Diversificazione di un portafoglio d’investimento: quanto è importante?

Diversificazione di un portafoglio d’investimento: quanto è importante?

Per diversificazione intendiamo la distribuzione del rischio legato all’investimento, in attività o asset class che hanno una relazione debole o assente. Il famoso detto “non mettere tutte le uova nello stesso paniere” rende bene l’idea e riflette in modo inequivocabile il principio di fondo di uno dei più importanti strumenti nell’arsenale di ogni investitore che si rispetti.

C’è una persona al mondo che può essere giustamente definita il “re della diversificazione“: questo è Warren Buffet. È l’unica persona nella top ten di Forbes che ha fatto fortuna solo attraverso attività di investimento. Il suo portafoglio di investimenti comprende una cinquantina di società appartenenti a settori diversi. Anche se, per assurdo, le azioni di dieci società dovessero  scendere di prezzo contemporaneamente, Buffet subirà sì delle perdite relative, ma non rischierà la bancarotta.Warren Buffet

Un altro noto investitore che merita attenzione è Bill Gates. Probabilmente quando si sente questo nome viene subito in mente Microsoft, di cui Gates è co-fondatore. I suoi primi profitti, che gli hanno permesso di diventare uno degli uomini più ricchi del mondo, provengono proprio da Microsoft. Dal 2001 Gates ha venduto buona parte delle sue partecipazioni e nel 2014 infatti possedeva solo il 4% delle azioni Microsoft. Nel 1995, Gates ha creato il fondo d’investimento Cascade Investments, gestito da Michael Larson. Secondo lo stesso Larson, la strategia di Buffett è senza dubbio tra le più profittevoli e infatti il fondo è strutturato su un piano conservativo simile: buy and hold. Il portafoglio di investimenti del fondo comprende oltre trenta società di vari settori.

In entrambi gli esempi, viene effettuata una selezione accurata e meticolosa delle attività sottostanti, poiché la base del portafoglio di investimenti è la diversificazione del rischio. Numerosi fattori possono influenzare il prezzo delle azioni delle società: crisi finanziarie, rapporti trimestrali, conflitti politici, catastrofi naturali e fattore umano. Sia che il tuo portafoglio sia di $ 100 che di $ 1 milione, i rischi potenziali dovrebbero essere sempre mitigati. Il principio di fondo è quello secondo cui i capitali degli investitori confluiscono costantemente da un settore all’altro; quindi quando un settore soffre, un altro ne trae beneficio.

 

Come diversificare il rischio

L’infezione da coronavirus ha causato l’inizio della crisi del 2020. Quasi tutti i settori dell’economia hanno avuto pesanti contraccolpi e tra i più colpiti abbiamo il settore energetico, finanziario, manifatturiero, turistico e al dettaglio. Le azioni delle società di questi settori, ovviamente, hanno subìto ingenti perdite e in alcuni casi non si sono ancora riprese. Il tasso di disoccupazione è aumentato in tutto il mondo e molti analisti prevedono un decremento del il PIL mondiale del 6% nel 2020, il che sarebbe un record (negativo) assoluto.

Tuttavia dobbiamo considerare anche quelle aziende e società che, nonostante la pandemia, hanno continuato a garantire buone performance e chiaramente stiamo parlendo delle compagnie IT e dell’high tech:

  • Rivenditori online: Amazon, Ebay, Alibabà e altri
  • Servizi di streaming: Netflix, Twitch e altri
  • Ristoranti e servizi di home delivery: Papa John’s, Mc Donald’s e altri
  • Sviluppatori di videogiochi: Activision Blizzard, Electronic Arts e altri
  • Comunicazioni online: Zoom, Facebook, Snapchat e altri;
  • Produttori hardware e software: Intel, AMD, Nvidia, Microsoft e altri.

Inoltre, anche l’oro si è rafforzato nei confronti del dollaro, in quanto viene tradizionalmente considerato un bene rifugio contro le incertezze del mercato azionario e l’inflazione. I prezzi delle materie prime, in particolare del petrolio, sono scesi drammaticamente seguiti dalle azioni delle società minerarie e di raffinazione.

Per comprendere i reali vantaggi della diversificazione del rischio, diamo un’occhiata a 2 semplici esempi nel mercato reale. Comporremo idealmente due portafogli di investimento, ciascuno da $ 10.000, per un periodo che va dal 1 ° gennaio al 1 ° giugno 2020, ovvero durante uno dei momenti più difficili degli ultimi anni. Poi ne confronteremo le relative performance.

OPZIONE 1: Brent crude oil e azioni dell’American Express. Importo totale dell’investimento $ 10000 ($ 5000 per ogni asset).

Nel periodo di riferimento, il Brent è sceso del 44% da $ 66,5 a $ 37,2, mentre le azioni American Express sono scese del 25,2%, da $ 126,2 a $ 94,5. Per gli investimenti nel Brent il portafoglio ha perso $ 2.200 e per la parte relativa alle azioni AE $ 1.260. La perdita totale è di $ 3460 o del 34,6%. Allo stesso tempo, il massimo drawdown nel conto ha superato in due occasioni il 50%: il 18 marzo ha raggiunto il -54,5% e il 22 aprile il -55,5%. Potresti mai reagire con calma a questa eventualità? Improbabile. E il risultato finale di meno $ 3460 nel conto trading difficilmente può essere definito qualcosa di piacevole.

OPZIONE 2: Diversifichiamo un po’ il nostro portafoglio. Al Brent e alle azioni American Express aggiungiamo quelle della Activision Blizzard e infine oro e bitcoin. Investimento iniziale sempre di $ 10000 ma questa volta ripartito in $ 2000 su ogni asset.

  • Il Brent è sceso del 44% da $ 66,5 a $ 37,2, registrando una perdita di $ 880.
  • Le azioni American Express sono scese del 25,2%, passando da $ 126,2 a $ 94,5. Perdita netta di $ 504.
  • Le azioni di Activision Blizzard sono aumentate del 25,4%, da $ 58,7 a $ 73,5.  Profitto di $ 508.
  • L’oro è aumentato del 15%, da $ 1,517 a $ 1,744, per un profitto di $ 300.
  • Infine il bitcoin è cresciuto del 45,9%, da $ 7,150 a $ 10,429, per un profitto di $ 918.

Il rendimento totale del portafoglio è stato di $ 342 o 3,42%. Come puoi vedere, il risultato è significativamente diverso da quello del primo caso. Se ritieni che il 3,42% non sia un profitto così grande in un arco temporale di 5 mesi, ricordiamoci che stiamo parlando di uno dei periodi più difficili nella storia dell’economia mondiale contemporanea e nonostante tutto il portafoglio è stato in grado di generare una piccola plusvalenza. Certo, vi sono stati dei momenti di drawdown, ma non così impattanti come quelli del primo esempio. Il massimo drawdown del portafoglio dell’opzione 2 si è verificato il 13 marzo, durante il periodo del crollo generale dei mercati finanziari, ed è stato del 28,18% (circa la metà se paragonato al caso 1). Il risultato è palesemente diverso.

 

Gli errori nella diversificazione

L’errore principale che spesso si riscontra nella composizione di un portafoglio è proprio la mancata diversificazione. Ad esempio, un portafoglio d’investimento composto da varie criptovalute difficilmente si potrà considerare diversificato, poiché parliamo di un’asset class in cui tutte le monete hanno un’elevata correlazione con il bitcoin. La situazione è la medesima anche nei mercati tradizionali. Investire in Papa John’s, McDonald’s e Subway non è una diversificazione, perché tutte le società appartengono allo stesso settore. Caso diverso se, oltre alle criptovalute o alle azioni di società di uno stesso settore, il portafoglio si compone anche di asset riconducibili ad altri settori.

Le regole principali per una corretta diversificazione

Abbiamo già visto come durante la fase di due diligence e di creazione del portafoglio sia essenziale contemplare una corretta diversificazione, al fine di mitigare il rischio a cui ci esporremmo con la concentrazione del capitale in poche asset classes, magari dello stesso settore.

Quando ad esempio investi nel mercato azionario, prova a scegliere società e start up sottovalutate, giovani e promettenti. Il principio dell’investimento di valore (Value Investment) è spesso applicato dal noto investitore Warren Buffett. Nel 2008 durante la crisi del sistema bancario, tutti gli investitori hanno scientemente evitato di acquistare azioni di banche e altri istituti finanziari. Warren Buffett invece scelse le azioni delle banche più sottovalutate, al di sotto del loro valore contabile, e le acquistò. Tali opportunità sono difficili da trovare in un momento di calma, tuttavia durante periodi di crisi sono occasioni che si presentano spesso e non vanno assolutamente mancate. Scegli diversi settori dell’economia: produzione all’ingrosso, vendita al dettaglio, edilizia, medicina, società IT, fondi di investimento. La quota di portafoglio riservata a ogni asset class non deve mai superare il 20/25%.

I limiti delle strategie di diversificazione

Chiaramente la diversificazione non è la panacea di tutti i mali e da sola non può essere sufficiente a garantire ottime performance. Esistono numerose strategie individuali, per il trading e per il risk management all’interno di una società d’investimento. Spesso nuove strategie si sviluppano in seguito a eventi negativi (leggasi ad esempio lo shock sistemico innescato dal Covid-19), palesando l’inefficacia dei vecchi metodi.

Non esiste un modello ideale per la diversificazione del rischio, ma una strategia diversa per ciascun caso. Il compito della diversificazione infatti è quello di ridurre le potenziali perdite. C’è un famoso detto che spiega al meglio la situazione: “Speriamo per il meglio, ma ci prepariamo per il peggio“.

Anche il modello di diversificazione più semplice può assolvere egregiamente il suo compito.

Come iniziare a diversificare il proprio portafoglio

La diversificazione è dunque uno strumento utile a ridurre il rischio e le potenziali perdite. Tuttavia non sostituisce in alcun modo un’attenta analisi in fase di due diligence delle asset classes in cui si decide di investire. Se questa valutazione non viene eseguita meticolosamente, allora anche le strategie e i modelli più sofisticati di diversificazione saranno inefficaci.

Sarà fondamentale bilanciare adeguatamente le attività sottostanti rischiose con quelle protettive, scegliendo da sei a otto classi di asset su cui investire. Seguendo queste semplici regole, la probabilità di scontare una perdita superiore al 10% si riduce sensibilmente e le opportunità di guadagno saranno molto più elevate rispetto a quando si investe in un solo settore.

Dopo aver selezionato gli asset è necessario determinare il punto di ingresso corretto, ovvero cercare di acquistare al prezzo più basso, coerentemente con lo scenario di mercato. L’analisi tecnica può contribuire a individuare il prezzo d’ingresso ottimale per una determinata fase.

Se vuoi avvicinarti ai successi di Warren Buffett e Bill Gates che abbiamo illustrato nella prima parte dell’articolo, allora devi familiarizzare con le strategie e i modelli di diversificazione. Non importa quale sia la dimensione del tuo portafoglio d’investimento; è necessario valutare adeguatamente i rischi per qualsiasi importo utilizzato. Le crisi, i disastri naturali, i disordini all’interno di paesi sovani, i rapporti trimestrali delle società quotate in borsa, sono tutti eventi difficili da prevedere. Quindi assicurati di gestire adeguatamente i rischi in anticipo.

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Grayscale: il Bitcoin è la nuova riserva di valore mondiale

Grayscale: il Bitcoin è la nuova riserva di valore mondiale

La crisi di liquidità generata dai lockdown per contrastare la diffusione del covid-19 ha portato in recessione l’economia globale. Dopo i timidi tentativi di reazione a inizio marzo a base del taglio dei tassi d’interesse (armi spuntate a causa delle politiche monetarie espansive dell’ultimo decennio), i governi e le banche centrali ben presto hanno realizzato che le misure di stimolo da mettere in campo avrebbero dovuto essere di ben altro tenore. Infatti a oggi l’iniezione di liquidità nel sistema finanziario ha raggiunto i livelli record di $ 255 trilioni, pari al 350% del Pil mondiale.
 
Non c’è altra soluzione per favorire la ripresa dell’economia mondiale e ormai appare evidente che queste politiche monetarie e fiscali “accomodanti” saranno portate avanti anche nel medio lungo termine. Diversamente il rischio di una deflazione, che è proprio ciò che si sta cercando di evitare con le misure di stimolo in atto, si farà sempre più concreto.
 
In tale contesto, questo Quantitative Easing estremo favorirà nel lungo termine un aumento dell’inflazione e della svalutazione delle principali valute fiat e una simile dinamica appare già evidente in quei paesi in via di sviluppo come l’Argentina, il Libano e lo Zimbawe, che stanno vedendo le rispettive valute nazionali falcidiate dall’iper-inflazione.
 
Ragionevolmente nei prossimi mesi risparmiatori e investitori andranno alla ricerca spasmodica di quelle asset class che gli garantiscano di proteggere e al tempo stesso di remunerare il capitale. La crisi finanziaria attuale ha modificato nel profondo i vecchi schemi finanziari, infatti fino a qualche mese fa i Treasury americani (come i bond statali più solidi) assolvevano egregiamente questa funzione. Tuttavia il crash finanziario di marzo, i tassi d’interesse prossimi a finire in territorio negativo e lo spettro dell’inflazione, hanno palesato come non sia più premiante investire in titoli di stato “sicuri”.
 
In tale ambito, il bitcoin sta emergendo chiaramente come una nuova asset class per la riserva di valore. Sono settimane ormai che su Bloomberg e nei report dei principali asset manager e fondi d’investimento leggiamo valutazioni in tal senso e il motivo è ovvio: a fronte del QE messo in campo dalle banche centrali, il Bitcoin (BitfinexUSD) con l’halving di lunedì 11 maggio ha concretizzato in pieno la sua natura deflattiva e posto in essere il Quantitative Tightening con il dimezzamento dell’offerta monetaria futura e la relativa riduzione del tasso d’inflazione annuo che per la prima volta è all’1.8%, ben al di sotto del target delle principali banche centrali.
 
Nella video analisi al termine dell’articolo abbiamo approfondito tutti questi aspetti, analizzando nel dettaglio il report che il fondo Grayscale ha inviato ai suoi investitori, dove oltre a mettere in luce le dinamiche appena descritte ed evidenziare il nuovo ruolo del bitcoin all’interno del panorama finanziario, l’analista di Grayscale ha effettuato anche un interessantissimo parallelo con l’oro. Non esagero affermando che le conclusioni a cui giunge l’autore sono a dir poco sorprendenti.
 
Infatti oltre a definire l’oro letteralmente “ingombrante”, nel report si sottolinea come il ritorno all’utilizzo del metallo giallo come riserva di valore mondiale, significherebbe andare contro la tendenza alla digitalizzazione e al progresso tecnologico in corso. Il contesto economico internazionale oggi richiede un denaro digitale, portatile e accessibile a tutti, mantenendo allo stesso tempo le qualità di una riserva di valore a lungo termine.
 
Parole chiarissime e inequivocabili pronunciate da uno dei più grandi fondi d’investimento al mondo.
 
La definitiva consacrazione del bitcoin nel panorama finanziario internazionale.
 

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Rischio di una depressione mondiale sempre più concreto

Rischio di una depressione mondiale sempre più concreto

I mercati finanziari stanno attraversando una fase erratica. I dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti sono terribili e molto presto avremo statistiche simili nei principali paesi europei.

Il petrolio tenta di recuperare stabilmente i 30 dollari e il tentativo degli Usa di rialzare il prezzo va letto in ottica di sostegno alle aziende produttrici di shale oil, la cui produzione non è sostenibile agli attuali prezzi al barile. Ragionevolmente gli sviluppi degli ultimi giorni porteranno a più miti consigli i vari attori in campo e presto si raggiungerà un accordo sui livelli di produzione tra i membri opec e i non opec members.

Gli indici azionari sembrano essersi stabilizzati sugli attuali livelli di prezzo con un’attenuazione della volatilità. Ormai appare chiaro come i mercati abbiano già scontato l’effetto coronavirus e siano legati esclusivamente alle stime sui livelli di produzione (e di guadagno) delle varie società quotate.

Ovviamente il covid19 incide indirettamente su questo aspetto, infatti l’ibernazione economica mondiale è complementare alle misure di contenimento del virus che vanno a incidere sulle stime dei livelli di produttività nei prossimi trimestri.

Come ho già spiegato nella diretta di martedì (https://www.youtube.com/watch?v=4LnaJocsVn8&t), un’estensione dei lockdown potrebbe avere degli effetti irreversibili sulle economie interne dei paesi coinvolti e le misure di sostegno finanziario messe in campo dalle banche centrali potrebbero non essere più sufficienti a contenere lo shock per la sopravvenuta “morte cerebrale” dell’economia. Le prossime settimane saranno decisive in tal senso.

E il bitcoin come si sta adattando al contesto economico?

Il bitcoin negli ultimi giorni ha ridotto significativamente la sua relazione con gli indici azionari e la recente price action conferma questo trend. Anche se il mancato superamento dei 7000 dollari di ieri con rigetto immediato, conferma ancora come i volumi attuali non consentano dei breakout decisivi. Anzi se andiamo ad osservare nel dettaglio l’andamento del bitcoin durante gli ultimi 2 weekend, scopriremo che in entrambi i casi la moneta è andata a cercare il bottom di breve, sempre all’interno della figura evidenziata nel grafico (triangolo ascendente) e sostenuta dalla trendline che unisce i minimi crescenti dal dump di inizio marzo.

btc/usd

Dunque lo scenario più probabile nelle prossime ore è quello di un retest della suddetta trendline in area $ 6200/6300, anche se non è da escludere che il bitcoin trovi il bottom sul livello statico $ 6400/6500, vecchia R1 nel movimento iniziato lunedì. Questi livelli potrebbero fornire ottime opportunità di trading di breve qualora arrivassero delle conferme da parte degli indicatori tecnici e dagli oscillatori in oversold.

Lo scenario alternativo è quello di un breakout tecnico dei 7000 dollari accompagnato da volumi in aumento e a qual punto si dovranno valutare i nuovi livelli di prezzo statici e dinamici su cui effettuare gli ingressi.

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Rischio crisi finanziaria: Quale scenario ci aspetta?

Rischio crisi finanziaria: Quale scenario ci aspetta?

L’ombra di una crisi economica si fa sempre più ingombrante e la giornata di ieri è stata piuttosto indicativa in relazione agli sviluppi che potremmo avere nelle prossime settimane.

I mercati si aspettavano un sostegno delle banche centrali e infatti dopo il taglio dei tassi d’interesse della banca centrale australiana, i principali indici hanno reagito positivamente. Poi è arrivato il turno della Federal Reserve, che ha tagliato i tassi dello 0,5% e Wall Street è sprofondata al -3%. Questa potrebbe sembrare una contraddizione, infatti il taglio dei tassi d’interesse è una misura positiva nell’ottica dei mercati, poiché prelude a nuova liquidità in arrivo e crescita.

Ma se analizziamo bene il contesto in cui la decisione è maturata, in realtà c’è poco di cui rallegrarsi. Infatti la misura è stata introdotta in seguito a una riunione straordinaria e con l’unanimità del board.

Consideriamo anche come il taglio di mezzo punto dei tassi sia una misura che sottintende grande preoccupazione. Infatti l’ultima volta che si è verificata una situazione simile è stato nel 2008 in piena crisi finanziaria mondiale.

Gli investitori dunque hanno riscontrato un’analogia e si sono spaventati. Volendo fare una metafora che ben si adatta allo scenario attuale, è come se ci rivolgessimo al nostro medico perché ci sentiamo poco bene e lui decidesse di mandarci direttamente in terapia intensiva, magari allertando anche il parroco per il sacramento dell’estrema unzione, perché forse a breve ne avremo bisogno.

Un’altra tegola arriva dai rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni, con nuovi minimi storici a 1,02% e 1,64%. Per avere un metro di paragone, durante la crisi del 2008 i rendimenti dei buoni del tesoro americano a 10 e 30 anni erano rispettivamente al 2,08% e 2,53%.

rendimenti titoli del tesoro Usa

L’oro è scambiato stabilmente sopra i 1600 dollari e nelle prossime settimane potrebbe riprendere il suo rialzo, come si evince dal grafico impietoso che mostra il rapporto tra l’indice Dow Jones e l’oro.

Dow Jones - Gold ratio

 
Le prossime settimane saranno incandescenti e nelle ultime ore sta diventando chiaro che le misure messe in campo dai vari governi per contenere il coronavirus, potrebbero impattare ancora più drammaticamente sull’economia.
 
In Giappone dopo la chiusura delle scuole il governo ha annunciato che distribuirà $ 80 al giorno alle famiglie per non andare a lavoro e restare a casa con i figli. Secondo caso di Helicopter money dopo Hong Kong insomma. Anche in Italia il governo ha annunciato la chiusura delle scuole almeno fino a metà marzo.
 
In tale contesto, le politiche monetarie delle banche centrali a sostegno del sistema finanziario si faranno sempre più aggressive. Questa sembra essere l’unica soluzione per evitare il collasso del sistema (come del resto è chiaro dalla crisi del 2008 che ha evidenziato i problemi strutturali dell’economia mondiale, tutt’altro che risolti).
 
La problematica principale però, è che dopo un decennio di politiche monetarie espansive le banche centrali hanno le armi spuntate, infatti con i tassi d’interesse già ai minimi e i vari Quantitative Easing e Repo la base monetaria è già alle stelle.
 
Ma l’unica soluzione attualmente percorribile, congiuntamente a politiche fiscali più elastiche, sembra essere proprio quella di continuare a stampare denaro con l’auspicio che questa volta sia distribuito direttamente alle famiglie e ai consumatori (e non ai soliti noti banche in primis), attraverso politiche di Helicopter money.
 
La speranza è che queste politiche consentano di arginare la crisi e lo spettro della recessione. Purtroppo questo non è affatto scontato.
 

E il Bitcoin?

Nelle ultime 24 ore la situazione sul mercato crypto è sostanzialmente invariata. Il bitcoin continua a perseverare nel suo tentativo di consolidamento sopra la Daily Moving Aaverage 200, dopo aver tentato timidamente di riportarsi sopra i 9000 dollari.
 
La volatilità ai minimi da circa una settimana e il trading range che si va restringendo sempre di più, verosimilmente presto daranno luogo a un movimento impulsivo che andrà a stravolgere il quadro tecnico di breve in maniera significativa.
 
È importante sottolineare come nel momento in cui ieri la Fed ha annunciato il taglio dei tassi, il bitcoin ha registrato un picco di volatilità all’interno di una giornata sostanzialmente piatta.
Questo ci dimostra ancora una volta la forte influenza dei mercati tradizionali sul Bitcoin e più in generale su tutto il comparto crypto. Considerata l’attuale scenario, se sui mercati finanziari non avremo ulteriori movimenti estremi è ragionevole aspettarsi un nuovo tentativo del bitcoin di riguadagnare i $ 9000.
 
Consideriamo anche come la quotazione sia alle prese con il POC del 2020, area in cui compratori e venditori tendono a raggiungere l’equilibrio come si evince plasticamente dalla price action degli ultimi giorni.
 
btc usd daily
Dal punto di vista dei fondamentali abbiamo due notizie da segnalare.
 
La prima è relativa alla rimozione da parte della Corte Suprema indiana delle limitazioni e dei divieti alle società di servizi finanziari che desiderano operare nel settore delle criptovalute. Il divieto era in vigore dall’aprile del 2018, quindi questa è a pieno titolo una notizia importantissima per il settore, nella considerazione che stiamo parlando di uno dei paesi più popolati al mondo.
 
L’altra news è relativa all’incontro che c’è stato ieri tra il Segretario del tesoro Usa e i principali attori del settore crypto, per discutere della regolamentazione del settore. Da mesi gli Stati Uniti stanno producendo il massimo sforzo per stringere la morsa della regolamentazione sul mercato delle valute digitali (con scarso successo in realtà). Vedremo quali saranno gli sviluppi, ma ho la sensazione che molto presto gli yankee avranno cose più urgenti di cui occuparsi.
 

Considerazioni finali

La Federal Reserve ha operato in “stato d’emergenza” il taglio di 50 punti base ai tassi d’interesse, a circa 2 mesi dall’halving del bitcoin. Neanche il più ottimista degli investitori nel mercato delle criptovalute avrebbe potuto scrivere una sceneggiatura così “perfetta” (mi si conceda il termine), con la Fed che taglia pesantemente i tassi e avvierà ragionevolmente una politica monetaria aggressiva, nel momento esatto in cui l’offerta di bitcoin si dimezzerà a causa dell’halving.

I prossimi mesi saranno incandescenti.

Buon trading

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Il vaso di pandora è rotto: cosa dobbiamo aspettarci?

Il vaso di pandora è rotto: cosa dobbiamo aspettarci?

Il sistema finanziario sta affrontando la situazione più difficile dalla crisi del 2008. Le politiche monetarie espansive a base di liquidità senza fine e tassi di interesse prossimi allo zero non sono più in grado di sostenere il sistema, messo in crisi dalla diffusione del coronavirus che minaccia di minare alle fondamenta la crescita di tutti i paesi.

La situazione sul mercato è pressocché invariata rispetto agli ultimi giorni. Sembra che il bitcoin abbia trovato un buon supporto nel range di prezzo $ 8500 – 8700, dove sta cercando di stabilizzarsi (in mattinata la moneta ha stampato un nuovo minimo appena sotto gli $ 8500 sull’onda degli attacchi D-Dos subiti da bitfinex e Okex, risolti poi senza particolari problemi dalle popolari piattaforme). La capitalizzazione del mercato è attestata intorno ai 250 miliardi con la dominance del bitcoin al 64%.

Sui mercati tradizionali continua il bagno di sangue innescato dai timori di una pandemia a base di coronavirus. I principali indici mondiali in 2 giorni hanno lasciato sul terreno quasi il 10%, in un calo che per violenza ricorda quello dell’autunno del 2008. Anche il prezzo del petrolio è in calo, segno che gli investitori non credono in una ripresa della crescita nel medio termine. Addirittura l’oro sta scontando una correzione importante, dopo che nelle ultime settimane era cresciuto molto.

E questo è l’aspetto che forse spaventa di più: quando gli investitori hanno paura anche ad acquistare oro, significa che la situazione è dannatamente seria. Tuttavia se i principali indici azionari continueranno nella loro discesa all’inferno, è ragionevole aspettarsi che l’oro torni a correre avvicinandosi nuovamente ai 1700 dollari.

L’ultima speranza per i mercati azionari sono le banche centrali, che di certo proveranno a contenere i ribassi con una nuova imponente iniezione di liquidità (l’ennesima). Questa strategia avrà successo se ci saranno sviluppi positivi sul fronte coronavirus. Anche i tweet di Trump hanno smesso di sortire l’effetto “rinvigorente” sui mercati: a questo punto serve qualcosa di molto “più forte”.

E per il mercato crypto?

Nel medio lungo termine, un crash dei mercati azionari con una relativa recessione favorirà la crescita e lo sviluppo del bitcoin. Il probabile taglio dei tassi d’interesse della Federal Reserve sortirà lo stesso effetto.

Nel breve termine tuttavia, il bitcoin risentirà dell’ondata di panico che si sta riverberando nel sistema finanziario, poichè i fondi d’investimento e i grandi investitori liquideranno tutti gli asset percepiti come “rischiosi” e il settore crypto rientra a pieno titolo in questa categoria.

In futuro però, la domanda di un asset scollegato dal sistema finanziario tradizionale e non soggetto a inflazione come il bitcoin sarà inarrestabile (dopo l’halving il tasso d’inflazione del bitcoin scenderà all’1,8% annuo, al di sotto di tutti i target delle banche centrali mondiali).

Anche la misura estrema dell’helicopter money (ipotesi ventilata a Hong Kong con la distribuzione di 1200 dollari a ciascun residente) con la diffusione a pioggia di liquidità alla popolazione, verosimilmente avvantaggerà il bitcoin. Infatti buona parte di queste somme potrebbe confluire nel settore delle criptovalute.

Alla luce dello scenario odierno, non è da escludere un ulteriore calo del bitcoin che vada a ritestare il range di prezzo tra gli 8000/8200 dollari, avvicinandosi di molto al macro POC di lungo termine, che rappresenta il vero supporto chiave in questa fase.

Al contrario, se il bitcoin dovesse chiudere la candela giornaliera odierna sopra gli 8800 (MA 200 daily) dollari e nel corso del weekend riuscirà a tornare sopra i 9k, anche lo scenario tecnico di breve assumerebbe dei contorni decisamente più soddisfacenti.

Buon trading

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Bitcoin ecco il segnale d’acquisto di lungo termine

Bitcoin ecco il segnale d’acquisto di lungo termine

Dopo la correzione di sabato 15 febbraio e il successivo rimbalzo sul supporto dinamico della EMA 21 daily, il Bitcoin si è riportato per la terza volta in 10 giorni sopra i $ 10000 nel suo tentativo di consolidamento sopra la soglia psicologica dei 10k.
 
Inoltre sul grafico giornaliero il golden cross tra MA 50 e MA 200 ha dato un importante segnale d’acquisto di lungo periodo. Con l’aiuto dell’analisi tecnica analizziamo i livelli di prezzo più importanti e cerchiamo di stimare la price action nel breve termine.
 
Nella seconda parte del video faremo un focus sul COT report relativo ai Bitcoin Futures della CME.
 
Buona visione
Coronavirus, il cigno nero inaspettato?

Coronavirus, il cigno nero inaspettato?

Governi e mercati sembrano non dare più molta importanza agli sviluppi sulla diffusione del coronavirus. Ma la situazione è realmente sotto controllo?

Lo scenario macroeconomico internazionale negli ultimi anni ha raggiunto importanti livelli di crescita e solidità. Le fragilità strutturali del sistema finanziario, caratterizzate da un eccessivo indebitamento in ogni settore della società e dall’interconnessione indissolubile tra le economie mondiali, vengono ampiamente compensate dalle politiche espansive delle banche centrali, che iniettano liquidità nel sistema stimolando artificialmente i consumi, gli investimenti e le prospettive di crescita.

In tale contesto molti analisti hanno espresso timori sul rischio di una nuova recessione, ma al momento tutte le previsioni si sono rivelate fallaci. Questo perchè con le attuali politiche monetarie espansive, solo un grande shock sistemico può impattare sull’equilibrio dell’economia mondiale.

Questo grande shock potrebbe essere arrivato, inaspettato e improvviso: il coronavirus.

Cosa sappiamo del virus?

Il coronavirus è meno letale di altri, infatti al momento il tasso di mortalità è attestato intorno al 2%, ben al di sotto dei livelli raggiunti durante pandemie passate (Sars circa 9%). Però il contagio, che pare diffondersi anche in assenza di sintomi, è estremamente rapido e difficile da circoscrivere senza vaccini (che non saranno disponibili prima di 1 anno). Al momento i casi rilevati sono oltre 35000 e il grosso dei contagi è in Cina.

diffusione coronavirus

Purtroppo però questi dati potrebbero essere incompleti. Infatti in Cina a causa della carenza di posti letto negli ospedali molti malati non vengono diagnosticati e non sappiamo quanti di questi restano all’interno delle proprie abitazioni. L’altra nota dolente viene dall’Africa.

Al momento non si segnalano casi di coronavirus nonostante la forte presenza cinese nel continente e questo alimenta qualche sospetto. Non possiamo escludere dunque che la debolezza dei sistemi sanitari locali trasformi l’Africa in un nuovo focolaio del virus.

Un’altro aspetto da non sottovalutare è quello relativo al rapporto tra contagi e decessi: infatti l’epidemia è ancora recente e il numero delle vittime potrebbe aumentare nei prossimi giorni, incidendo sul tasso di mortalità. Inoltre, da un punto di vista economico e sociale, il numero dei malati va a impattare direttamente sulle attività produttive e sulla domanda aggregata.

Purtroppo i dati ufficiali confermano che almeno in Cina l’epidemia sta dilagando in modo esponenziale e potremmo essere solo all’inizio.

aumento contagi coronavirus

Al momento l’economia cinese è sostanzialmente ferma e, in un contesto globale estremamente interconnesso, gli effetti si riverberano a livello internazionale. Diverse multinazionali e aziende locali hanno interrotto le attività produttive prorogando le festività per il capodanno cinese fino a domenica 9 febbraio e il governo ha diffuso delle stime secondo le quali nel corso del 2020 ci sarà un rallentamento della crescita di 4 punti percentuali (dal 6.5 al 2.5%).

Se consideriamo che la Cina attualmente rappresenta circa il 15% dell’economia mondiale, secondo i modelli econometrici a ogni punto percentuale di crescita perso dalla Cina corrisponderà un rallentamento pari allo 0,3% nel resto del mondo.

Al momento non sappiamo cosa succederà in Cina da lunedì e non possiamo escludere che nel corso dell’anno la crescita si azzeri completamente, innescando una reazione a catena sui mercati.

A fronte di questi elementi di considerazione quasi certamente, dopo un periodo di iniziale sottovalutazione del fenomeno, nelle prossime settimane le borse sconteranno lo scenario internazionale incerto e i timori di una pandemia (come già accaduto nell’autunno del 2014 con il panico da virus ebola) e questa volta la situazione potrebbe essere più complessa. Infatti la notizia di oggi secondo cui 5 britannici sono stati contagiati da un connazionale rientrato da Singapore che li ha raggiunti durante una settimana bianca in Francia, contribuirà ad alimentare paura e incertezza.

Considerazioni finali

In conclusione se il coronavirus dovesse confermarsi un “black swan event” porterebbe con se delle conseguenze drammatiche. In un contesto internazionale caratterizzato da un’estrema interconnessione e da livelli di indebitamento superiori a quelli pre-crisi 2008, uno shock sistemico potrebbe innescare un effetto domino al pari, se non peggiore, di quello scatenato dal collasso dei CDO e del sistema bancario nel 2008. E questa volta le banche centrali avranno molte meno munizioni (i tassi d’interesse sono già molto bassi e le politiche monetarie espansive sono già in pieno corso d’opera).

Non possiamo escludere dunque che la situazione sia più complicata di quanto media e governi lascino intendere. A fronte delle ultime notizie sembra che il rischio di pandemia stia crescendo e, come abbiamo visto, un simile scenario avrebbe conseguenze molto negative che potrebbero inficiare seriamente i tassi di crescita globali.

La spirale potrebbe autoalimentarsi con effetti sui trasporti (si viaggerà sempre meno), sui cibi e materie prime che in alcuni casi potrebbero iniziare a scarseggiare scontando un deciso aumento dei prezzi, e sull’inflazione che potrebbe subire un aumento significativo costringendo le banche centrali a tagliare i tassi d’interesse.

In tale contesto, i metalli preziosi e in generale tutti gli asset anticiclici registreranno una notevole impennata e anche il bitcoin, nel ruolo di oro digitale, potrebbe beneficiare di uno scenario economico e finanziario permeato da paura e incertezza.

Auspico che quanto ipotizzato nell’articolo non si concretizzi mai e che le autorità sanitarie internazionali riescano a debellare il fenomeno implementando misure efficaci e risolutive.

Ma negli investimenti, come nella vita, è sempre opportuno prevedere tutti gli scenari possibili e approntare un piano B. 

Nel video l’analisi dell’impatto del coronavirus sui mercati e delle misure da implementare a protezione dei nostri portafogli. Oltre all’acquisto di bitcoin, una valida soluzione è quella dell’oro e grazie a Bitfinex oggi è possibile acquistare i token XAUT, un asset a replica fisica dell’oro che in sostanza ci consente di investire in oro fisico senza dover sostenere i costi di custodia.

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Bitcoin: analisi tecnica e fondamentale di lungo termine

Bitcoin: analisi tecnica e fondamentale di lungo termine

Bitcoin chiude gennaio in positivo del 30% rispetto ad inizio anno: come si evolverà il prezzo della criptovaluta? Analisi tecnica e fondamentale di lungo periodo.

Il bitcoin si appresta a chiudere il mese di gennaio con un rendimento davvero considerevole (al momento della scrittura siamo al +30% da inizio anno). Andiamo ad analizzare i principali driver tecnici e fondamentali che hanno guidato il movimento.

Dall’analisi del grafico settimanale si evince in modo inequivocabile come il bitcoin abbia rotto tecnicamente la trendline ribassista (primo step per un’inversione). L’altro aspetto da non sottovalutare è che una chiusura sopra i 9.555$ darà luogo a un higher high (massimo crescente), interrompendo così la sequenza di massimi decrescenti che accompagnano la quotazione da fine giugno 2019.

analisi bitcoin

La formazione di un massimo crescente è decisiva nel processo di inversione di un trend, che prevede appunto la rottura della trend line ribassista e la successiva formazione di una nuova struttura al rialzo che abbia come base di partenza sia un massimo che un minimo crescente (higher high e higher low).

I prossimi giorni saranno decisivi per stabilire se il bitcoin avrà la forza (e soprattutto i volumi) per stabilire un nuovo massimo crescente, violando il precedente massimo a 9.555$.

Comunque dal punto di vista squisitamente tecnico, è chiaro che la rottura di inizio gennaio del macro POC nell’area di prezzo 8.000/7.800 dollari sia stata fondamentale per fornire nuovo impulso alla quotazione, che proprio su quel livello ha costruito la base di supporto per la nuova struttura al rialzo di breve.

Come si evince dall’analisi del profilo volumetrico del bitcoin, il prossimo livello significativo è senza dubbio il range di prezzo 10.100$ – 10.300$, che potrebbe rivelarsi prima una solida resistenza statica (anche nella considerazione che i 10.000 dollari sono una soglia psicologica importante) e poi un supporto per la successiva struttura al rialzo di medio-lungo termine.

È chiaro che il bitcoin potrebbe ancora invertire la tendenza di breve con un pullback significativo, ma fino a quando la quotazione resterà sopra gli 8.000$ (e non è affatto scontato che li rivedremo) l’attuale struttura tecnica è ancora integra.

L’ultimo elemento di considerazione (non per importanza) è la rottura tecnica della media mobile giornaliera a 200 periodi, una delle resistenze dinamiche più arcigne sul cross BTC/USD. La rottura e il consolidamento al di sopra di tale livello è un ulteriore segnale di come il sentiment del mercato stia virando verso un cauto ottimismo.

bitcoin sentiment

Comunque, visti i livelli di volatilità che stanno caratterizzando le ultime settimane, per determinare le eventuali rotture dei livelli indicati in precedenza è sempre bene aspettare le chiusure delle candele giornaliere e, ancora più importanti, di quelle settimanali.

Passiamo ai fondamentali

Dal punto di vista dei fondamentali del mercato, il catalizzatore principale è sicuramente l’halving del bitcoin previsto per maggio 2020, che garantirà un dimezzamento dell’offerta proprio in un periodo storico in cui ragionevolmente assisteremo a un aumento della domanda.

Ciò che voglio dire è che potremmo essere di fronte a un cambio radicale nel rapporto e nell’equilibrio tra la domanda e l’offerta di bitcoin nel medio-lungo termine. Infatti, mentre l’halving di maggio 2020 ridurrà progressivamente l’offerta, la Cina e i principali Paesi asiatici hanno ufficialmente reso la blockchain un pilastro strategico nazionale, di fatto stimolando un notevole aumento della domanda che impatterà l’ecosistema da qui ai prossimi anni.

Consideriamo anche che le principali compagnie dell’high tech (come Google, Samsung, Facebook) stanno investendo ingenti risorse nel settore, nella consapevolezza che blockchain e valute digitali sono uno dei macro trend del futuro.

Se a questo aggiungiamo la dinamica che vede i cittadini dei Paesi in crisi monetaria fare incetta di valute estere più solide (dollaro, euro) e asset per la riserva di valore (come oro e Bitcoin) per proteggere i propri risparmi dall’iper-inflazione che continua a falcidiare le rispettive valute nazionali, lo scenario che abbiamo davanti è ancora più interessante.

crisi del bolivar

Bolivar necessari per l’acquisto di un rotolo di carta igienica in Venezuela. Immagine tratta dal libro Bitcoin Facile

Dobbiamo inoltre considerare un altro aspetto molto importante: l’inflazione del bitcoin è in calo costante e dopo l’halving di maggio 2020 passerà dall’attuale 3,8% all’1,8% annuo!

inflazione bitcoin

Dopo l’halving dunque, per la prima volta il bitcoin avrà un tasso di inflazione annuale inferiore rispetto al target del 2% imposto dalle principali banche centrali, e gli investitori internazionali iniziano a comprendere l’importanza di questo aspetto.

In ultima istanza, c’è da considerare la nascita e lo sviluppo della finanza decentralizzata. La DeFi infatti diventerà presto un nuovo paradigma del sistema finanziario tradizionale, superando le diffidenze iniziali di Stati ed enti regolatori che dovranno arrendersi all’avanzata di network decentralizzati, i quali trasformeranno vecchi prodotti finanziari in protocolli sicuri e trasparenti che non necessitano più di intermediari o di enti centrali.

La “backdoor” per quella parte di popolazione mondiale unbanked che attende di avere finalmente l’accesso a un nuovo sistema finanziario (si stima che solo negli Stati Uniti oltre 10 milioni di persone non abbiano un conto corrente e che nel mondo vi siano circa 3 miliardi di underbanked).

Infine, l’implementazione della blockchain come pilastro strategico nelle principali economie mondiali sarà il volano decisivo per lo sviluppo del settore DeFi. Exchange decentralizzati, prestiti peer-to-peer, pagamenti in valute digitali e tokenizzazione di assets saranno molto presto una realtà del mercato con cui tutti dovremo confrontarci.

Considerazioni Finali

Tutti gli elementi fin qui analizzati trovano un riscontro oggettivo nella recente price action del bitcoin: infatti. come abbiamo già accennato in precedenza, gennaio 2020 si sta per chiudere con un rendimento del +30%, che rappresenta la performance migliore nel primo trimestre dal lontano 2013.

Negli altri anni in cui il Q1 si è chiuso con un rendimento positivo (2017 e 2019) il Q2 è stato ancora più profittevole, con rendimenti trimestrali che hanno superato di gran lunga il 100%. E con l’hype generato dall’imminente halving, quei rendimenti non sono così fuori portata.

bitcoin primo trimestre 2020

Leggi l’articolo su Cointelegraph

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Bitcoin: analisi di breve 1 dicembre 2019

Bitcoin: analisi di breve 1 dicembre 2019

Dopo il break-out della neckline del testa e spalle formatosi nel grafico a 4h, come avevamo ipotizzato nella precedente analisi il bitcoin ha fallito il primo test della resistenza in area $7800, livello chiave negli ultimi mesi nel grafico BTC/USD. Analizziamo la situazione per determinare quello che può essere l’andamento della quotazione nel breve termine.

Dunque i bassi volumi del weekend hanno impedito al bitcoin di violare al primo tentativo la resistenza sui $ 7800 ed esattamente come avevamo ipotizzato nell’analisi di sabato la moneta è andata a ritestare l’area di supporto tra i 7200 e i 7400 dollari, dove passa la neckline del testa e spalle e soprattutto il livello 0.618 di fibonacci, parte superiore di quell’area di prezzo nota come “Golden pocket”, che si è mostrata un otimo supporto su cui il bitcoin sta tentando di impostare una nuova struttura al rialzo di medio termine.

La conferma di tale supporto, darebbe nuova forza alla quotazione come base per un retest più convinto della resistenza a $ 7800 che per essere efficace ha bisogno di volumi d’acquisto di portata superiore a quelli degli ultimi giorni. Di contro, anche il ribasso dal massimo di breve dei $ 7850 non sembra essere troppo convinto, infatti i volumi delle ultime ore sono decisamente sotto la media e al momento il range di prezzo $ 7200/7400 sta contenendo bene il calo, segno che i compratori non hanno difficoltà ad assorbire le vendite.

Dunque se nelle prossime ore avremo un rialzo della quotazione accompagnato da volumi significativi, ragionevolmente avremo un nuovo test della resistenza e a 7800 dollari e un tentativo del bitcoin di riportarsi sopra gli $ 8000. Diversamente, se la quotazione non sarà sostenuta da volumi adeguati assisteremo a un rallentamento dell’impulso rialzista, con il supporto a $ 7200 nuovamente sotto pressione e il livello 6800 dollari come prossimo target ribassista.

In tale contesto, è possibile aprire una posizione long all’interno della zona di supporto evidenziata in precedenza con take profit a livello della prossima resistenza  ($ 7800), avendo anche l’accortezza di piazzare uno stop loss molto stretto ($ 7050/7100) così da coprirsi nel caso di un cedimento tecnico dei $ 7200 ed esser pronti a riacquistare su livelli di prezzo più convenienti.

bitcoin margin trading

Un ultima nota sui dati del margin trading nelle principali piattaforme, che mostrano il sentiment degli investitori improntato all’indecisione vista la presenza ravvicinata di due livelli di resistenza e di supporto importanti, che rendono lo scenario di breve periodo molto incerto.

Buon trading

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Analisi tecnica e fondamentale del bitcoin di lungo periodo

Analisi tecnica e fondamentale del bitcoin di lungo periodo

Nell’analisi analizzeremo la price action del bitcoin, alle prese con la golden pocket dei ritracciamenti di fibonacci, oltre a valutare il profilo volumetrico così da individuare le aree di prezzo significative.

Nella seconda parte analizzeremo il fear and greed index per determinare il sentiment del mercato crypto e faremo chiarezza sulle notizie controverse che arrivano dalla Cina.

Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin continua a muoversi all’interno del trading range tra la resistenza dinamica data dalla media mobile giornaliera a 200 periodi, che passa in area 8700 dollari, e il supporto a $ 7800 che ha arrestato il ribasso iniziato il 24 settembre con la rottura dei 9000 dollari. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? 

Se analizziamo da vicino l’andamento della quotazione, vediamo che già da fine settembre la pressione sulla MA 200 daily è in aumento, segnale del tentativo messo in campo dai compratori di riportare il bitcoin sopra tale livello, che storicamente rappresenta lo spartiacque tra il trend al rialzo o al ribasso della moneta (la bull run di aprile è iniziata proprio con il break-out della suddetta MA 200). 

Relativamente al supporto, dall’analisi del profilo volumetrico del bitcoin vediamo che l’area con il maggior volume di scambio negli ultimi mesi è stata proprio quella tra gli 8000 e i 7800 dollari, il che significa che per i ribassisti non sarà affatto semplice violare tale livello.

bitcoin volume range

In tale contesto, dal punto di vista operativo abbiamo diverse soluzioni, tutte estremamente valide, che andranno ponderate in base alla propria soglia di avversione al rischio:

Opzione 1

Attendere il break-out tecnico della MA 200 daily con volumi significativi e l’eventuale pull back con conferma del livello, che andrà inteso come segnale per l’apertura di una posizione long di medio termine (un po’ come avvenuto ad aprile 2019 per intenderci).

bitcoin bull run

Opzione 2

Aspettare il re-test con conferma dell’area di supporto evidenziata in precedenza per sfruttare la strategia buy the dip di breve, che già nelle ultime settimane si è rivelata estremamente profittevole.

Opzione 3

Decisamente la più aggressiva, aprire una posizione long all’interno del falling wedge cercando di anticipare il break-out della MA 200 daily e la conseguente rottura al rialzo del canale discendente. In questo caso si dovrà necessariamente prevedere l’utilizzo di uno stop loss, che andrà impostato appena sotto il minimo di breve periodo in area $ 7700 o con un approccio più “conservativo” appena sotto gli 8000 dollari.

Come stanno giocando la partita i grandi investitori?

Un ottimo modo per leggere il mercato da una prospettiva differente, è quello di analizzare l’operatività degli “istituzionali” e dei fondi d’investimento.

Se è vero che le transazioni più importanti avvengono over the counter, cioè al di fuori dei canonici spot market e dunque i volumi non sono facilmente stimabili, quella che non può esser nascosta è la dotazione patrimoniale dei singoli indirizzi bitcoin (uno dei tanti pregi della blockchain).

Se infatti andiamo ad analizzare i wallet con più di 1000 bitcoin, scopriremo che l’accumulo iniziato a fine 2018 con la moneta a 3500 $ non si è affatto concluso, anzi il numero degli indirizzi dotati di importi superiori ai 1000 btc nelle ultime settimane ha superato le 2000 unità.

Certo qualche indirizzo sarà riconducibile agli exchange del settore, ma da un’attenta analisi è chiaro come i grandi investitori stiano continuando ad accumulare bitcoin nella convinzione che nei prossimi anni il valore della moneta abbia ancora importanti margini di crescita.

wallet con più di 1000 btc

Ad avvalorare questa lettura abbiamo il grafico dell’hashrate del bitcoin, che continua la sua crescita esponenziale e segna nuovi massimi storici in successione, mostrando come la sicurezza della blockchain sia in costante miglioramento e il network goda di ottima salute.
 
bitcoin hashrate

 

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Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

L’ultima settimana nel mercato crypto è stata sicuramente molto interessante, infatti le principali altcoin hanno fatto registrare rialzi importanti approfittando della fase incerta del bitcoin, che continua a lateralizzare all’interno del suo trading range.

Se analizziamo l’andamento delle ultime settimane del bitcoin, sempre più benchmark di tutto il comparto, vediamo che la quotazione continua a muoversi in sostanziale ranging market all’interno del triangolo discendente che ha come base il minimo di medio periodo a 9100 dollari e come ipotenusa la trend-line che unisce i massimi decresescenti da luglio in poi.

Questa trend-line, che si sta dimostrando una resistenza statica molto solida, attualmente passa in area $ 10300 dove infatti ha respinto ancora una volta la quotazione.

Il trading range all’interno della figura si sta restringendo lentamente ma inesorabilmente e questo sta portando a una compressione del prezzo che prima o poi causerà un violento movimento impulsivo con la rottura della figura.

Stimare adesso la direzione del break-out non è semplice, anche perchè i bassi volumi che stanno accompagnando il bitcoin nelle ultime settimane lo espongono a manovre speculative da parte di quegli investitori che, pur non disponendo di risorse ingenti, hanno gioco facile a manipolare la quotazione anche con capitali medio bassi, appunto a fronte dei volumi esigui.

Dall’analisi del profilo volumetrico dell’ultimo mese vediamo che l’area con il maggior volume di scambio è passata dai 10500 ai 10300 dollari, segnale che l’equilibrio tra compratori e venditori è sceso di qualche punto percentuale.

profilo volumetrico bitcoin

Dal punto di vista dei supporti, attualmente la quotazione sta testando i $ 10000, anche se il livello chiave nel medio periodo è decisamente l’area di prezzo che va dai 9300 ai 9500 dollari.

E le altcoins?

Le principali criptovalute del mercato meritano una menzione particolare, infatti per la prima volta negli ultimi mesi hanno sovraperformato il bitcoin, come vediamo dalla comparazione dell’indice MVIS BTC Us OTC e il Crescent Crypto Alt index (quest’ultimo composto da un paniere di 8 tra le altcoin principali)

bitcoin vs altcoins

Come ho già detto nell’analisi sui flussi dei capitali, sicuramente è ancora presto per parlare di una nuova alt-season anche nella considerazione che queste ultime vengono da un’estate particolarmente difficile.

Ma questa rinnovata energia sicuramente gioverà a tutto il settore e in primis al Bitcoin, che appunto in qualità di Benchmark degli asset digitali ha bisogno di un mercato florido e dinamico per prosperare a sua volta.

Relativamente alla gestione dell’operatività, con il bitcoin prossimo a un forte movimento impulsivo è meglio muoversi con estrema prudenza, poiché in questa fase delicata sbagliare timing può rivelarsi estremamente deleterio. Nei mercati caratterizzati da estrema volatilità infatti, cercare di anticipare il mercato ci espone a dei rischi eccessivi e per questo motivo si deve evitare di operare contro trend.

La pazienza, è tra le armi migliori a disposizione del trader.

Buon trading

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Il bitcoin continua a mostrare segnali contrastanti, alternando momenti di estremo vigore a fasi di incertezza, cosa del resto naturale in un’estate caratterizzata dai volumi in deciso calo. Il ribasso iniziato nella serata di mercoledì ha riportato la moneta nella zona che in passato si è rivelata un’ottima opportunità di acquisto: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

Il bitcoin è tornato dunque in zona $ 9400, parte superiore di quel range che già a luglio avevamo individuato come opportunità di acquisto seguendo la strategia buy the dip (range che va dai 9400 ai 9100 dollari). Con l’aiuto del grafico settimanale andiamo a vedere quale scenario ci aspetta nei prossimi giorni.

Nella foto possiamo apprezzare chiaramente come il bitcoin si muova da giugno nel canale che ha come estremi i 9100 e i 12500 dollari (con l’eccezione del 26 giugno dove abbiamo avuto una chiusura sopra tale soglia).

La formazione di massimi decrescenti non è ottimale dal punto di vista della struttura grafica, ma chiaramente questo è stato determinato dal declino dei volumi delle ultime settimane, dinamica più che naturale in estate. Nonostante questo, l’acquisto nella zona evidenziata si è rivelato particolarmente premiante, infatti gli swing successivi al raggiungimento dei 9100 prima e dei 9400 poi, hanno consentito di portare a casa dei buoni profitti.

Lo scenario attuale presenta qualche rischio in più, poichè un livello di supporto perde forza ogni volta che viene ritestato, ma tutto sommato l’operazione presenta un rapporto rischio rendimento favorevole e la forza del bitcoin, sempre più benchmark del mercato crypto, fornisce una buona garanzia al riguardo, infatti dal punto di vista dei fondamentali in estate abbiamo avuto  delle news estremamente significative, dal semaforo verde della Commodities Futures Trading Commission al lancio dei Bitcoin a replica fisica di BAKKT, a Samsung che sta entrando prepotentemente nel settore.

In tale contesto un approccio conservativo sarà sufficiente a bilanciare il rischio di un cedimento dei 9000 dollari, magari utilizzando una bassa percentuale di capitale per aprire una posizione long nel range indicato nella foto in alto (9100/9400), pronti a sfruttare un eventuale rottura del supporto per mediare al ribasso sulla formazione di un nuovo minimo decrescente, con la consapevolezza che tra gli 8000 e i 7600 dollari abbiamo un supporto decisamente robusto.

grafico settimanale bitcoin

Infatti con l’aiuto delle medie mobili esponenziali, che storicamente ci aiutano a determinare se il bitcoin si trova in una fase rialzista o ribassista nel lungo termine, vediamo che il supporto dinamico fornito dalle exponential moving average va dai 9100 ai 7500 dollari.

Nel caso in cui invece il bitcoin riesca a riguadagnare velocemente i 10000 dollari, confermando che la zona dei 9400 dollari è saldamente presidiata dai compratori, si potrà valutare il consolidamento della posizione con una parte ulteriore di capitale.

A conferma ulteriore della solidità del supporto indicato in precedenza, vediamo che in area $ 7600 passa anche l’intervallo 0.618 di fibonacci, vero e proprio spartiacque tra la conferma e l’inversione di un trend.

bitcoin fibonacci

Il sell off di ieri presenta delle ottime opportunità di acquisto anche per quanto concerne le altcoin principali, ma attualmente preferisco concentrarmi sul bitcoin e attendere una ripresa del mercato prima di sfruttare la strategia buy the dip anche sulle altre criptovalute, infatti negli ultime settimane abbiamo avuto modo di segnalare più volte come attualmente non sia premiante operare sulle altcoins, che nelle fasi di forza del bitcoin fanno registrare guadagni percentuali più bassi, mentre nelle fasi di calo soffrono molto più del bitcoin stesso.

In tal senso le performance delle principali valute digitali nella prima parte di agosto è stata eloquente.

bitcoin vs altcoins

Meglio attendere dunque un segnale di inversione netto nel settore delle altcoins, anche se con un approccio aggressivo si potrebbe valutare un ingresso sulle principali criptovalute, ETH, LTC, EOS E BNB su tutte.

Buon trading

CP

 

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Dopo un secondo trimestre da record il bitcoin rallenta la corsa e cerca di consolidarsi sopra gli 11800 dollari, livello che già nel 2018 ha respinto per ben due volte la quotazione.

Negli ultimi 10 giorni il bitcoin si è mosso all’interno di un range ben definito e questo ci indica un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Nella considerazione che ci troviamo a luglio inoltrato, periodo in cui storicamente i volumi scendono sensibilmente, e che veniamo dall’incredibile bull run degli ultimi mesi che ha consentito al bitcoin di risorgere dalle sue ceneri, è del tutto naturale aspettarsi una fase di correzione e successivo consolidamento del prezzo.

Teniamo sempre ben presente che parliamo di un mercato small cap, dunque già facilmente manipolabile di suo, e che  durante il periodo estivo sconta l’assenza dei big players.

Nel grafico giornaliero in alto, osserviamo come dopo il raggiungimento del target a $ 13500 sia partito un violento movimento impulsivo al ribasso che nei giorni successivi ha portato la moneta a testare i 10000 dollari, che hanno retto bene l’urto. E’ importantissimo notare come le chiusure giornaliere siano avvenute sempre ampiamente al di sopra di tale soglia psicologica.

Voglio sottolineare come in questa fase caratterizzata da estrema volatiità gli unici timeframe che vale la pena osservare sono il giornaliero e il settimanale, poichè intraday abbiamo degli swing di prezzo che non rispecchiano l’effettiva tenuta o rottura tecnica di un livello.

Dunque dopo l’impulso al ribasso, abbiamo avuto il pullback che ha portato il bitcoin a stabilire un massimo decrescente sul giornaliero (con chiusura del 9 luglio a 12580 $). 

Se andiamo ad analizzare bene questa dinamica iniziata il 27 giugno e attualmente ancora in corso, vediamo che al netto di qualche giornata il bitcoin si è mosso all’interno di un trading range formato dall’area 10800/11300 che si sta rivelando un buon supporto per la quotazione e l’area 11900/12400 $, che fa da resistenza.

Più il prezzo continuerà a essere compresso all’interno di questo canale e più al momento della rottura avremo un importante movimento impulsivo. E’ molto difficile stabilire un arco temporale di questo ranging market, che potrebbe durare giorni, settimane come anche dei mesi (ricordiamo che il bitcoin è rimasto in ranging tra i 6000 e i 6800 dollari da settembre a metà novembre 2018, prima di rompere violentmente al ribasso il supporto.

Adesso passiamo al grafico settimanale, così da avere una visione di più ampio respiro.

bitcoin - dollaro weekly

Ho volutamente inserito tutto il periodo che ha caratterizzato la bull run dei mesi scorsi e da questa prospettiva è chiarissimo come ci troviamo ancora in pieno uptrend, infatti quasi tutte le ultime candele settimanali hanno una chiusura crescente (con l’eccezione della pin-bar sulla candela di fine giugno dove è iniziata l’ultima correzione). 

Operatività di breve

Il trading range è ben definito, dunque su ogni conferma della tenuta dei livelli indicati in precedenza è possibile implementare un’operatività di breve periodo per sfruttare il “prevedibile” movimento della quotazione.

LONG: su conferma del supporto in area 10800/11300 con take profit in prossimità della parte superiore del trading range. Stop loss su rottura tecnica del supporto (circa -2% dal punto più basso dell’area di supporto da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

SHORT: su conferma della resistenza 11900/12400 dollari con take profit in prossimità del supporto indicato in precedenza. Stop loss su rottura tecnica della resistenza (circa -2% dal punto più basso dell’area di resistenza da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

Operatività di medio lungo periodo

In caso di rottura del trading range nella parte inferiore, ragionevolmente avremo un nuovo test dei 10000 dollari (già indeboliti dal test di inizio luglio) che potrebbero cedere sotto la pressione delle prese di profitto e degli stop loss, dunque non è da escludere una discesa fino ai 9000 $, dove avermo un’ottima opportunità buy the dip in ottica long term.

Se al contrario si verificherà una rottura dalla parte superiore del trading range, una buona strategia consiste nell’attendere il pullback del bitcoin con conferma del nuovo supporto a 12400 dollari per poi prendere posizione.

E’ essenziale rispettare scrupolosamente i principi del money management, che prevedono di utilizzare al massimo il 5% del capitale per ogni singola operazione.

Buon trading

CP

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