altre criptovalute, infatti negli ultime settimane abbiamo avuto modo di segnalare più volte come attualmente non sia premiante operare sulle altcoins, che nelle fasi di forza del bitcoin fanno registrare guadagni percentuali più bassi, mentre nelle fasi di calo soffrono molto più del bitcoin stesso.

In tal senso le performance delle principali valute digitali nella prima parte di agosto è stata eloquente.

bitcoin vs altcoins

Meglio attendere dunque un segnale di inversione netto nel settore delle altcoins, anche se con un approccio aggressivo si potrebbe valutare un ingresso sulle principali criptovalute, ETH, LTC, EOS E BNB su tutte.

Buon trading

CP

 

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Dopo un secondo trimestre da record il bitcoin rallenta la corsa e cerca di consolidarsi sopra gli 11800 dollari, livello che già nel 2018 ha respinto per ben due volte la quotazione.

Negli ultimi 10 giorni il bitcoin si è mosso all’interno di un range ben definito e questo ci indica un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Nella considerazione che ci troviamo a luglio inoltrato, periodo in cui storicamente i volumi scendono sensibilmente, e che veniamo dall’incredibile bull run degli ultimi mesi che ha consentito al bitcoin di risorgere dalle sue ceneri, è del tutto naturale aspettarsi una fase di correzione e successivo consolidamento del prezzo.

Teniamo sempre ben presente che parliamo di un mercato small cap, dunque già facilmente manipolabile di suo, e che  durante il periodo estivo sconta l’assenza dei big players.

Nel grafico giornaliero in alto, osserviamo come dopo il raggiungimento del target a $ 13500 sia partito un violento movimento impulsivo al ribasso che nei giorni successivi ha portato la moneta a testare i 10000 dollari, che hanno retto bene l’urto. E’ importantissimo notare come le chiusure giornaliere siano avvenute sempre ampiamente al di sopra di tale soglia psicologica.

Voglio sottolineare come in questa fase caratterizzata da estrema volatiità gli unici timeframe che vale la pena osservare sono il giornaliero e il settimanale, poichè intraday abbiamo degli swing di prezzo che non rispecchiano l’effettiva tenuta o rottura tecnica di un livello.

Dunque dopo l’impulso al ribasso, abbiamo avuto il pullback che ha portato il bitcoin a stabilire un massimo decrescente sul giornaliero (con chiusura del 9 luglio a 12580 $). 

Se andiamo ad analizzare bene questa dinamica iniziata il 27 giugno e attualmente ancora in corso, vediamo che al netto di qualche giornata il bitcoin si è mosso all’interno di un trading range formato dall’area 10800/11300 che si sta rivelando un buon supporto per la quotazione e l’area 11900/12400 $, che fa da resistenza.

Più il prezzo continuerà a essere compresso all’interno di questo canale e più al momento della rottura avremo un importante movimento impulsivo. E’ molto difficile stabilire un arco temporale di questo ranging market, che potrebbe durare giorni, settimane come anche dei mesi (ricordiamo che il bitcoin è rimasto in ranging tra i 6000 e i 6800 dollari da settembre a metà novembre 2018, prima di rompere violentmente al ribasso il supporto.

Adesso passiamo al grafico settimanale, così da avere una visione di più ampio respiro.

bitcoin - dollaro weekly

Ho volutamente inserito tutto il periodo che ha caratterizzato la bull run dei mesi scorsi e da questa prospettiva è chiarissimo come ci troviamo ancora in pieno uptrend, infatti quasi tutte le ultime candele settimanali hanno una chiusura crescente (con l’eccezione della pin-bar sulla candela di fine giugno dove è iniziata l’ultima correzione). 

Operatività di breve

Il trading range è ben definito, dunque su ogni conferma della tenuta dei livelli indicati in precedenza è possibile implementare un’operatività di breve periodo per sfruttare il “prevedibile” movimento della quotazione.

LONG: su conferma del supporto in area 10800/11300 con take profit in prossimità della parte superiore del trading range. Stop loss su rottura tecnica del supporto (circa -2% dal punto più basso dell’area di supporto da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

SHORT: su conferma della resistenza 11900/12400 dollari con take profit in prossimità del supporto indicato in precedenza. Stop loss su rottura tecnica della resistenza (circa -2% dal punto più basso dell’area di resistenza da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

Operatività di medio lungo periodo

In caso di rottura del trading range nella parte inferiore, ragionevolmente avremo un nuovo test dei 10000 dollari (già indeboliti dal test di inizio luglio) che potrebbero cedere sotto la pressione delle prese di profitto e degli stop loss, dunque non è da escludere una discesa fino ai 9000 $, dove avermo un’ottima opportunità buy the dip in ottica long term.

Se al contrario si verificherà una rottura dalla parte superiore del trading range, una buona strategia consiste nell’attendere il pullback del bitcoin con conferma del nuovo supporto a 12400 dollari per poi prendere posizione.

E’ essenziale rispettare scrupolosamente i principi del money management, che prevedono di utilizzare al massimo il 5% del capitale per ogni singola operazione.

Buon trading

CP

P.S. Prova gratuitamente per una settimana il Club Bitcoin 3X, la nostra community dove troverai video corsi e lezioni per migliorare le tue capacità, un forum esclusivo in cui confrontarti con gli altri membri e noi amministratori, oltre alla condivisione integrale dei nostri portafogli di lungo periodo e delle operazioni di trading e un’assistenza H24 tramite help desk.

Inizia ora la tua settimana di prova!

Il Bitcoin prova a tirare la volata estiva al mercato

Il Bitcoin prova a tirare la volata estiva al mercato

L’annuncio di Libra la criptovaluta di facebook, i grandi fondi di investimento che entrano massicciamente nel mercato e il Bitcoin che continua a dettar legge: il mercato delle valute digitali è tornato finalmente in salute.

Negli ultimi giorni leggo scambi di opinioni appassionati tra sostenitori e detrattori di Libra, la “criptovaluta” (parliamone) di Facebook.

Al momento non voglio entrare nel merito, anche perchè le ritengo discussioni piuttosto sterili, per due ordini di ragioni.

Credo sia inutile discutere oggi di una moneta che sarà lanciata tra un anno e presumibilmente stravolta da vari upgrade in corso d’opera.

In secondo luogo, al netto delle innumerevoli criticità riscontrate nel progetto, Libra ha avuto il merito di squarciare il velo di ipocrisia che avvolgeva il mondo delle valute digitali (e che la stessa facebook ha contribuito a creare con il suo precedente ban alle crypto ads, poi rimosso), quindi non credo sia giusto demonizzarla a prescindere.

Detto questo torniamo a parlare di cose serie, perchè nelle ultime ore c’è un’altra criptovaluta che continua a macinare terreno e prova a tirare la volata a tutto il settore: il Bitcoin!

Nelle ultime settimane è stato davvero incontenibile e ha mostrato una prova di forza impressionante. Nel grafico settimanale vediamo come sostanzialmente da aprile la quotazione vada in un’unica direzione: quella che ci piace!

bitcoin dollaro weekly

Mentre tutti aspettavano una correzione, il bitcoin ha continuato a superare tutti i livelli critici (a mio avviso la facilità con cui sono stati rotti i 6000 dollari è davvero impressionante) e attualmente punta con decisione la soglia psicologica dei $ 10000.

Gli ultimi 6 weekend hanno fatto registrare quasi sempre rialzi importanti e se la tendenza sarà confermata anche nelle prossime ore, ne vedremo delle belle.

Se anche la resistenza dei 10000 $ sarà superata di slancio, fatico davvero a trovare un target di prezzo dove ipotizzare una prima correzione importante.

Se osserviamo attentamente il grafico settimanale, scopriremo che si sta configurando un pattern davvero potente: il 3 outside up. Questo segnale tecnico viene spesso utilizzato per individuare l’inversione di un trend. ma in questo caso ci dà la conferma che la struttura del bitcoin è ancora improntata a un deciso rialzo.

bitcoin 3 outside up

Nel dettaglio in foto vediamo che dopo la correzione di inizio giugno (anticipata dal DOJI nella candela precedente) la candela rossa è stata letteralmente inglobata dalla successiva (bullish engulfing) e se anche l’attuale candela settimanale chiuderà sui livelli attuali dandoci la bullish confirmation (con la pressione degli acquisti di queste ore è molto probabile), il pattern sarà chiuso.

E se a questo affianchiamo la probabile rottura della resistenza a 10000 dollari, potremmo raggiungere dei livelli di prezzo inimmaginabili solo poche settimane fa.

La FOMO sta tornando velocemente ai livelli bull run 2017 e ricordiamo tutti a cosa ha portato.

Stay tuned

Binance sbarca in America!

Binance sbarca in America!

Brutte notizie per i cittadini americani. Tra 90 giorni per loro le funzionalità di trading saranno disabilitate (comunque sarà garantito l’accesso ai wallet e i relativi prelievi). Ma CZ ha un altro piano, sbarcare in America!

Tutto è iniziato la mattina del 14 giugno con l’aggiornamento dei termini di utilizzo dell’Exchange Binance 

termini e condizioni binance

Nell’annuncio si legge che: “Binance è impossibilitata a fornire il servizio ai cittadini statunitensi. Binance rivendica il diritto di decidere autonomamente i mercati e le giurisdizioni in cui operare e può limitare o negare a sua discrezione il servizio ad alcuni paesi.”

Nella nota si legge ancora: “Tra 90 giorni, gli utenti che non rispecchieranno più i termini di utilizzo della piattaforma continueranno ad avere accesso ai propri fondi ma non avranno più la possibilità di depositare nè di operare con il trading.”

A causa delle stringenti normative federali, i cittadini statunitensi hanno sempre più difficoltà a operare sul mercato delle criptovalute. Tuttavia gli ultimi eventi potrebbero favorire degli sviluppi molto positivi, infatti Binance dopo poche ore aver diffuso l’aggiornamento dei termini di utilizzo, ha annunciato la partnership con la società BAM Trading Service Inc. come backdoor per offrire il servizio di trading negli Stati Uniti.

tweet binance

Collaborando con BAM infatti, Binance potrà sfruttare il partner statunitense che è interamente regolamentato dalle autorità federali e concedergli in licenza l’erogazione dei suoi servizi.

CZ ha dichiarato: “Siamo entusiasti di annunciare la nascita di Binance US e di portare la sicurezza, la liquidità e la velocità di Binance in Nord America. Binance.US sarà guidato dal nostro partner locale BAM e servirà il mercato degli Stati Uniti in piena conformità alle normative.”

Questa mossa da parte di CZ, decisamente il più intraprendente e dinamico tra i CEO delle società crypto, era nell’aria già da tempo. Infatti se analizziamo i dati del traffico su Binance negli ultimi mesi, scopriremo che circa 1/4 del traffico viene proprio dagli USA.

TRAFFICO SU BINANCE

Binance coin non reagisce bene: sell the news? 

BNB dopo l’annuncio nella mattinata del 14 giugno, ha lasciato sul terreno circa un 12% prima di effettuare un rimbalzo tecnico e tornare ampiamente sopra i $ 30. 

binance coin

Credo però che nel lungo periodo questi sviluppi porteranno di certo enormi benefici a Binance e a tutto il comparto dunque non vedo particolari problemi per il token BNB, decisamente tra i più performanti del 2019.

Alcuni osservatori comunque hanno sottolineato come la mossa di CZ in realtà serva a prender tempo e a tenere buoni gli enti regolartori americani, così da potersi concentrare serenamente nello sviluppo di Binance DEX, l’exchange decentralizzato che sarà implementato sulla Binance Chain, che una volta a regime consentirà la fruizione agli utenti di tutto il mondo senza la possibilità di essere “geo-bloccati”.

Al netto delle speculazioni comunque, nessuno sa realmente cosa progettino CZ e il suo team. Di certo se Binance riuscirà a penetrare la cortina di ferro americana, darebbe vita a un interessante precedente dando modo anche ad altri exchange di sfruttare la breccia. 

Il mercato delle valute digitali è sempre più importante e il fatto che colossi del calibro di Fidelity, Black Rock e l’ICE con BAKKT stiano entrando dalla porta principale, ne è la dimostrazione plastica.

 

Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Il pesante dump di ieri sera sta minacciando la struttura al rialzo del Bitcoin che si è consolidata nelle ultime settimane. Nel corso dell’analisi faremo delle considerazioni in merito alla natura speculativa dell’accaduto, ma adesso cerchiamo di individuare il corretto trading range in cui operare.

Prima di iniziare però voglio fare una doverosa premessa. Queste analisi sono attagliate per chi effettua trading di breve. Se hai acquistato bitcoin con un’ottica di lungo periodo, non preoccuparti troppo di queste oscillazioni, tra qualche anno aver acquistato a 9000 o 8000 dollari non farà alcuna differenza.

Nella foto ho evidenziato quelli che al momento sono i livelli di prezzo da tenere sotto osservazione. Nella parte alta del range abbiamo i $ 9000, che hanno respinto pesantemente il primo assalto. la parte mediana del range a $ 8540 e la parte inferiore a $ 8200 che al momento rappresenta anche il supporto chiave per salvaguardare la struttura al rialzo nel breve termine.

Bitcoin trading range

La tenuta del supporto dunque è fondamentale e a questo punto è opportuno alzare lo stop loss subito a ridosso, nella zona evidenziata in blu (tra gli 8200 e gli 8080) così da contenere l’eventuale cedimento del livello.

In un ottica conservativa, si può valutare la chiusura dell’operazione al primo test dell’area mediana del range (8500 $) in modo da chiudere in sostanziale break even.

Una mossa più aggressiva consiste nell’aspettare un eventuale nuovo test della parte alta del range.

Tornando velocemente alla dinamica di ieri, è stato senza dubbio un long squeeze da manuale. Infatti dopo aver innescato un false break-out dei $ 9000, nel giro di pochi minuti sono stati effettuati importanti ordini di vendita a mercato su tutti i principali exchange, che hanno causato l’ovvio crollo della quotazione e la relativa liquidazione di molte posizioni long. Nel giro di poche ore, un rigetto così pesante ha indotto vari traders a chiudere le proprie posizioni così da salvaguardare i profitti delle ultime settimane e questo ha causato un ulteriore shakeout con conseguente panic selling, che ha portato il bitcoin a un -12%.

Un po’ quello che è avvenuto il 12 aprile 2018, a parti inverse. Infatti, come molti di voi ricorderanno, in quella data abbiamo avuto uno degli short squeeze più clamorosi della storia del bitcoin. In quella fase la pressione sull’area di supporto $ 6800 era fortissima e i contratti short raggiunsero il loro massimo storico.

La dinamica fu molto simile, con un false breakout al ribasso e subito dopo una serie di ordini di acquisto massicci (ricordo che la capitalizzazione del mercato aumentò di 20 miliardi in 24 ore) che spinsero la quotazione sulla soglia degli $ 8000.

Bitcoin short squeeze 12 aprile 2018

Questo è il mercato e le manovre speculative ne sono parte integrante. L’importante è adottare i giusti accorgimenti per sfruttarle a proprio favore, evitando di restarne vittime.

Un’ultima considerazione relativamente ai bitcoin futures. Ho letto in giro alcune tesi secondo cui il calo di ieri sarebbe stato generato dalla chiusura orierna dei contratti futures alla CME di Chicago. Come al solito, queste teorie non sono dimostrabili anche se non si possono escludere a priori, vista la natura speculativa del mercato.

E’ però interessante notare una cosa.

Nella foto vi ho inserito il grafico delle contrattazioni dei Bitcoin Futures alla CME. Come vedete il rialzo di domenica notte ha generato un “gap” importante alla riapertura della borsa lunedì mattina e generalmente quei gap “il mercato li chiude”.

Bitcoin futures CME

Sembrerebbe proprio che il pesante dump di ieri abbia chiuso esattamente quel Gap.

A voi le considerazioni del caso, anche perchè le teorie del complotto non mi hanno mai affascinato particolarmente.

Buon trading

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

La Guerra commerciale tra Usa e Cina si sta inasprendo a dei livelli impensabili fino a pochi mesi fa e sul terreno ci sono delle implicazioni e degli interessi che potrebbero condurre a scenari  inaspettati.

 

Lo scontro tra i due colossi tecnologici Google e Huawei all’ombra della guerra commerciale tra Cina e Usa, è l’ultimo di una serie di azioni e ritorsioni che hanno caratterizzato una stagione di tensioni sui mercati inaugurata dal Presidente Trump nel corso del 2018.

In questo articolo non voglio dilungarmi troppo sugli aspetti tecnici a cui gli utenti Huawei dovranno far fronte nel caso in cui le minacce di google prendano forma e sostanza, anche se a giudicare dalla rapida anche se parziale retromarcia degli ultimi giorni questo non è affatto scontato.

Ma questo lo analizzeremo nel corso dell’articolo.

Se sei interessato a capire gli sviluppi tecnici di questa vicenda o hai un dispositivo Huawei e sei preoccupato di eventuali limitazioni nel suo utilizzo, in questo breve video trovi tutte le indicazioni del caso.

Adesso andiamo a esaminare tutte le implicazioni dietro l’evento che ha monopolizzato l’attenzione e le cronache di tutto il mondo. Intanto la prima considerazione può esser fatta in merito alla risposta cinese, che secondo alcuni è ancora in corso di elaborazione, ma che con tutta probabilità invece è stata già “inoltrata” alla Casa Bianca.

Infatti, senza preoccuparsi di nascondere troppo il suo intento, nelle giornate successive alle prime dichiarazioni di Google il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto visita alla JL-Mag Rare Earth Co. azienda leader mondiale nel settore delle “terre rare”, cioè tutti quei materiali di vitale importanza per l’industria dell’high tech e la produzione di pc, tablet e smartphone.

guerra commerciale Usa Cina

Il Presidente Xi Jinping in visita alla JL-Mag, azienda cinese leader mondiale nel settore delle terre rare. Fonte Business Insider

La minaccia, nemmeno troppo velata, è quella di interrompere l’esportazione di terre rare verso gli Stati Uniti mettendo così seriamente in crisi l’industria Tech. Infatti la Cina al momento esporta circa l’80% delle terre rare di cui gli Usa necessitano.

terre rare

Casualmente, tra i vari dazi introdotti negli Stati Uniti sull’importazione di vari prodotti cinesi non troviamo quelli relativi alle terre rare, proprio perchè questi preziosi minerali sono stati esentati, a dimostrazione di quanto siano considerati strategici.

In sostanza, la ritorsione cinese potrebbe avere minore risonanza ma un impatto molto più sistemico e devastante.

Ma dietro il susseguirsi degli eventi appena descritti, potrebberso nascondersi delle implicazioni ancora più sorprendenti! Infatti alcuni analisti suggeriscono che l’amministrazione Trump in realtà sia proprio interessata all’incidente commerciale così da ridimensionare la bolla del settore tecnologico grazie alla mossa cinese, che potrà essere utilizzata come alibi perfetto per nascondere all’opinione pubblica i reali problemi del settore, dall’eccesso di debito fino all’abusata pratica del buyback.

Chiaramente questo scenario innescherebbe una reazione a catena di vero e proprio panico mediatico, che però darebbe al Presidente Trump altre munizioni nella sua guerra contro la Fed per ottenere il tanto desiderato taglio dei tassi d’interesse e magari ancora un po’ di politica monetaria espansiva a base di Quantitative Easing.

Nelle prossime settimane sarà certamente interessante assistere all’evoluzione dello scontro tra le due superpotenze e da tutto questo dobbiamo imparare che nei rapporti geopolitici “i livelli di pensiero” e le implicazioni dietro una determinata mossa, spesso sono da ricercare più in profondità rispetto a quanto la stampa mainstream vorrebbe farci credere e la guerra commerciale in atto non fa certo eccezione. 

 

Bitcoin ETF: prossima fermata 21 maggio

Bitcoin ETF: prossima fermata 21 maggio

Le chances di un’approvazione dei Bitcoin ETF da parte della Securities Exchange Commission continuano a crescere. Martedì 21 maggio la Commissione è chiamata a esprimersi, ma è probabile un rinvio della decisione.

La SEC infatti ha 240 giorni a disposizione per valutare le istanze presentate ed è quasi certo che per esprimere un parere su una materia nuova e complessa come il primo Bitcoin ETF, che prevede un cambio o quantomeno un aggiornamento dei regolamenti federali, utilizzerà tutto il tempo a sua disposizione.

A tal proposito, la Commissaria della Sec Hester Pierce (affettuosamente chiamata “crypto mamma” dalla community internazionale per le sue dichiarazioni favorevoli all’approvazione di un Bitcoin ETF) è pronta a dare battaglia in commissione.

Già nell’estare 2018 la Pierce aveva fortemente criticato la decisione di bocciare l’istanza dell’exchange Gemini, puntualizzando come fosse estremamente scorretto privare il mercato di uno strumento quale l’ETF per un asset come il bitcoin, che suscita molto interesse nel pubblico, e che per la stessa commissaria era (ed è) ormai pronto al battesimo del suo primo Exchage Traded Fund.

bitcoin etf hester peirce sec

Un altro aspetto che ha destato “l’attenzione” degli analisti, è stato il rinvio dell’istanza di Bitwise (sempre relativa a un bitcoin ETF) il 15 maggio scorso, mentre non c’è stata ancora la pronuncia sull’istanza della CBOE in collaborazione con le società Van Exk e Solid X (che hanno presentato l’istanza con le maggiori probabilità di approvazione, per le ragioni che ho elencato in questo articolo di qualche settimana fa). E tutto questo è sembrato molto strano, visto che la Sec stava gestendo contemporaneamente le due pratiche. 

Ciò ha dato adito a tutta una serie di speculazioni in merito a un’imminente approvazione, anche se le possibilità sono oggettivamente minime.

Una decisione che potrebbe stravolgere il mercato (così come lo conosciamo). 

Il 13 maggio durante la conferenza annuale Consensus a New York, la Commissaria della Sec Hester Pierce ha ribadito la sua convinzione sul fatto che i tempi siano ormai maturi per dare il via libera al primo Bitcoin ETF, chiarendo come in passato le manipolazioni del mercato siano state tra le ragioni principali per cui la SEC ha finora respinto ogni proposta di Bitcoin ETF.

Uno studio recente mostra che l’approvazione di un ETF  potrebbe far aumentare il prezzo del bitcoin anche del 500% a causa dell’afflusso di denaro degli investitori istituzionali. La società di consulenza Capgemini ha stimato che oltre il 29% degli individui con un patrimonio netto elevato è entusiasta di investire in asset digitali, mentre un altro 27% è “un po’ interessato”.

Questo è uno scenario tutt’altro che irrealistico, infatti basta vedere l’enorme interesse per il comparto delle valute digitali di asset manager del calibro di Black Rock (che da solo gestisce quasi 7 Trilioni di dollari, circa 30 volte la capitalizzazione attuale di tutto il settore delle criptovalute) e di Wall Street. 

D’altronde ricordiamo come i Bitcoin Futures della CME di Chicago siano stati proprio il driver principale della bull run culminata con il raggiungimento dei $ 20000 nel dicembre 2017.

E volendo fare un paragone con dei dati oggettivi, visto che il bitcoin spesso viene definito “l’oro digitale” andiamo ad analizzare l’andamento dell’oro al momento del rilascio dei primi Gold ETF alla fine del 2003. 

gold etf

Il prezzo di un’oncia d’oro è passato dai $ 400 ai $1900! Credo che questo grafico non necessiti di ulteriori commenti.

Vediamo dunque come lo studio della Capgemini che ha stimato un +500% al momento del lancio dei Bitcoin ETF, sia decisamente in linea con i dati relativi all’oro nel momento del rilascio dei Gold Exchange Traded Funds

Tale scenario è avvalorato dal fatto che questo strumento finanziario, oltre ad aprire le porte agli investitori istituzionali, consente l’ingresso nel mercato delle valute digitali anche ai piccoli e medi investitori retailers (che storicamente determinano l’esplosione di un asset, perchè da soli gli istituzionali non bastano). Attualmente ci sono molte persone che vorrebbero entrare nel mercato delle criptovalute, ma per limiti tecnologici o di expertise informatica, sono tagliati fuori.

Ma grazie agli ETF, con una semplice telefonata o magari attraverso la propria piattaforma di home banking, potranno acquistare bitcoin e criptovalute in tutta serenità e con la consapevolezza di avere tra le mani uno strumento finanziario sicuro e regolamentato. Insomma, una rivoluzione per il mercato come lo conosciamo noi oggi!   

 

Bitcoin Futures e servizio custodia: Bakkt scende in campo

Bitcoin Futures e servizio custodia: Bakkt scende in campo

I primi test per il servizio di custodia e il trading di Bitcoin Futures partiranno a Luglio.

Nell’annuncio pubblicato oggi su Medium da Kelly Loeffler, Ceo di Bakkt, sono stati svelati importanti aggiornamenti sul lancio di una delle piattaforme più attese per il trading di Bitcoin futures a replica fisica. Ricordo che dietro Bakkt c’è l’ICE (Intercontinental Exchange), proprietario della New York Stock Exchange, una delle borse più popolari negli Stati Uniti.

Intanto Loeffler ha evidenziato come negli ultimi mesi ci sia stata una strettissima collaborazione con la CFTC (Commodities Futures Trading Commission) per sviluppare una piattaforma che soddisfi le esigenze dei clienti e che al tempo stesso sia conforme alle normative federali statunitensi.

I primi test UAT (User Acceptance Testing) a cui parteciperanno attivamente anche gli utenti, avranno inizio a luglio 2019 e saranno utilizzati per testare il modello di trading e il servizio di custodia.

Secondo il Ceo di Bakkt “i nuovi contratti future sul bitcoin sono stati plasmati dopo numerosi scambi di idee con le controparti e offrono caratteristiche uniche di trading, sicurezza e gestione del rischio“.

Le caratteristiche principali dei Bitcoin futures di Bakkt

  1. Saranno fornite due tipologie di contratti, giornalieri e mensili, così da adattare l’esperienza di trading alle esigenze temporali degli utenti;
  2. la formazione del prezzo relativa all’asset di riferimento (Bitcoin) sarà fornita direttamente dall’Intercontinental Exchange Futures US e sarà supportata da tools di analisi per rilevare eventuali pratiche scorrette (come il wash trading). In sostanza Bakkt avrà un proprio Benchmark di riferimento, senza affidarsi agli attuali Spot market del settore non regolamentati.
  3. i contratti futures saranno gestiti direttamente dall’ICE Clear US, compresa la raccolta e la variazione del capitale iniziale a garanzia (margine);
  4. Bakkt contribuirà con $ 35 milioni a garanzia e sicurezza di tutti gli investitori, in modo da coprire eventuali “buchi” causati da una mancata margin call, magari a causa di uno spike improvviso della quotazione;
  5. per l’acquisto e la conservazione dei Bitcoin sarà fornito un servizio di custodia integrato approvato dalle autorità USA, regolarmente assicurato e protetto da eventuali attacchi informatici, che implementerà dei software anti-riciclaggio e di analisi blockchain.

La nota si conclude con l’auspicio che i nuovi acquisti della società (come il Consigliere generale Marc D’Annunzio) contribuirnno a rendere ancora più efficiente e competente il team di gestione della piattaforma Bakkt. 

Kelly Loeffler conclude con un’interessante considerazione, quando rivendica il lavoro svolto da Bakkt per aumentare la visibilità delle Valute Digitali rendendole più “mainstream” e la fattiva collaborazione tenuta con gli utenti e le autorità statunitensi: infatti al fine di sviluppare una coscienza collettiva utile a favorire la diffusione degli asset digitali, sarà necessaria una fattiva collaborazione tra le imprese e i responsabili politici ed è esattamente quello che sta portando avanti Bakkt.

Forse siamo davvero all’alba di una nuova era.

 

 

Reset dell’autenticazione a due fattori su Binance

Reset dell’autenticazione a due fattori su Binance

Ho ricevuto diversi messaggi in merito al reset della 2FA. Mi rendo conto che per un utente poco esperto possa sembrare qualcosa di estremamente complesso ma ti assicuro che con questa guida non avrai alcuna difficoltà a completare tutti i passaggi. Dunque niente paura e andiamo a vedere come effettuare il reset della nostra autenticazione a due fattori su Binance. 

  1. Assicurati di avere con te il telefono in cui è installata l’applicazione per l’autenticazione a due fattori (le più diffuse sono Google Authenticator e Authy). A questo punto procedi con il log in su binance e vai nella sezione “My account“.
  2. Trova la sezione dove è indicata l’applicazione che utilizzi per l’autenticazione a due fattori e clicca su “disable

reset 2FA Binance       3.  Inserisci la password che usi per loggarti su binance e il codice 2FA generato dalla tua app, poi premi “submitreset 2fa binance

      4. Adesso torna sulla pagina My Account e alla voce 2FA dovresti trovare questa situazione

reset 2fa binance

5. Una volta che ti sei assicurato che l’autenticazione a due fattori su Binance è disabilitata vai nell’app (sul telefono o su  qualsiasi dispositivo utiizzi per generare il codice 2FA) e cancella il vecchio account di binance (vai su impostazioni o settings, seleziona l’account di Binance e rimuovilo). Fai attenzione a cancellare solo quello di binance, così da non compromettere l’accesso alle altre piattaforme che hai collegato con la tua app di 2FA. 

6. Se non lo hai già fatto, a questo punto cambia la password di accesso a binance.reset 2fa binance

7. Inserisci la vecchia password, poi 2 volte quella nuova e alla fine premi su change password. Ora devi loggarti con la nuova password.reset 2fa binance

8. Una volta che hai effetuato il nuovo log in, torna sulla pagina My Account e premi suenableaccanto alla voce riferita alla tua app 2FAreset 2fa binance

9. Ora ti comparirà questa schermata e dato che l’app per la 2FA è già pronta, clicca su “next step”reset 2fa binance

10. Ora ti comparirà il QR code da scannerizzare. Vai nell’applicazione sul tuo telefono, seleziona la voce aggiungi account e segui le istruzioni per scannerizare il QR code e collegare nuovamente l’account di binance alla tua app. 

11. Ricorda di salvare la tua chiave di Backup. In caso di smarrimento del dispositivo che utilizzi per l’autenticazione a due fattori, questo codice è l’unico che ti consente di recuperare l’account. Diversamente dovrai seguire delle noiose e lunghe procedure per ripristinarlo.reset 2fa binance

reset 2fa binance

12. Ora inserisci la nuova password del tuo account binance e il codice 2FA generato dalla tua app e clicca su “enable google authenticatorreset 2fa binance

13. L’autenticazione a 2 fattori è stata riabilitata correttamente!

Come hai visto è tutto molto semplice, dunque ora non ti resta che seguire i vari step indicati nel tutorial e procedere al reset della tua autenticazione a due fattori su Binance! 

Bitfinex lancia la sua Initial Exchange Offering

Bitfinex lancia la sua Initial Exchange Offering

Da qualche ora circola in rete una bozza del whitepaper relativo alla IEO del token di Bitfinex LEO, che sarà offerto prima a investitori privati e dal 10 maggio sarà disponibile al pubblico.
 
L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento del miliardo di dollari e se tale importo sarà raggiunto in fase di private offer (cosa molto probabile dato che da indiscrezioni pare siano stati raccolti già 600 milioni nda) ovviamente la fase pubblica non avrà luogo.
 
Questa mossa è chiaramente un tentativo per uscire dall’angolo dopo che nei giorni scorsi è emerso che $ 850 milioni sono stati congelati dalle autorità statunitensi, polacche e portoghesi in seguito a un’indagine. 
 
Ifinex, la società che gestisce Bitfinex e Tether, si è sempre dichiarata tranquilla e confida nel fatto che in poche settimane l’importo sequestrato sarà restituito.
 
Nel dubbio comunque, con questa iniziativa che sembra aver suscitato grande entusiasmo tra gli investitori, Ifinex mette in campo il piano B.
 
E che piano B!
 
Andiamo ad analizzare rapidamente i punti salienti del whitepaper:
 
  • la struttura del token Leo sembra essere molto simile a quella di Bnb (l’utility token di Binance);
  • Ifinex procederà al buy back e al burn del token Leo una volta rientrata in possesso degli 850 milioni attualmente congelati, entro 18 mesi dal lancio della IEO);
  • anche l’80% dei bitcoin recuperati dopo l’hacking di Bitfinex nel 2016 sarà impiegato per il burning dei token Leo;
  • è prevista una percentuale di sconto sulle fee per i depositi, i prelievi e il trading.

In conclusione Leo sarà una parte essenziale dell’ecosistema di IFINEX. 

Questi eventi dimostrano come l’intuizione di Binance di affiancare le Initial Exchange Offering (IEO) alle vecchie Initial Coin Offering (ICO) sia stata una strategia premiante, infatti sono convinto che nei prossimi mesi le migliori opportunità di investimento verranno proprio dalle IEO delle piattaforme più prestigiose del settore, come Binance e Bitfinex.
 
 
 
Binance lancia Binance Chain e dice addio a Ethereum

Binance lancia Binance Chain e dice addio a Ethereum

Giovedì Binance ha annunciato che il 23 aprile dovrebbe lanciare Binance Chain, una blockchain pubblica che supporterà i tokens BNB, all’interno della quale presto sarà integrato anche l’exchange decentralizzato di Binance.

Allo stesso tempo, e questa è una notizia dalla portata rivoluzionaria per il settore delle criptovalute, Binance autorizzerà altri progetti a sviluppare nuovi tokens sul suo network, abilitandoli a lanciare Initial Coin Offering (ICO) e a raccogliere fondi in Binance Coin (BNB).

Subito dopo l’annuncio del lancio della sua mainnet, così come i dettagli per lo swap in BNB, Binance ha rivelato che Mithril (MITH) sarà il primo progetto a vedere i suoi tokens migrare sulla Binance Chain.

binance mithril

Mentre Mithril è stato il primo progetto ad annunciare la migrazione sulla Binance Chain, altri ora stanno iniziando a seguire il suo esempio: infatti Red Pulse, una piattaforma di marketplace dedicata all’economia cinese, ha rivelato che presto migrerà sulla blockchain di binance.

Subito dopo l’annuncio, Mith e Red Pulse hanno fatto registrare rialzi importanti sulle ali dell’entusiasmo.

Anche l’Enjin token, appartenente all’omonimo wallet, sta segnando guadagni considerevoli subito dopo aver annunciato il supporto alla Binance Chain.

Alla luce degli ultimi sviluppi, c’è la seria possibilità che Binance diventerà una token factory in grado di insidiare una considerevole fetta di mercato al momento appannaggio di ethereum.

Se andiamo ad analizzare velocemente i due token (ETH e BNB) scopriremo come la politica di Binance di procedere a dei “burn” periodici di BNB, favorirà una crescita qualitativa del proprio token, contrariamente a ETH che al momento presenta decisamente un profilo inflazionistico.

Dunque dopo il bitcoin con il suo RGB Lightning Asset Protocol, anche Binance ha deciso di scendere nell’arena dei network dedicati alla tokenizzazione e a questo punto per ethereum si aprono nuovi scenari in cui il team dovrà impegnarsi a fondo per tenere il passo dei concorrenti e sviluppare degli upgrade adeguati.

 

 

Breakout del bitcoin, assalto ai $5000

Breakout del bitcoin, assalto ai $5000

Dopo i numerosi tentativi degli ultimi mesi frustrati da volumi non adeguati e dalla mancanza di compratori, il bitcoin è riuscito a violare la zona di resistenza sul livello 4400/4200 dollari per giungere senza grandi difficoltà a ridosso dei $ 5000, importante soglia psicologica.

In caso di rottura di tale livello, presumubilmente il bitcoin non troverà più grandi ostacoli fino ai $ 6000. 

Ovviamente non sarà facile, anche se nelle ultime ore i volumi sembrano sostenere il movimento. Cercare di stabilire con assoluta certezza una rottura o meno dei 5000 dollari è quasi impossibile ma quello che possiamo e dobbiamo fare è analizzare cosa ha determinato il breakout degli ultimi giorni.

Una premessa prima di iniziare: non è ancora il momento di farsi prendere dai facili entusiasmi, perchè la strada da fare prima di arrivare a una sostanziale inversione del beartrend è ancora lunga.

Ma è palese come negli ultimi mesi ci siano stati diversi segnali importanti.

Eventi e novità del settore

E’ innegabile che il 2019 si è aperto all’insegna di una ritrovata vitalità per il settore delle valute digitali, dopo un 2018 decisamente negativo.

Se torniamo con la memoria al biennio 2016/2017 ricorderete come il rilascio di testnet, il lancio di mainnet, partnership importanti e upgrade dei vari network fossero eventi all’ordine del giorno.

Ebbene negli ultimi mesi questa vitalità è tornata prepotentemente sul mercato e tutto ciò contribuisce a creare un sentiment improntato all’ottimismo (il lancio delle testnet dei DEX di Binance e Bitfinex, partnership importanti all’ordine del giorno, colossi bancari e delle comunicazioni che investono pesantemente nel settore, upgrade importanti dei principali network).

Questi eventi sono stati tra i principali catalizzatori per i rialzi importanti del 2017, culminati poi con la bull run di dicembre al momento del rilascio dei primi Bitcoin Futures alla CME di Chicago (piccola coincidenza, a fine anno probabilmente avremo a regime BAKKT e il primo Bitcoin ETF).

Nel 2018, in seguito al declino importante della capitalizzazione del comparto, ovviamente abbiamo assistito a una rarefazione importante di questo genere di iniziative, ma ritengo che nel corso del 2019 l’analisi fondamentale giocherà un ruolo importante nelle analisi di mercato.

Criticità

Se è vero che dal punto di vista fondamentale il bitcoin e le principali criptovalute sembrano beneficiare di questo clima di rinnovata fiducia, le maggiori criticità a mio avviso sono da ricercare nell’analisi tecnica e dei volumi.

Il problema dei volumi è ormai noto a tutti: quelli dichiarati da coinmarketcap spesso e volentieri sono gonfiati nell’ordine del 70/90%, a causa della vergognosa pratica di molti exchange (non tutti per fortuna) di gonfiare i propri volumi di trading nelle 24 ore. Se vuoi approfondire l’argomento in questo video ho spiegato tutto nel dettaglio

A dimostrazione di come i bassi volumi rendano vulnerabile il mercato alle manipolazioni del prezzo (in entrambe le direzioni, visto che con gli strumenti finanziari attuali è possibile guadagnare dai rialzi quanto dai ribassi) c’è proprio la notizia rilanciata da Reuters secondo cui il rialzo del 2 aprile sarebbe stato propiziato da un maxi ordine di 100 milioni di dollari piazzato su 3 diversi exchange (Coinbase, Kraken, Bitstamp) ma riconducibile a una stessa entità.

Infatti dall’osservazione dei dati degli scambi appena citati, si evince un’impennata sincronizzata dei volumi di circa 7000 bitcoin in un’ora.

Con questo non sto dicendo che l’acquisto faccia parte di una manovra speculativa (anche se una domanda mi sorge spontanea: come mai l’investitore/i non si è rivolto al mercato Over the Counter, decisamente più attagliato all’esigenza?), ma voglio mettere l’accento su un fatto incontrovertibile, e cioè che i bassi volumi degli ultimi mesi e una capitalizzazione di circa 70 miliardi di dollari (prima del breakout di ieri) rendono il bitcoin e tutto il mercato esposto e vulnerabile a potenziali manipolazioni.

Infatti 100 milioni di dollari possono sembrare molti, ma vi assicuro che solo le transazioni giornaliere over the counter sono nell’ordine di miliardi di dollari (le transazioni OTC hanno la particolarità di non inficiare direttamente la quotazione di un asset, in questo caso bitcoin).

Dunque qualsiasi grande investitore o fondo d’investimento con una disponibilità medio-bassa, dato che a certi livelli 100 milioni di dollari sono la base, può causare un movimento importante del prezzo del bitcoin (si può arrivare anche al 20% come abbiamo visto) con tutto ciò che ne consegue.

Purtroppo fino a quando non torneremo a una capitalizzazione vicina a quella raggiunta a fine 2017, il mercato sarà sempre soggetto a questo genere di dinamiche e questo è un dato di fatto.

Analisi dell’azione del prezzo

bitcoin analisi prezzo

Da un’analisi squisitamente tecnica, dopo il breakout del 2 aprile e il primo test della resistenza a $ 5000 possiamo aspettarci un pullback e un test del livello 4400/4200 (nel frattempo diventato supporto). Se i volumi delle ultime 24 ore continueranno a sostenere la quotazione e la pressione dei compratori rimarrà costante nei prossimi giorni non mi sento di escludere totalmente una rottura secca anche dei 5000 dollari, anche se questo scenario è decisamente quello meno probabile.

Buon trading

 

Trading Over The Counter: il nuovo campo da gioco del mercato delle criptovalute

Trading Over The Counter: il nuovo campo da gioco del mercato delle criptovalute

Con la crescente tendenza delle grandi istituzioni finanziaria a investire in bitcoin e criptovalute, tutte le principali piattaforme del mercato si stanno dotando di desk per il trading Over the Counter.

Il trading Over the Counter consente agli investitori di effettuare transazioni private, senza passare per un exchange o intermediari.

I vantaggi sono molteplici, infatti di solito parliamo di scambi nell’ordine dei milioni di dollari, ai quali è possibile affiancare una vera e propria trattativa per generare vantaggi a beneficio di tutte le parti interessate alla transazione.

A dimostrazione di come i grandi investitori e i principali fondi d’investimento prediligano le transazioni OTC, a novembre 2018 la MV index Solution (una sussidiaria della Van Eck, la società che in collaborazione con la Cboe ha depositato presso la Sec l’istanza per il rilascio dei primi Bitcoin ETF) ha lanciato il suo Bitcoin Index basato sui 3 principali desk OTC.

I numerosi vantaggi derivanti dalla presenza di un importante indice che rifletta le quotazioni degli scambi che avvengono Over the Counter, potranno aprire la strada a prodotti finanziari importanti, quali appunto gli ETF, grazie a un notevole miglioramento della trasparenza dei prezzi.

A tal proposito, a novembre 2018 la banca d’affari Morgan Stanley ha pubblicato un report dal titolo “Aggiornamento: Bitcoin, Criptovalute e Blockchain”, dove ha evidenziato come le banche centrali e i principali enti regolatori si stiano “abituando” all’idea di una più diffusa adozione sia del Bitcoin che della tecnologia blockchain nel suo complesso.

Insieme alla nuova percezione del bitcoin come asset per investimenti istituzionali, gli operatori coinvolti si rivolgono sempre di più agli scambi Over the Counter grazie appunto agli enormi vantaggi offerti da questa tipologia di trading.

Gli investitori istituzionali continuano ad aumentare

L’idea generale è quella secondo cui i grandi investitori stiano aspettando il rilascio di strumenti finanziari importanti, quali i Bitcoin ETF, prima di entrare nel mercato delle Valute Digitali.

Ma l’analisi dei volumi OTC degli ultimi mesi raccontano un’altra storia.

Gli appassionati di criptovalute parlano spesso di come il denaro istituzionale potrebbe determinare una nuova bull run simile, se non più impetuosa, di quella di fine 2017.

Questa cosa in realtà sembra stia accadendo in modo silenzioso senza attirare troppo l’attenzione.

Molte delle più grandi società di mining hanno creato dei desk OTC per vendere le proprie monete senza affidarsi agli exchange del settore e ovviamente è qui che si rivolgono i grandi investitori.

desk over the counter

Infatti il trading Over the Counter ha fatto registrare una crescita esponenziale nel corso del 2018.

Secondo i rapporti della Digital Asset Research e del Gruppo TABB, ad aprile 2018 il volume giornaliero degli scambi OTC era di circa $ 250 milioni, mentre alla fine dell’anno sono stati raggiunti picchi di $ 15 miliardi al giorno!

Questo è dovuto a delle precise dinamiche e se analizziamo a fondo il meccanismo, scopriremo che in realtà è un’evoluzione del tutto naturale.

Infatti da un lato i miners di bitcoin hanno grandi quantità di monete da vendere e. ovviamente, per evitare di incidere negativamente sul prezzo, preferiscono rivolgersi al mercato Over the Counter.

Dall’altra parte abbiamo i grandi investitori che vogliono procurarsi enormi quantità di monete che, se acquistate negli spot market attraverso gli exchange, determinerebbero un aumento delle rispettive quotazioni.

Così la convergenza degli interessi delle grandi società di mining e dei fondi d’investimento ha di fatto favorito l’esplosione del trading Over the Counter.

C’è da scommettere che in futuro gli scambi OTC continueranno a beneficiare di questo enorme flusso di capitali “sotterraneo”, che ha il pregio (o il difetto, dipende dai punti di vista) di influenzare poco o niente la quotazione del bitcoin, e che garantisce tutta una serie di vantaggi a quegli investitori che dispongono di grandi capitali da investire e non desiderano utilizzare gli exchange del mercato, che ricordiamo nella maggior parte dei casi sono pur sempre delle piattaforme non regolamentate.

Se sei interessato a concludere una o più transazioni sul mercato Over the Counter, scrivi una mail a info@bitcoinfacile.org e riceverai tutti i dettagli sul nostro servizio di assistenza, consulenza e desk sul trading OTC. 

 

Facebook
Visit Us On Twitter