Bitcoin: analisi di breve 1 dicembre 2019

Bitcoin: analisi di breve 1 dicembre 2019

Dopo il break-out della neckline del testa e spalle formatosi nel grafico a 4h, come avevamo ipotizzato nella precedente analisi il bitcoin ha fallito il primo test della resistenza in area $7800, livello chiave negli ultimi mesi nel grafico BTC/USD. Analizziamo la situazione per determinare quello che può essere l’andamento della quotazione nel breve termine.

Dunque i bassi volumi del weekend hanno impedito al bitcoin di violare al primo tentativo la resistenza sui $ 7800 ed esattamente come avevamo ipotizzato nell’analisi di sabato la moneta è andata a ritestare l’area di supporto tra i 7200 e i 7400 dollari, dove passa la neckline del testa e spalle e soprattutto il livello 0.618 di fibonacci, parte superiore di quell’area di prezzo nota come “Golden pocket”, che si è mostrata un otimo supporto su cui il bitcoin sta tentando di impostare una nuova struttura al rialzo di medio termine.

La conferma di tale supporto, darebbe nuova forza alla quotazione come base per un retest più convinto della resistenza a $ 7800 che per essere efficace ha bisogno di volumi d’acquisto di portata superiore a quelli degli ultimi giorni. Di contro, anche il ribasso dal massimo di breve dei $ 7850 non sembra essere troppo convinto, infatti i volumi delle ultime ore sono decisamente sotto la media e al momento il range di prezzo $ 7200/7400 sta contenendo bene il calo, segno che i compratori non hanno difficoltà ad assorbire le vendite.

Dunque se nelle prossime ore avremo un rialzo della quotazione accompagnato da volumi significativi, ragionevolmente avremo un nuovo test della resistenza e a 7800 dollari e un tentativo del bitcoin di riportarsi sopra gli $ 8000. Diversamente, se la quotazione non sarà sostenuta da volumi adeguati assisteremo a un rallentamento dell’impulso rialzista, con il supporto a $ 7200 nuovamente sotto pressione e il livello 6800 dollari come prossimo target ribassista.

In tale contesto, è possibile aprire una posizione long all’interno della zona di supporto evidenziata in precedenza con take profit a livello della prossima resistenza  ($ 7800), avendo anche l’accortezza di piazzare uno stop loss molto stretto ($ 7050/7100) così da coprirsi nel caso di un cedimento tecnico dei $ 7200 ed esser pronti a riacquistare su livelli di prezzo più convenienti.

bitcoin margin trading

Un ultima nota sui dati del margin trading nelle principali piattaforme, che mostrano il sentiment degli investitori improntato all’indecisione vista la presenza ravvicinata di due livelli di resistenza e di supporto importanti, che rendono lo scenario di breve periodo molto incerto.

Buon trading

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Analisi tecnica e fondamentale del bitcoin di lungo periodo

Analisi tecnica e fondamentale del bitcoin di lungo periodo

Nell’analisi analizzeremo la price action del bitcoin, alle prese con la golden pocket dei ritracciamenti di fibonacci, oltre a valutare il profilo volumetrico così da individuare le aree di prezzo significative.

Nella seconda parte analizzeremo il fear and greed index per determinare il sentiment del mercato crypto e faremo chiarezza sulle notizie controverse che arrivano dalla Cina.

Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin si consolida sopra gli $ 8000, cosa ci aspetta?

Il bitcoin continua a muoversi all’interno del trading range tra la resistenza dinamica data dalla media mobile giornaliera a 200 periodi, che passa in area 8700 dollari, e il supporto a $ 7800 che ha arrestato il ribasso iniziato il 24 settembre con la rottura dei 9000 dollari. Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni? 

Se analizziamo da vicino l’andamento della quotazione, vediamo che già da fine settembre la pressione sulla MA 200 daily è in aumento, segnale del tentativo messo in campo dai compratori di riportare il bitcoin sopra tale livello, che storicamente rappresenta lo spartiacque tra il trend al rialzo o al ribasso della moneta (la bull run di aprile è iniziata proprio con il break-out della suddetta MA 200). 

Relativamente al supporto, dall’analisi del profilo volumetrico del bitcoin vediamo che l’area con il maggior volume di scambio negli ultimi mesi è stata proprio quella tra gli 8000 e i 7800 dollari, il che significa che per i ribassisti non sarà affatto semplice violare tale livello.

bitcoin volume range

In tale contesto, dal punto di vista operativo abbiamo diverse soluzioni, tutte estremamente valide, che andranno ponderate in base alla propria soglia di avversione al rischio:

Opzione 1

Attendere il break-out tecnico della MA 200 daily con volumi significativi e l’eventuale pull back con conferma del livello, che andrà inteso come segnale per l’apertura di una posizione long di medio termine (un po’ come avvenuto ad aprile 2019 per intenderci).

bitcoin bull run

Opzione 2

Aspettare il re-test con conferma dell’area di supporto evidenziata in precedenza per sfruttare la strategia buy the dip di breve, che già nelle ultime settimane si è rivelata estremamente profittevole.

Opzione 3

Decisamente la più aggressiva, aprire una posizione long all’interno del falling wedge cercando di anticipare il break-out della MA 200 daily e la conseguente rottura al rialzo del canale discendente. In questo caso si dovrà necessariamente prevedere l’utilizzo di uno stop loss, che andrà impostato appena sotto il minimo di breve periodo in area $ 7700 o con un approccio più “conservativo” appena sotto gli 8000 dollari.

Come stanno giocando la partita i grandi investitori?

Un ottimo modo per leggere il mercato da una prospettiva differente, è quello di analizzare l’operatività degli “istituzionali” e dei fondi d’investimento.

Se è vero che le transazioni più importanti avvengono over the counter, cioè al di fuori dei canonici spot market e dunque i volumi non sono facilmente stimabili, quella che non può esser nascosta è la dotazione patrimoniale dei singoli indirizzi bitcoin (uno dei tanti pregi della blockchain).

Se infatti andiamo ad analizzare i wallet con più di 1000 bitcoin, scopriremo che l’accumulo iniziato a fine 2018 con la moneta a 3500 $ non si è affatto concluso, anzi il numero degli indirizzi dotati di importi superiori ai 1000 btc nelle ultime settimane ha superato le 2000 unità.

Certo qualche indirizzo sarà riconducibile agli exchange del settore, ma da un’attenta analisi è chiaro come i grandi investitori stiano continuando ad accumulare bitcoin nella convinzione che nei prossimi anni il valore della moneta abbia ancora importanti margini di crescita.

wallet con più di 1000 btc

Ad avvalorare questa lettura abbiamo il grafico dell’hashrate del bitcoin, che continua la sua crescita esponenziale e segna nuovi massimi storici in successione, mostrando come la sicurezza della blockchain sia in costante miglioramento e il network goda di ottima salute.
 
bitcoin hashrate

 

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Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

Bitcoin in ranging, le altcoin respirano

L’ultima settimana nel mercato crypto è stata sicuramente molto interessante, infatti le principali altcoin hanno fatto registrare rialzi importanti approfittando della fase incerta del bitcoin, che continua a lateralizzare all’interno del suo trading range.

Se analizziamo l’andamento delle ultime settimane del bitcoin, sempre più benchmark di tutto il comparto, vediamo che la quotazione continua a muoversi in sostanziale ranging market all’interno del triangolo discendente che ha come base il minimo di medio periodo a 9100 dollari e come ipotenusa la trend-line che unisce i massimi decresescenti da luglio in poi.

Questa trend-line, che si sta dimostrando una resistenza statica molto solida, attualmente passa in area $ 10300 dove infatti ha respinto ancora una volta la quotazione.

Il trading range all’interno della figura si sta restringendo lentamente ma inesorabilmente e questo sta portando a una compressione del prezzo che prima o poi causerà un violento movimento impulsivo con la rottura della figura.

Stimare adesso la direzione del break-out non è semplice, anche perchè i bassi volumi che stanno accompagnando il bitcoin nelle ultime settimane lo espongono a manovre speculative da parte di quegli investitori che, pur non disponendo di risorse ingenti, hanno gioco facile a manipolare la quotazione anche con capitali medio bassi, appunto a fronte dei volumi esigui.

Dall’analisi del profilo volumetrico dell’ultimo mese vediamo che l’area con il maggior volume di scambio è passata dai 10500 ai 10300 dollari, segnale che l’equilibrio tra compratori e venditori è sceso di qualche punto percentuale.

profilo volumetrico bitcoin

Dal punto di vista dei supporti, attualmente la quotazione sta testando i $ 10000, anche se il livello chiave nel medio periodo è decisamente l’area di prezzo che va dai 9300 ai 9500 dollari.

E le altcoins?

Le principali criptovalute del mercato meritano una menzione particolare, infatti per la prima volta negli ultimi mesi hanno sovraperformato il bitcoin, come vediamo dalla comparazione dell’indice MVIS BTC Us OTC e il Crescent Crypto Alt index (quest’ultimo composto da un paniere di 8 tra le altcoin principali)

bitcoin vs altcoins

Come ho già detto nell’analisi sui flussi dei capitali, sicuramente è ancora presto per parlare di una nuova alt-season anche nella considerazione che queste ultime vengono da un’estate particolarmente difficile.

Ma questa rinnovata energia sicuramente gioverà a tutto il settore e in primis al Bitcoin, che appunto in qualità di Benchmark degli asset digitali ha bisogno di un mercato florido e dinamico per prosperare a sua volta.

Relativamente alla gestione dell’operatività, con il bitcoin prossimo a un forte movimento impulsivo è meglio muoversi con estrema prudenza, poiché in questa fase delicata sbagliare timing può rivelarsi estremamente deleterio. Nei mercati caratterizzati da estrema volatilità infatti, cercare di anticipare il mercato ci espone a dei rischi eccessivi e per questo motivo si deve evitare di operare contro trend.

La pazienza, è tra le armi migliori a disposizione del trader.

Buon trading

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Bitcoin: opportunità di acquisto o rischio ribasso?

Il bitcoin continua a mostrare segnali contrastanti, alternando momenti di estremo vigore a fasi di incertezza, cosa del resto naturale in un’estate caratterizzata dai volumi in deciso calo. Il ribasso iniziato nella serata di mercoledì ha riportato la moneta nella zona che in passato si è rivelata un’ottima opportunità di acquisto: cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

Il bitcoin è tornato dunque in zona $ 9400, parte superiore di quel range che già a luglio avevamo individuato come opportunità di acquisto seguendo la strategia buy the dip (range che va dai 9400 ai 9100 dollari). Con l’aiuto del grafico settimanale andiamo a vedere quale scenario ci aspetta nei prossimi giorni.

Nella foto possiamo apprezzare chiaramente come il bitcoin si muova da giugno nel canale che ha come estremi i 9100 e i 12500 dollari (con l’eccezione del 26 giugno dove abbiamo avuto una chiusura sopra tale soglia).

La formazione di massimi decrescenti non è ottimale dal punto di vista della struttura grafica, ma chiaramente questo è stato determinato dal declino dei volumi delle ultime settimane, dinamica più che naturale in estate. Nonostante questo, l’acquisto nella zona evidenziata si è rivelato particolarmente premiante, infatti gli swing successivi al raggiungimento dei 9100 prima e dei 9400 poi, hanno consentito di portare a casa dei buoni profitti.

Lo scenario attuale presenta qualche rischio in più, poichè un livello di supporto perde forza ogni volta che viene ritestato, ma tutto sommato l’operazione presenta un rapporto rischio rendimento favorevole e la forza del bitcoin, sempre più benchmark del mercato crypto, fornisce una buona garanzia al riguardo, infatti dal punto di vista dei fondamentali in estate abbiamo avuto  delle news estremamente significative, dal semaforo verde della Commodities Futures Trading Commission al lancio dei Bitcoin a replica fisica di BAKKT, a Samsung che sta entrando prepotentemente nel settore.

In tale contesto un approccio conservativo sarà sufficiente a bilanciare il rischio di un cedimento dei 9000 dollari, magari utilizzando una bassa percentuale di capitale per aprire una posizione long nel range indicato nella foto in alto (9100/9400), pronti a sfruttare un eventuale rottura del supporto per mediare al ribasso sulla formazione di un nuovo minimo decrescente, con la consapevolezza che tra gli 8000 e i 7600 dollari abbiamo un supporto decisamente robusto.

grafico settimanale bitcoin

Infatti con l’aiuto delle medie mobili esponenziali, che storicamente ci aiutano a determinare se il bitcoin si trova in una fase rialzista o ribassista nel lungo termine, vediamo che il supporto dinamico fornito dalle exponential moving average va dai 9100 ai 7500 dollari.

Nel caso in cui invece il bitcoin riesca a riguadagnare velocemente i 10000 dollari, confermando che la zona dei 9400 dollari è saldamente presidiata dai compratori, si potrà valutare il consolidamento della posizione con una parte ulteriore di capitale.

A conferma ulteriore della solidità del supporto indicato in precedenza, vediamo che in area $ 7600 passa anche l’intervallo 0.618 di fibonacci, vero e proprio spartiacque tra la conferma e l’inversione di un trend.

bitcoin fibonacci

Il sell off di ieri presenta delle ottime opportunità di acquisto anche per quanto concerne le altcoin principali, ma attualmente preferisco concentrarmi sul bitcoin e attendere una ripresa del mercato prima di sfruttare la strategia buy the dip anche sulle altre criptovalute, infatti negli ultime settimane abbiamo avuto modo di segnalare più volte come attualmente non sia premiante operare sulle altcoins, che nelle fasi di forza del bitcoin fanno registrare guadagni percentuali più bassi, mentre nelle fasi di calo soffrono molto più del bitcoin stesso.

In tal senso le performance delle principali valute digitali nella prima parte di agosto è stata eloquente.

bitcoin vs altcoins

Meglio attendere dunque un segnale di inversione netto nel settore delle altcoins, anche se con un approccio aggressivo si potrebbe valutare un ingresso sulle principali criptovalute, ETH, LTC, EOS E BNB su tutte.

Buon trading

CP

 

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Bitcoin in ranging market, cosa ci aspetta?

Dopo un secondo trimestre da record il bitcoin rallenta la corsa e cerca di consolidarsi sopra gli 11800 dollari, livello che già nel 2018 ha respinto per ben due volte la quotazione.

Negli ultimi 10 giorni il bitcoin si è mosso all’interno di un range ben definito e questo ci indica un sostanziale equilibrio tra compratori e venditori. Nella considerazione che ci troviamo a luglio inoltrato, periodo in cui storicamente i volumi scendono sensibilmente, e che veniamo dall’incredibile bull run degli ultimi mesi che ha consentito al bitcoin di risorgere dalle sue ceneri, è del tutto naturale aspettarsi una fase di correzione e successivo consolidamento del prezzo.

Teniamo sempre ben presente che parliamo di un mercato small cap, dunque già facilmente manipolabile di suo, e che  durante il periodo estivo sconta l’assenza dei big players.

Nel grafico giornaliero in alto, osserviamo come dopo il raggiungimento del target a $ 13500 sia partito un violento movimento impulsivo al ribasso che nei giorni successivi ha portato la moneta a testare i 10000 dollari, che hanno retto bene l’urto. E’ importantissimo notare come le chiusure giornaliere siano avvenute sempre ampiamente al di sopra di tale soglia psicologica.

Voglio sottolineare come in questa fase caratterizzata da estrema volatiità gli unici timeframe che vale la pena osservare sono il giornaliero e il settimanale, poichè intraday abbiamo degli swing di prezzo che non rispecchiano l’effettiva tenuta o rottura tecnica di un livello.

Dunque dopo l’impulso al ribasso, abbiamo avuto il pullback che ha portato il bitcoin a stabilire un massimo decrescente sul giornaliero (con chiusura del 9 luglio a 12580 $). 

Se andiamo ad analizzare bene questa dinamica iniziata il 27 giugno e attualmente ancora in corso, vediamo che al netto di qualche giornata il bitcoin si è mosso all’interno di un trading range formato dall’area 10800/11300 che si sta rivelando un buon supporto per la quotazione e l’area 11900/12400 $, che fa da resistenza.

Più il prezzo continuerà a essere compresso all’interno di questo canale e più al momento della rottura avremo un importante movimento impulsivo. E’ molto difficile stabilire un arco temporale di questo ranging market, che potrebbe durare giorni, settimane come anche dei mesi (ricordiamo che il bitcoin è rimasto in ranging tra i 6000 e i 6800 dollari da settembre a metà novembre 2018, prima di rompere violentmente al ribasso il supporto.

Adesso passiamo al grafico settimanale, così da avere una visione di più ampio respiro.

bitcoin - dollaro weekly

Ho volutamente inserito tutto il periodo che ha caratterizzato la bull run dei mesi scorsi e da questa prospettiva è chiarissimo come ci troviamo ancora in pieno uptrend, infatti quasi tutte le ultime candele settimanali hanno una chiusura crescente (con l’eccezione della pin-bar sulla candela di fine giugno dove è iniziata l’ultima correzione). 

Operatività di breve

Il trading range è ben definito, dunque su ogni conferma della tenuta dei livelli indicati in precedenza è possibile implementare un’operatività di breve periodo per sfruttare il “prevedibile” movimento della quotazione.

LONG: su conferma del supporto in area 10800/11300 con take profit in prossimità della parte superiore del trading range. Stop loss su rottura tecnica del supporto (circa -2% dal punto più basso dell’area di supporto da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

SHORT: su conferma della resistenza 11900/12400 dollari con take profit in prossimità del supporto indicato in precedenza. Stop loss su rottura tecnica della resistenza (circa -2% dal punto più basso dell’area di resistenza da aggiustare in base alla propria avversione al rischio).

Operatività di medio lungo periodo

In caso di rottura del trading range nella parte inferiore, ragionevolmente avremo un nuovo test dei 10000 dollari (già indeboliti dal test di inizio luglio) che potrebbero cedere sotto la pressione delle prese di profitto e degli stop loss, dunque non è da escludere una discesa fino ai 9000 $, dove avermo un’ottima opportunità buy the dip in ottica long term.

Se al contrario si verificherà una rottura dalla parte superiore del trading range, una buona strategia consiste nell’attendere il pullback del bitcoin con conferma del nuovo supporto a 12400 dollari per poi prendere posizione.

E’ essenziale rispettare scrupolosamente i principi del money management, che prevedono di utilizzare al massimo il 5% del capitale per ogni singola operazione.

Buon trading

CP

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Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Bitcoin: struttura al rialzo di breve periodo compromessa?

Il pesante dump di ieri sera sta minacciando la struttura al rialzo del Bitcoin che si è consolidata nelle ultime settimane. Nel corso dell’analisi faremo delle considerazioni in merito alla natura speculativa dell’accaduto, ma adesso cerchiamo di individuare il corretto trading range in cui operare.

Prima di iniziare però voglio fare una doverosa premessa. Queste analisi sono attagliate per chi effettua trading di breve. Se hai acquistato bitcoin con un’ottica di lungo periodo, non preoccuparti troppo di queste oscillazioni, tra qualche anno aver acquistato a 9000 o 8000 dollari non farà alcuna differenza.

Nella foto ho evidenziato quelli che al momento sono i livelli di prezzo da tenere sotto osservazione. Nella parte alta del range abbiamo i $ 9000, che hanno respinto pesantemente il primo assalto. la parte mediana del range a $ 8540 e la parte inferiore a $ 8200 che al momento rappresenta anche il supporto chiave per salvaguardare la struttura al rialzo nel breve termine.

Bitcoin trading range

La tenuta del supporto dunque è fondamentale e a questo punto è opportuno alzare lo stop loss subito a ridosso, nella zona evidenziata in blu (tra gli 8200 e gli 8080) così da contenere l’eventuale cedimento del livello.

In un ottica conservativa, si può valutare la chiusura dell’operazione al primo test dell’area mediana del range (8500 $) in modo da chiudere in sostanziale break even.

Una mossa più aggressiva consiste nell’aspettare un eventuale nuovo test della parte alta del range.

Tornando velocemente alla dinamica di ieri, è stato senza dubbio un long squeeze da manuale. Infatti dopo aver innescato un false break-out dei $ 9000, nel giro di pochi minuti sono stati effettuati importanti ordini di vendita a mercato su tutti i principali exchange, che hanno causato l’ovvio crollo della quotazione e la relativa liquidazione di molte posizioni long. Nel giro di poche ore, un rigetto così pesante ha indotto vari traders a chiudere le proprie posizioni così da salvaguardare i profitti delle ultime settimane e questo ha causato un ulteriore shakeout con conseguente panic selling, che ha portato il bitcoin a un -12%.

Un po’ quello che è avvenuto il 12 aprile 2018, a parti inverse. Infatti, come molti di voi ricorderanno, in quella data abbiamo avuto uno degli short squeeze più clamorosi della storia del bitcoin. In quella fase la pressione sull’area di supporto $ 6800 era fortissima e i contratti short raggiunsero il loro massimo storico.

La dinamica fu molto simile, con un false breakout al ribasso e subito dopo una serie di ordini di acquisto massicci (ricordo che la capitalizzazione del mercato aumentò di 20 miliardi in 24 ore) che spinsero la quotazione sulla soglia degli $ 8000.

Bitcoin short squeeze 12 aprile 2018

Questo è il mercato e le manovre speculative ne sono parte integrante. L’importante è adottare i giusti accorgimenti per sfruttarle a proprio favore, evitando di restarne vittime.

Un’ultima considerazione relativamente ai bitcoin futures. Ho letto in giro alcune tesi secondo cui il calo di ieri sarebbe stato generato dalla chiusura orierna dei contratti futures alla CME di Chicago. Come al solito, queste teorie non sono dimostrabili anche se non si possono escludere a priori, vista la natura speculativa del mercato.

E’ però interessante notare una cosa.

Nella foto vi ho inserito il grafico delle contrattazioni dei Bitcoin Futures alla CME. Come vedete il rialzo di domenica notte ha generato un “gap” importante alla riapertura della borsa lunedì mattina e generalmente quei gap “il mercato li chiude”.

Bitcoin futures CME

Sembrerebbe proprio che il pesante dump di ieri abbia chiuso esattamente quel Gap.

A voi le considerazioni del caso, anche perchè le teorie del complotto non mi hanno mai affascinato particolarmente.

Buon trading

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

Guerra commerciale: l’arma segreta della Cina e il doppio gioco degli Usa

La Guerra commerciale tra Usa e Cina si sta inasprendo a dei livelli impensabili fino a pochi mesi fa e sul terreno ci sono delle implicazioni e degli interessi che potrebbero condurre a scenari  inaspettati.

 

Lo scontro tra i due colossi tecnologici Google e Huawei all’ombra della guerra commerciale tra Cina e Usa, è l’ultimo di una serie di azioni e ritorsioni che hanno caratterizzato una stagione di tensioni sui mercati inaugurata dal Presidente Trump nel corso del 2018.

In questo articolo non voglio dilungarmi troppo sugli aspetti tecnici a cui gli utenti Huawei dovranno far fronte nel caso in cui le minacce di google prendano forma e sostanza, anche se a giudicare dalla rapida anche se parziale retromarcia degli ultimi giorni questo non è affatto scontato.

Ma questo lo analizzeremo nel corso dell’articolo.

Se sei interessato a capire gli sviluppi tecnici di questa vicenda o hai un dispositivo Huawei e sei preoccupato di eventuali limitazioni nel suo utilizzo, in questo breve video trovi tutte le indicazioni del caso.

Adesso andiamo a esaminare tutte le implicazioni dietro l’evento che ha monopolizzato l’attenzione e le cronache di tutto il mondo. Intanto la prima considerazione può esser fatta in merito alla risposta cinese, che secondo alcuni è ancora in corso di elaborazione, ma che con tutta probabilità invece è stata già “inoltrata” alla Casa Bianca.

Infatti, senza preoccuparsi di nascondere troppo il suo intento, nelle giornate successive alle prime dichiarazioni di Google il Presidente cinese Xi Jinping ha fatto visita alla JL-Mag Rare Earth Co. azienda leader mondiale nel settore delle “terre rare”, cioè tutti quei materiali di vitale importanza per l’industria dell’high tech e la produzione di pc, tablet e smartphone.

guerra commerciale Usa Cina

Il Presidente Xi Jinping in visita alla JL-Mag, azienda cinese leader mondiale nel settore delle terre rare. Fonte Business Insider

La minaccia, nemmeno troppo velata, è quella di interrompere l’esportazione di terre rare verso gli Stati Uniti mettendo così seriamente in crisi l’industria Tech. Infatti la Cina al momento esporta circa l’80% delle terre rare di cui gli Usa necessitano.

terre rare

Casualmente, tra i vari dazi introdotti negli Stati Uniti sull’importazione di vari prodotti cinesi non troviamo quelli relativi alle terre rare, proprio perchè questi preziosi minerali sono stati esentati, a dimostrazione di quanto siano considerati strategici.

In sostanza, la ritorsione cinese potrebbe avere minore risonanza ma un impatto molto più sistemico e devastante.

Ma dietro il susseguirsi degli eventi appena descritti, potrebberso nascondersi delle implicazioni ancora più sorprendenti! Infatti alcuni analisti suggeriscono che l’amministrazione Trump in realtà sia proprio interessata all’incidente commerciale così da ridimensionare la bolla del settore tecnologico grazie alla mossa cinese, che potrà essere utilizzata come alibi perfetto per nascondere all’opinione pubblica i reali problemi del settore, dall’eccesso di debito fino all’abusata pratica del buyback.

Chiaramente questo scenario innescherebbe una reazione a catena di vero e proprio panico mediatico, che però darebbe al Presidente Trump altre munizioni nella sua guerra contro la Fed per ottenere il tanto desiderato taglio dei tassi d’interesse e magari ancora un po’ di politica monetaria espansiva a base di Quantitative Easing.

Nelle prossime settimane sarà certamente interessante assistere all’evoluzione dello scontro tra le due superpotenze e da tutto questo dobbiamo imparare che nei rapporti geopolitici “i livelli di pensiero” e le implicazioni dietro una determinata mossa, spesso sono da ricercare più in profondità rispetto a quanto la stampa mainstream vorrebbe farci credere e la guerra commerciale in atto non fa certo eccezione. 

 

Debito: i rischi di una nuova recessione

Debito: i rischi di una nuova recessione

Brexit, instabilità politica europea, bolla immobiliare, guerra commerciale in atto tra Usa e Cina, la crisi della Deutsche Bank e in ultima analisi, ma non per importanza, il debito dei consumatori ormai fuori controllo.

Nuvole nere si addensano all’orizzonte, con lo spettro di una nuova recessione sempre più tangibile.

Proprio la crisi del debito, potrebbe essere il trigger event che innescherà la crisi economica.

Sul fronte USA, nemmeno la conferma del rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed ha dato un po’ di respiro ai principali indici azionari, ad esclusione del breve rally post natalizio che però potrebbe essere solo una diretta conseguenza del Plunge Protection Team messo in campo dall’amministrazione a stelle e strisce.

Lo scenario attuale sta confermando una tendenza già in corso da qualche mese, come ho già scritto a novembre in questo approfondimento, ossia lo spostamento di ingenti capitali dall’azionario verso i Treasury.

Infatti con i tassi d’interesse a breve e a lungo termine che si vanno via via normalizzando, fornendo rendimenti sempre più interessanti al netto dell’inflazione, molti investitori preferiscono rifugiarsi nei bond del tesoro ed è probabile che, a fronte di questa dinamica, le quotazioni dei principali indici azionari scenderanno sui livelli medi del P/E ratio, che sono ben al di sotto degli attuali livelli di prezzo.

La principale causa che ha innescato questa ondata di sfiducia, è senza dubbio rappresentata dal debito americano che ormai sembra decisamente fuori controllo, infatti in molti segmenti sono stati superati i livelli pre-crisi 2008.

debito Usa

In tale contesto, siamo nuovamente immersi in uno scenario internazionale in cui le banche “too big to fail” rischiano di innescare una nuova recessione (il caso di Deutsche Bank è emblematico).

Partiamo dall’assunto che, come in tutto il mondo, anche negli Stati Uniti il sistema finanziario è fortemente influenzato dalla Banca Centrale, che svolge il ruolo di “stimolante artificiale” del mercato.

Ma gli ultimi eventi evidenziano le criticità del sistema.

Inoltre dato che tutto è interconnesso, gli investitori più esperti sanno perfettamente che se l’economia degli Usa vacilla, potrebbe innescarsi uno spaventoso effetto domino su tutti i mercati internazionali.

La storia si ripete

Buona parte della crescita del PIL degli Stati Uniti è basata sul debito.

E nel momento in cui ricorre il decimo anniversario dello scoppio della crisi del 2008 e del successivo salvataggio dei principali istituti di credito da parte del governo statunitense, la struttura delle grandi banche non è cambiata, infatti attualmente sono nelle stesse condizioni di dieci anni fa: troppo grandi per fallire.

Per fronteggiare gli eventi post 2008, sappiamo tutti che la Fed ha utilizzato l’artiglieria pesante del quantitative easing, dopo aver azzerato i tassi di interesse e aumentato la base monetaria (oggi sarebbe impossibile riproporre quella strategia, dato che i tassi sono già molto bassi e la base monetaria al suo massimo storico).

Un aspetto da sottolineare è che mentre le banche sono state sostenute dal QE per tornare in una situazione finanziaria stabile, lo stesso non possiamo dire per i consumatori e le famiglie americane.

La cosa più grave a mio avviso, è che questa grande iniezione di liquidità non è stata utilizzata per rilanciare l’economia reale, bensì per alimentare la speculazione di banche e big companies.

Anche le grandi società hanno utilizzato questa enorme massa di danaro principalmente per effettuare il buy back delle proprie azioni, invece che per investimenti utili al miglioramento delle attività produttive o per l’adeguamento dei salari dei propri dipendenti.

stock buybacks

Come si evince dalla foto, dal Q1 del 2010 il riacquisto delle azioni da parte delle società USA ha avuto un costante trend al rialzo.

Quando le aziende riacquistano le loro azioni, aumentano il loro valore riducendo il numero di azioni in circolazione.

Questa pratica era considerata una vera e propria manipolazione del mercato, ma nel 1982 la Securities and Exchange Commission (la Consob USA) sotto la presidenza Reagan ha cambiato le regole e da allora i riacquisti sono diventati gradualmente lo strumento principale con cui le società premiano i loro investitori, superando di gran lunga i dividendi negli ultimi anni.

Una delle conseguenze nefaste dei riacquisti, è che molte aziende hanno approfittato dei bassi rendimenti obbligazionari per indebitarsi nel mercato delle obbligazioni societarie, così da finanziare il buy back delle proprie azioni.

Ma quando le mutate condizioni monetarie causeranno una notevole diminuzione di questa pratica (ricordo che la FED sta procedendo al rialzo dei tassi d’interesse e alla diminuzione della base monetaria, inaugurando di fatto una nuova fase di quantitative tightening), c’è da scommettere che il mercato azionario sconterà pesantemente la cosa. E questo a sua volta innescherà un aumento dei rendimenti obbligazionari, complicando la posizione delle grandi corporations.

La bolla del debito

In tale contesto è palese come ci sia stata una grande sperequazione tra banche e società da una parte e famiglie e consumatori dall’altra.

Infatti questi ultimi non hanno beneficiato della politica di espansione monetaria messa in campo dalla FED nell’ultimo decennio ma anzi hanno dovuto indebitarsi e con tassi molto più alti rispetto a quelli riservati a banche e grandi compagnie.

Come ho già accennato all’inizio dell’articolo, negli Stati Uniti alcune aree del debito dei consumatori hanno raggiunto nuovi record.

Secondo un rapporto della Federal Reserve Bank di New York del novembre 2018, il debito totale dei consumatori è a livelli più alti rispetto alla scorsa crisi finanziaria.

Analizzare lo scenario socio-economico negli Stati Uniti è fondamentale, infatti un’eventuale crisi del debito oltreoceano potrebbe riverberarsi sui mercati europei e asiatici con una violenza ancora maggiore rispetto al 2008 e questo gli investitori lo sanno bene.

Vediamo quali sono le aree più critiche del debito USA.

Debito totale delle famiglie

Lo stato del debito delle famiglie, tenuto conto del debito combinato all’interno di un nucleo familiare, continua a destare profonda preoccupazione.

Secondo uno studio della FED, circa 1/4 degli adulti negli Stati Uniti non ha risparmi da parte e il 41% afferma di non aver abbastanza denaro per far fronte a una spesa imprevista di $ 400.

Il livello generale del debito dei consumatori ha raggiunto un nuovo record di $ 13,29 trilioni rispetto al picco nel Q3 del 2008 prima dell’inizio della crisi e ha fatto registrare un + 454 miliardi rispetto allo scorso anno.

Come si evince chiaramente dalla foto 1, il debito è aumentato per 16 trimestri consecutivi e non sembra dare segnali d’inversione.

Debito delle carte di credito

Il totale dei prestiti con carte di credito negli USA è aumentato di $ 45 miliardi nel 2018, per un totale di $ 830 miliardi.

Nonostante i bassi costi per le banche il tasso d’interesse medio è del 15,5% (+3% in 5 anni), ma nonostante questo le persone continuano a utilizzare questa tipologia di prestito.

Il debito totale delle carte di credito revolving si attesta oltre $ 1 trilione, superando così il picco del 2008, e gli utilizzatori hanno pagato $ 104 miliardi di interessi e commissioni sono nel 2018, con un +10% rispetto al 2017 e un +35% negli ultimi 5 anni.

Ovviamente se la FED continuerà con la sua politica di rialzo dei tassi d’interesse, tutti i debiti associati diventeranno più costosi e la restituzione dei prestiti sarà a rischio.

In tale contesto è incredibile come i consumatori non comprendano questo meccanismo, in una sorta di negazione della realtà.

D’altronde è risaputo che le persone tendono sempre a rinviare i problemi, nella convinzione che con il tempo le cose andranno meglio e che “non succederà a me”.

Questa stima ottimistica, unita all’aumento dei tassi d’interesse, potrebbe condurre nuovamente a uno scenario in cui molti debitori semplicemente non riusciranno più a far fronte ai debiti contratti, di fatto andando incontro al default.

Prestiti riservati agli studenti

L’importo dei prestiti agli studenti è aumentato a 1,40 trilioni di dollari nel Q2 2018 e tale cifra è triplicata dall’inizio della crisi finanziaria nel 2008; questa tipologia di debito, dall’analisi del debito combinato delle famiglie, è la seconda più alta a carico dei consumatori.

Questo enorme debito costringerà i neolaureati a lavorare per ripianare i costi della propria istruzione e, di conseguenza, si avranno meno soldi a disposizione per i consumi, il che inciderà negativamente sulla crescita economica complessiva.

Inoltre questo debito pregresso non ispirerà le nuove generazioni a intraprendere dei rischi imprenditoriali, lanciando magari una start up, ma le renderà molto più predisposte al risparmio.

Debito settore dell’auto

Anche se l’aumento dei costi di produzione delle autovetture ha impattato negativamente sul settore, non ha dissuaso comunque i consumatori dal prendere denaro in prestito per l’acquisto di una nuova auto, infatti il debito totale in questo segmento è aumentato a $ 1,26 trilioni con un + $ 48 miliardi in un anno.

Purtroppo molti prestiti erogati in questo settore sono della tipologia subprime (gli stessi tipi di prestito ad alto tasso che hanno innescato l’ultima crisi finanziaria) con la sola differenza che quindici anni fa venivano concessi in fase di sottoscrizione dei mutui per l’acquisto delle case.

I tassi d’insolvenza hanno già superato i livelli pre-crisi di 10 anni fa e quello delle auto è uno dei settori del debito a essere più in sofferenza e a destare maggiori preoccupazioni.

Quale scenario ci aspetta?

Come si evince dall’analisi delle principali aree del debito negli Stati Uniti, lo scenario è decisamente fosco e la crisi di uno solo dei settori analizzati in precedenza, potrebbe innescare un effetto domino che condurrà allo scoppio della bolla del debito USA con effetti catastrofici sui consumi e sui mercati finanziari e con lo spettro di una nuova recessione che si materializzerà d’incanto.

E questa volta l’arsenale a disposizione della FED per contrastare la crisi sarà decisamente limitato, se consideriamo i tassi d’interesse già ai minimi (forse è da leggere in quest’ottica il tentativo di normalizzazione dei tassi portato avanti dalla Federal Reserve nella seconda metà del 2018) e la base monetaria più che triplicata dai livelli di fine 2008 (un ulteriore aumento di liquidità in circolazione condurrebbe inevitabilmente a un eccesso di inflazione).

base monetaria dollaro

Dal punto di vista dell’investitore, in questa fase è necessario prepararsi al worst case attraverso una rimodulazione del proprio portafoglio con l’inserimento di asset anticiclici e asset per la riserva di valore.

In tale ambito, chi ha una maggiore predisposizione al rischio può valutare l’inserimento in portafoglio del Bitcoin, la moneta a maggior capitalizzazione del mercato delle valute digitali, che dopo un 2018 caratterizzato da un pesante downtrend presenta adesso un rapporto rischio rendimento estremamente favorevole, anche nella considerazione degli innumerevoli strumenti finanziari a replica fisica del bitcoin che attualmente sono al vaglio della Commodities Futures Trading Commission e della Securities Exchange Commission e che hanno ottime probabilità di ricevere semaforo verde (soprattutto la piattaforma BAKKT della New York Stock Exchange e gestita dall’Intercontinental Exchange).

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Crisi dei mercati: l’orso è uscito dal letargo

Crisi dei mercati: l’orso è uscito dal letargo

Brexit, instabilità politica europea, bolla immobiliare incombente, guerra commerciale in atto tra Usa e Cina, la crisi della Deutsche Bank e in ultima analisi, ma non per importanza, il debito dei consumatori ormai fuori controllo.
 
Nuvole nere si addensano all’orizzonte, con lo spettro di una nuova recessione sempre più tangibile.
 
Proprio la crisi del debito, potrebbe essere il trigger event che innescherà la crisi economica.
 
Il mercato azionario al ribasso è ormai una realtà, con tutti gli indici che registrano severi cali: lo S&P 500 al -17% dai massimi storici di fine settembre, il Dow Jones più o meno con lo stesso andamento, il Nasdaq sprofonda oltre il -20% entrando così ufficialmente in una fase di bear market e l’Europa in profondo rosso, con i principali indici azionari che toccano i minimi di 2 anni.
 
Ci sono diverse analogie con lo scenario pre-cris 2008, soprattutto dal punto di vista del debito delle famiglie.
 
 

Come proteggersi dalla crisi?

E’ arrivato il momento di considerare seriamente una rimodulazione dei propri portafogli, con il posizionamento strategico su asset anticiclici.
 
In tale ambito, la conferma da parte della FED della volontà di proseguire con la politica di rialzo dei tassi d’interesse negli USA favorirà proprio la corsa ai “Treasury”, che al momento già offrono discreti rendimenti al netto dell’inflazione, a discapito dei titoli azionari.
 
E a giudicare dal recente andamento dei mercati, direi che questa dinamica è già ampiamente in corso.
 
A tal proposito anche il bitcoin potrebbe riservarci delle interessanti sorprese.
 
Nel recente passato il Re del mercato crypto ha assunto alcuni connotati interessanti, che hanno portato alcuni analisti ad accostarlo agli asset tipici per la riserva di valore, come ad esempio l’oro.
Ritengo che sia una lettura interessante e ho scritto anche un approfondimento in merito.
In caso di crisi, avremo il primo banco di prova del bitcoin in uno scenario reale e sono sicuro che ci riserverà delle belle sorprese.
 
Discorso diverso per le altcoins: infatti nei momenti di ribasso generalizzato gli investitori tendono naturalmente a smobilitare le risk positions e a concentrare il capitale residuo in quello che viene percepito come l’asset più sicuro (nel mercato crypto, ovviamente il bitcoin).
 
Dunque, qualora lo scenario di crisi dovesse concretizzarsi, è ragionevole aspettarsi un aumento notevole della dominance del bitcoin e un crollo delle capitalizzazioni delle altcoins.
 
Questa fase potrebbe rappresentare il colpo di grazia per tutti quei progetti che non hanno un piano di sviluppo concreto e un team di sviluppatori solido alle spalle.
 
Bitcoin: quale scenario ci aspetta nel 2019?

Bitcoin: quale scenario ci aspetta nel 2019?

Il bitcoin sembra aver temporaneamente arrestato la sua discesa.

Andiamo ad analizzare i livelli di prezzo significativi nel lungo periodo per capire cosa aspettarci nel 2019.

Dopo una panoramica delle principali notizie, troverete un interessante parallelo tra l’andamento dell’oro e del bitcoin al momento dei lancio dei primi contratti futures, dove emergono delle incredibili analogie.

Buona visione

Bitcoin: nuova bull run entro fine anno?

Bitcoin: nuova bull run entro fine anno?

Da oltre un mese, il bitcoin è imprigionato in un canale tra due aree di prezzo che rappresentano un supporto e una resistenza ben definiti.

bitcoin aree di supporto e resistenza

Più a lungo la moneta continuerà la sua fase di ranging all’interno di questo canale e più il movimento del breakout a cui inevitabilmente presto o tardi assisteremo sarà impulsivo e dirompente.

Un altro elemento grafico da tenere in considerazione, utile soprattutto a fornire una prospettiva più a lungo termine, è rappresentato dal triangolo discendente chiaramente visibile sul timeframe giornaliero.

Con la parentesi dello spike di lunedì causato dal dump di tether, la moneta è ancora saldamente all’interno del pattern.

Se consideriamo anche che nell’area di prezzo $ 6800/6750 insistono contemporaneamente una delle resistenze statiche più solide e la resistenza dinamica data dalla moving average 100, è facile capire come l’uscita dal triangolo discendente sarà possibile solo grazie a un aumento considerevole dei volumi (che, con l’eccezione dell’11 e del 15 ottobre, sono abbondantemente sotto la media) e più in generale della liquidità.

bitcoin triangolo discendente

Nuova bull run in arrivo?

In tale contesto, è evidente come un impulso alla quotazione potrà essere dato più da drivers fondamentali che tecnici.

A tal proposito, nelle ultime settimane a Wall Street e più in generale tra gli operatori istituzionali circolano dei rumors davvero interessanti, in merito alla possibilità che entro la fine dell’anno (o al più tardi nei primi mesi del 2019) il bitcoin possa raggiungere e superare i suoi massimi storici.

Chiaramente a fronte di un 2018 caratterizzato da un mercato in forte sofferenza, che ha dovuto far fronte a un severo calo della capitalizzazione e delle quotazioni delle criptovalute principali, questo potrebbe sembrare uno scenario poco realistico.

Tuttavia proprio i principali operatori istituzionali, senza pubblicizzare troppo la cosa, ritengono che presto potrebbero realizzarsi delle condizioni di mercato favorevoli a un nuovo pump price in stile fine 2017.

Gli elementi a supporto di questa tesi sono diversi.

Intanto l’imminente pronuncia della Securities and Exchange Commission statunitense su ben 9 ETF a replica fisica del bitcoin prevista per il 5 novembre (senza contare gli ETF della CBOE in collaborazione con le società VanEck e Solid X che hanno un’altissima probabilità di essere approvati e che saranno discussi a inizio 2019) potrebbe dare il via a una corsa sfrenata per accaparrarsi la moneta: infatti tutti gli emittenti saranno obbligati a dotarsi fisicamente di bitcoin, incidendo in maniera significativa sull’aumento della domanda.

Nuova liquidità in ingresso

Un altro elemento di considerazione, è dato dal fatto che proprio i bitcoin ETF aprirebbero le porte a quella parte di investitori retailers che ancora non sono entrati nel mercato anche se ne sono attratti.

In tale ambito, l’acquisto di uno strumento finanziario regolamentato come un bitcoin ETF è sicuramente più semplice e immediato rispetto ai canali di acquisto tradizionali, che prevedono conoscenze e capacità tecnico-informatiche non alla portata di tutti. Infatti per acquistare tale prodotto finanziario sarà sufficiente una telefonata alla propria banca o addirittura una semplice piattaforma di home banking.

Questa è la motivazione per cui molti operatori istituzionali si stanno avvicinando al mondo delle valute digitali: un radicale cambio di scenario nel mercato, che determinerà prima un boom della domanda di bitcoin e, a seguire, delle principali criptovalute ad alta e media capitalizzazione.

In tal senso, molti analisti hanno individuato un parallelo con quanto accaduto a fine 2017 con il lancio dei primi bitcoin futures (consideriamo anche come i futures siano degli strumenti meno accessibili agli investitori retailers rispetto agli ETF).

Scarcity index

Un altro elemento a sostegno di questa tesi, viene dalla Scarcity Index o indice di scarsità: più un bene è raro e più aumenta di valore.

Dunque quanti bitcoin sono disponibili nel mercato?

Sappiamo che sono stati minati più di 17 milioni di bitcoin, a fronte di un massimo di 21 milioni di pezzi.

Considerato che di questi 17, circa 5 milioni sono andati definitivamente persi, la disponibilità di bitcoin che può essere assorbita dal mercato di fatto è nell’ordine degli 11-12 milioni di monete.

Dunque tutti quegli operatori istituzionali che vorranno dotarsi di strumenti finanziari a replica fisica del bitcoin, si dovranno contendere le monete disponibili.

Alla luce di tutti gli elementi esaminati, quello appena descritto è uno scenario più che realistico e, molto presto, potrebbe determinare un nuovo boom del mercato.

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Bitcoin in ranging, quale scenario ci aspetta?

Bitcoin in ranging, quale scenario ci aspetta?

Dopo il brusco calo iniziato il 5 settembre che ha portato il bitcoin a ritestare i $ 6000, negli ultimi giorni la moneta è entrata in una fase di ranging nel canale $ 6400 – 6600.

Un altro elemento di considerazione, è quello relativo alla formazione di un higher low nel grafico settimanale (evento che non si verificava dall’inizio dell’anno) e nelle scorse analisi abbiamo già evidenziato come questo elemento fosse importante.

Inoltre abbiamo avuto l’ennesima conferma di come $ 6000 sia un’area di prezzo che attrarre un gran numero di compratori in grado di consolidare il supporto più importante della moneta in questa fase.

Nelle ultime 24 ci sono stati 3 test sui $ 6400, la parte bassa del canale di ranging, segno che la pressione delle vendite è in aumento.

btc - usd grafico orario

Comunque i volumi di trading degli ultimi giorni sono ancora piuttosto contenuti, complice sicuramente il fine settimana appena trascorso, dunque il livello ha tenuto piuttosto agevolmente.

Attualmente i livelli di prezzo da tenere sotto osservazione sono rappresentati dalla resistance zone che insiste tra i $ 6600 e i 6800 e dai supporti a $ 6400 (parte bassa del canale di ranging), $ 6100 (minimo precedente) e dal livello chiave a $ 6000.

Dall’osservazione dell’RSI e dello stocastico sul grafico giornaliero, è evidente come la moneta abbia ancora molto spazio per tentare un break al rialzo e andare a ritestare la moving average 200 in area $ 7600, che al momento rappresenta l’ostacolo più grande sul cammino del bitcoin.

btc usd rsi

In quest’ottica sarà fondamentale un aumento dei volumi, che potrebbe essere innescato dall’imminenza della pronuncia della Sec relativamente all’istanza della CBOE sui Bitcoin ETF (anche se a mio avviso lo scenario più probabile è quello di un rinvio della decisione a febbraio 2019, dove ci sarà lo showdown decisivo).

Bitcoin futures: posizioni al ribasso in calo

Dal punto di vista dei fondamentali, un dato interessante ci arriva dalla Commodity Futures Trading Commission, secondo la quale i grandi speculatori hanno ridotto per la seconda settimana consecutiva le loro posizioni al ribasso nel mercato dei Bitcoin Futures.

bitcoin futures net positions

Dal grafico si evince come la tendenza sia iniziata già da oltre un mese e attualmente siamo sui livelli più bassi dall’inizio del trading sui futures a dicembre 2017.

Questo è un chiaro segnale di come il sentiment dei grandi speculatori non è più improntato verso un deciso ribasso.

Mt GOX: nuovo sell-off?

Un’altra notizia che sta generando qualche preoccupazione all’interno della community crypto, è quella relativa all’imminente risarcimento degli utenti dell’exchange Mt Gox, fallito per bancarotta nel 2014 in seguito a un attacco hacker.

Tra qualche settimana gli ex utenti della piattaforma saranno risarciti con 160.000 bitcoin, nel frattempo recuperati dalle varie attività di indagine.

C’è chi sostiene che presto assisteremo a un enorme sell-off, dettato dalla voglia di monetizzare di quelle persone che da anni aspettano di veder sanata la propria posizione, che ha il potenziale di affossare ancora una volta il mercato.

Personalmente non credo in questo scenario, anzi ritengo che chi si vedrà consegnare un asset dalle potenzialità enormi e che nel 2014 valeva poche centinaia di dollari mentre oggi è stabilmente in zona $ 6000, percepirà la situazione come un gran colpo di fortuna.

Altro elemento da considerare, è quello del mercato Over the Counter.

Infatti dopo il clamore suscitato nei mesi scorsi dalle vendite scriteriate in open market del fiduciario di Mt Gox, l’avvocato giapponese Kobayashi meglio noto come la balena di Tokyo, c’è da scommettere che eventuali utenti desiderosi di liquidare i bitcoin restituiti, saranno indirizzati verso il mercato OTC, in modo da non impattare negativamente sulla quotazione del bitcoin attraverso una vendita di importi ingenti sulle varie piattaforme del mercato.

Bitcoin: selling pressure in aumento, ma i tori mantengono la posizione

Bitcoin: selling pressure in aumento, ma i tori mantengono la posizione

Dopo la rottura della resistenza statica in area $ 6800 avvenuta la scorsa settimana, dove insisteva anche la trendline al ribasso dai massimi di dicembre 2017, il bitcoin è riuscito a violare anche i $ 7150 consolidandosi così sopra i $ 7000.

Il raggiungimento del target price a $ 7800 indicato nella scorsa analisi, è ostacolato da una “resistance zone” che si è venuta a formare nel range $ 7500/7250.

Se infatti analizziamo la price action all’interno di questa specifica zona di prezzo, vediamo come nel recente passato ci sia stata molta azione con un considerevole aumento dei volumi di scambio.

resistance zone btc-usd

L’immagine dunque ci restituisce una situazione in cui i ribassisti sono ancora troppo forti in quella determinata area (da notare come il tentativo di rottura avvenuto domenica 2 settembre, nonostante i volumi in deciso aumento, sia stato respinto abbastanza agevolmente).

Short positions e tether dollari

A completare il quadro, sabato 1 settembre è stato registrato un aumento di ben 10000 BTC open short positions (quasi +40% nel giro di poche ore), per un controvalore di oltre $ 70 milioni, segno che in molti si aspettano un imminente calo della quotazione.

btc shorts

Alla luce degli elementi fin qui analizzati, ci aspettano due tipi di scenari nel breve termine:

il primo, in cui la pressione delle vendite determinerà un arresto dell’attuale rialzo e spingerà il bitcoin al ribasso, con un probabile retest del supporto a $ 6800;

il secondo, in cui la lettura dei ribassisti è sbagliata e la quotazione continuerà la salita, violando la resistance zone evidenziata in precedenza, così le attuali posizioni short saranno trasformate in carburante che andrà ad alimentare l’impulso del rialzo grazie allo short squeeze, che nelle scorse settimane ha già aiutato la moneta a violare i $ 6800, come abbiamo visto nelle analisi precedenti.

A rendere ancora più interessante la situazione, quasi nelle stesse ore ben 100 milioni di Tether Dollari sono stati depositati su bitfinex!

Dunque questa notizia, sommata ai volumi tornati a livelli interessanti (circa 12 miliardi di dollari scambiati negli ultimi giorni, escluse le transaction mining exchanges che a loro volta hanno dei volumi enormi) potrebbe favorire la realizzazione del secondo scenario, dato che presumibilmente le short positions attualmente aperte non avranno la forza di resistere a un nuovo rialzo.

Relative strenght index e exponential moving average

Anche dal punto squisitamente tecnico, i grafici btc-usd ci rivelano una situazione incerta.

dall’analisi del timeframe a 4 ore, vediamo come sull’RSI si sia formata una bearish divergence, che già a fine luglio ha anticipato il pesante calo della quotazione dai massimi a $ 8500, rivelandosi così un segnale dalla buona affidabilità.

btc-usd 4h RSI

al contrario osservando le exponential moving average, vediamo come la quotazione sia riuscita a violare definitivamente il muro rappresentato dalle suddette medie mobili esponenziali, che attualmente fungono da supporto e sostengono il rialzo della moneta (a metà luglio un simile scenario ha dato il via all’ultima bull run del bitcoin).

BTC-USD RIBBON ma exp

Mettendo a sistema tutti gli elementi a disposizione, il quadro generale appare caratterizzato da estrema incertezza e in questi casi la strategia migliore è quella di limitare l’operatività al minimo, in attesa che la quotazione prenda una direzione precisa.

Il bitcoin supera PayPal

Dall’analisi dei fondamentali, la notizia più interessante dei giorni scorsi è quella relativa al valore delle transazioni in bitcoin che hanno superato quelle di colossi del calibro di PayPal e Discover.

bitcoin vs paypal

Le transazioni in bitcoin nel solo 2018 si aggirano intorno a $ 1.3 trilioni.

Certo, per arrivare a competere con Visa la strada è ancora lunga (nel 2016 visa ha processato transazioni per un valore di circa $ 9 trilioni), anche perché le criptovalute sono ancora un settore di nicchia e la maggior parte delle transazioni avvengono in un contesto speculativo.

Ma nei prossimi anni la situazione potrebbe mutare radicalmente, se gli sviluppatori del Bitcoin core saranno in grado di rendere più snella e accessibile la tecnologia, favorendo così l’aumento della curva di adozione.

Il mercato dei Bitcoin ha registrato un aumento di quasi l’80% annuo negli ultimi cinque anni, raggiungendo il suo picco nel 2017 con un aumento del valore delle transazioni pari a otto volte.

Se lo stesso tasso di crescita sarà mantenuto anche nei prossimi anni, il futuro ci riserverà delle belle sorprese, incluso il Bitcoin che supera Visa (con il tasso di crescita sopra menzionato teoricamente la criptovaluta ha le potenzialità per superare i 13 trilioni di dollari in transazioni entro il 2023).

Il calo del potere d’acquisto del dollaro rinforza il bitcoin

Notoriamente il prezzo del bitcoin è legato a una serie di fattori, tra cui il livello di adozione e lo sviluppo della tecnologia.

Tuttavia ultimamente dall’analisi della relazione tra il bitcoin e lo US dollar, sono emersi degli spunti interessanti.

Negli ultimi mesi infatti mentre il dollaro saliva, bitcoin scendeva e viceversa.

Queste dinamiche sono normalmente presenti nelle realtà in cui le valute nazionali diminuiscono di valore a causa dell’iperinflazione e le persone decidono di conservare il proprio denaro in altre classi di asset (oro, obbligazioni e più di recente criptovalute) che ne conservano o aumentano il valore (gli ultimi esempi in tal senso ci vengono dalla Turchia e dal Venezuela).

L’oro e le obbligazioni però, tradizionalmente sono una classe di asset accessibile solo a un numero limitato di persone. Con l’attuale facilità di accesso al Bitcoin invece, è lecito aspettarsi che sempre più persone trasferiranno i propri fondi in criptovaluta durante i periodi di difficoltà per le rispettive valute nazionali.

Per molti anni il potere d’acquisto del dollaro USA è sceso lentamente ma inesorabilmente.

potere d'acquisto dollaro

Se questa è un’indicazione di valore futuro, possiamo aspettarci di vedere il Bitcoin diventare uno degli asset class più importanti per quegli investitori statunitensi, che cercano di mantenere o aumentare il valore del proprio denaro.

Neanche l’aumento dei tassi d’interesse messo in campo dalla Federal Reserve, un evento che di solito influisce sul prezzo dell’oro e di altre classi di asset, comprometterà il valore del Bitcoin che rimarrà in gran parte inalterato, infatti la moneta è per lo più disconnessa da qualsiasi mercato tradizionale e non ha assolutamente alcun legame con la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse.

Agli albori del Bitcoin, le numerose barriere tecniche e il timore di attività illegali hanno impedito agli investitori tradizionali di diversificare i propri portafogli con dei cripto asset. Ma ora che il prestigio e la notorietà del Bitcoin ha raggiunto livelli interessanti, grazie anche alla collaborazione di importanti istituzioni finanziarie come il NASDAQ, la CME, la CBOE e i media come la CNBC, l’investitore medio ha finalmente realizzato l’opportunità e ora ha un punto di ingresso più accessibile per l’acquisto di criptovalute, attraverso piattaforme dal prestigio indiscusso del calibro di Coinbase.

In definitiva il miglioramento dell’accessibilità si traduce in un futuro aumento dei titolari di Bitcoin e dall’analisi della correlazione tra le Fiat currencies e la criptovaluta possiamo concludere che il valore decrescente delle monete legali, sempre più falcidiate dall’inflazione, inciderà positivamente sul prezzo del Bitcoin.

Bitcoin, prossima fermata $ 7800? Analisi tecnica e fondamentale

Bitcoin, prossima fermata $ 7800? Analisi tecnica e fondamentale

Dopo vari tentativi di rottura del livello chiave a $ 6800, nella giornata di ieri il bitcoin è riuscito a superare la resistenza e a chiudere la giornata sopra i $ 7000.

Ancora una volta la “support zone” che oscilla nel range 6200/5800 ha respinto l’assalto dei ribassisti, che hanno visto infrangere le proprie speranze sul muro dei $ 5880.

A questo proposito sono d’obbligo 2 considerazioni.

Capitalizzazione del bitcoin

Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione plastica di come la “support zone” evidenziata in precedenza, abbia la capacità di attrarre nuovi compratori in grado di arrestare la caduta e invertire il trend, causando un crollo dei volumi di vendita, che invece dovrebbero essere di ben altra portata per tentare la violazione di quel supporto che, come mi piace ripetere, ormai è inequivocabilmente la “Linea del Piave” del bitcoin.

Ma proprio nel momento in cui gli orsi ne avrebbero più bisogno, ecco che finiscono “le munizioni”.

Questa dinamica è facilmente spiegata dall’analisi del market cap del bitcoin.

Infatti, vediamo come in corrispondenza dei $ 5800 vi siano i 100 miliardi di capitalizzazione, che stanno supportando la moneta in ogni tentativo di rottura al ribasso.

Questo significa che i “one hundred billions holders” non hanno alcuna intenzione di vendere i propri bitcoin, ragion per cui senza un loro ripensamento per i ribassisti sarà una sorta di mission impossible violare al ribasso i $ 5800, a meno di non ricaricare l’arsenale (ma per far questo devono necessariamente acquistare bitcoin).

Un bel circolo vizioso, vero?

bitcoin market cap

Un’altra strada è quella della vendita allo scoperto, che è esattamente ciò a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane.

Quest’approccio però non va a influenzare direttamente la quotazione, ma va a incidere solo su quello che è il sentiment del mercato, che sull’onda dei contratti short in aumento si orienta al ribasso.

I problemi arrivano nel momento in cui i ribassisti vengono attaccati attraverso una manovra speculativa nota come short squeeze, ossia quando il numero di contratti venduti allo scoperto raggiunge un livello di guardia tale da indurre grandi gruppi di speculatori a puntare fortemente al rialzo, in modo da far scattare le ricoperture delle numerose posizioni ribassiste che andranno ad alimentare ulteriormente l’impulso del rialzo.

Ed è esattamente questo che potrebbe verificarsi nelle prossime ore, se il bitcoin riuscirà a consolidarsi stabilmente sopra i $7000.

btc shorts

Struttura al rialzo

Il secondo elemento di considerazione è quello afferente la formazione di un higher low sul grafico, in relazione al minimo di fine giugno a $ 5770.

Come ho già indicato nella scorsa analisi, questo è il primo e fondamentale step da cui partire per la formazione di una nuova struttura al rialzo (la violazione dei $ 5770 e il conseguente lower low al contrario avrebbe determinato la conferma del trend di medio periodo orientato a un deciso ribasso).

Il prossimo decisivo passo per la moneta a questo punto consiste nel cercare di stabilire un nuovo higher high sul grafico, superando il massimo precedente a $ 8500, ma prima si dovranno fare i conti con quella resistenza dinamica che negli ultimi mesi ha frustrato tutti i tentativi di risalita della quotazione: la Simple Moving Average 200, che attualmente insiste in area $ 7800.

bitcoin ma 200 daily

Vediamo infatti come da febbraio 2018 in almeno 3 occasioni il trend al rialzo ha perso slancio proprio in prossimità della media mobile a 200 periodi.

Dunque i prossimi livelli su cui tenere i fari puntati sono i $ 7800, dove insiste la SMA 200 e gli $ 8500, dove abbiamo il lower high precedente.

Rompere la SMA 200 e stabilire un higher high violando il massimo precedente, questo sarà il vero banco di prova del bitcoin, che ci dirà finalmente se il trend secondario è uscito dalla sua fase bearish.

Analisi fondamentale

Dal punto di vista dei fondamentali, due notizie sono meritevoli di approfondimento.

La prima è relativa al lancio della VCA (Virtual Commodities Agency) da parte dei fratelli Winklevoss, un’organizzazione autoregolatrice per il settore delle criptovalute.

Il lancio di questa agenzia è una risposta alle preoccupazioni della SEC descritte in una lettera all’inizio di quest’anno, relative ai meccanismi di sicurezza interni e ai tentativi di price fixing negli exchange di criptovalute, da cui è scaturita anche un’indagine federale ufficiale.

Lo sforzo di autoregolamentazione del settore è stato accolto con favore dalle autorità preposte, in quanto una simile entità potrebbe avere un impatto significativo sull’integrità e sulla credibilità di questo giovane mercato, soprattutto alla luce degli ultimi eventi che recentemente hanno determinato alcune problematiche nelle varie piattaforme, legate alla manipolazione dei prezzi sui bitcoin futures e alla piaga del pump and dump, senza contare gli innumerevoli tentativi di price fixing.

L’annuncio è stato accolto con favore anche dalla Commodities Futures Trading Commission CFTC.

Tra le attività dell’agenzia vi è l’istituzione di un meccanismo di condivisione delle informazioni tra le varie piattaforme di trading che listano prodotti basati su beni virtuali, per scopi di sorveglianza del mercato. L’organizzazione mira anche alla diffusione di dati certificati relativi ai prezzi e alla negoziazione dei cripto asset, in modo da migliorarne l’affidabilità e la trasparenza.

Ritengo che questa sia un’ottima iniziativa, soprattutto alla luce dell’esigenza sempre più impellente di porre un argine alle manovre “poco chiare” che spesso caratterizzano il mercato delle criptovalute, che come ho già indicato negli articoli precedenti, ne minano la credibilità alle fondamenta.

L’altra notizia di giornata, è senza dubbio quella relativa all’annuncio dell’asset manager Morgan Creek Capital, che sull’onda delle iniziative simili di giganti del calibro di Black Rock e Northern Trust, ha annunciato la creazione di un Digital Asset Index Fund.

L’avvicinamento di questi colossi finanziari, ci dimostra ancora una volta come l’appeal del bitcoin e delle criptovalute sia in deciso aumento e l’ingresso dei capitali di questi grandi investitori, potrebbe rappresentare la scintilla che darà il via a una nuova salita impetuosa della capitalizzazione del mercato, che mai come in questa fase ha bisogno dell’iniezione di nuova liquidità.

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